Due giorni a Vik tra escursioni e divertimento.

Come e’ ormai buona abitudine, anche Vik (questo il campeggio) mi accoglie con un tempo pessimo e un vento fortissimo. Siamo tra l’altro in una delle zone piu’ ventose del paese, nonostante ci si trovi a Sud.
Mi addormento quindi velocemente, cullata dal vento incessante.

La mattina parto con il miglior presupposto: andare sul piu’ grande ghiacciaio dell’islanda (e uno dei 4 piu’ grandi in europa). Vado da un ragazzo che mi ha consigliato l’autostoppista (lei lavora a Vik), ma vista la giornata non si possono fare uscite sul ghiacciaio. Rimaniamo pero’ d’accordo per l’indomani.
Gli chiedo quindi che cosa posso fare con una giornata del genere e lui mi risponde: “atv”! Che per noi sono i quad. Non ho mai guidato uno di quei bestioni, decido quindi che un’immensa spiaggia nera potrebbe essere il modo giusto per provare. Mi sono affidata per entrambe le uscite a loro (Arcanum)!

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Mi porta quindi in giro per fiumi, spiagge e mare e mi racconta che quella terra e’ molto giovane. Poche centinaia di anni fa esisteva solo il mare. Mi indica anche la montagnola che spicca da sola e mi dice che quella era un’isola. Andiamo poi a vedere i resti dell’aereo che si e’ schiantato a causa dell’eruzione del vulcano. Tutta quella terra in realta’ e’ stata creata in seguito a varie eruzioni. La piu’ fumata e’ avvenuta nel 2010 e si dice che a breve dovrebbe eruttare nuovamente.

Dopo quasi due ore di giro torniamo alla base e io decido di passare il mio pomeriggio al mare. La sabbia nera, le tre pietre sullo sfondo e un libro di storie Islandesi.

Il giorno seguente sveglia alle 6.50 (sempre ore islandese 🙂 ) e mi preparo per andare sul ghiacciaio Vatnajokull. Siamo io e la guida, i ramponi, la piccozza e un ghiacciaio immenso da perlustrare, arrampicare e in alcuni punti anche bere. Fanno l’uscita anche in gruppi, e tendenzialmente dovrebbe essere molto piu’ tranquilla come escursione. Consiglio vivamente di farla (anche se a luglio e agosto si riduce notevolmente), perche’ come diceva la mia guida “il ghiaccio si muove e cambia, come tutto del resto”. Questo perche’ tra 30 anni molto probabilmente di quel ghiacciaio sara’ rimasta piu’ pochissima traccia.

Tornata dall’escursione, decido quindi che mi merito un caldo e rilassante bagno. Vado quindi nella piscina del paese, con vasche esterne che arrivano a 38-40 gradi con sauna all’interno per la modica cifra di una decina di euro. Ripresa dalla fatica ma stanca per la giornata intensa, decido di rimanere ancora a Vik e ripartire il giorno successivo.

8 di mattina si riprede il viaggio e la strada offre grandi fermate da non perdere assolutamente:
Skogafoss (cascata + parco)
Seljalandfoss

Arrivo nel pomeriggio a Hella e decido di piantare la tenda li’ perche’ cosi’ il giorno dopo sarei stata piu’ comoda per andare nel centro verso il Golden Circle.