Recensione: La danza delle falene di Poppy Adams

La danza delle falene e’ un romanzo molto complesso per la dinamica famigliare che racconta. Si sa, non esiste la famiglia del mulino bianco, ma in questo caso siamo ben lontani da ogni speranza di poter anche solo minimamente sembrarlo. Quella qui narrata è una storia che stupisce e perseguita, chiedendo di essere letta. È il racconto drammatico, tragico, di una famiglia devastata da se stessa e dal tanto, forse troppo, amore che lega ogni suo componente, rivissuto attraverso le memorie di una figlia e sorella devota.

Poppy Adams tinge la narrazione con delle sfumature di noir nella quale molte sono le cose non dette o pronunciate solo a metà e tante sono le cose che solo un epilogo inaspettato può risolvere.

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«Sono le due meno dieci e sto aspettando la mia sorellina, Vivi, dall’una e mezza».
Ginny guarda fuori dalla finestra del primo piano, una finestra di pietra ad arco, come quelle delle chiese, il viso contro le losanghe del vetro a piombo. Cerca di scorgere la sagoma di Vivian che a sessantaquattro anni, dopo un’assenza durata più di quaranta, ha deciso di tornare nella vecchia casa paterna. Per quietarsi, le ha scritto, e per stare in compagnia della sorella fino alla fine dei suoi giorni.
In tutti questi anni, Ginny non ha mai lasciato Bulburrow Court, la casa di famiglia. Come sua madre, e prima di lei i suoi genitori, ha imparato a conoscere ogni stravaganza di quell’antica dimora vittoriana rintanata fra i sinuosi declivi del Dorset: i caminetti di marmo che si ergono sotto i soffitti ornati da eleganti fregi, lo scalone di quercia che scende maestoso dalle volte imponenti, le bizzarre finestre ad arco…
In tutti questi anni, Ginny ha vissuto da persona posata qual è, senza dare nell’occhio, badando da sola a se stessa.
Ora, però, l’arrivo della sorella le procura una sottile, insopportabile inquietudine. In un remoto angolo della sua mente si è fatta strada l’idea che la presenza di Vivi l’avventuriera non rischi soltanto di turbare il suo piccolo mondo: vecchi, dolorosi ricordi e devastanti risentimenti possono riaffiorare senza che nessuna delle due riesca a ricacciarli indietro.
Ma quali sono gli oscuri segreti che si celano nel passato delle due sorelle?
Ginny e Vivian sono le ultime discendenti di piú generazioni di lepidotteristi, studiosi e cercatori di falene e farfalle. Il padre, un uomo eccentrico e testardo, era dedito solo al suo lavoro e trascorreva lunghe ore nel laboratorio nella soffitta di casa, dove a volte aveva accesso Ginny che gli faceva da piccola apprendista. Col trascorrere degli anni, l’ostinata volontà del padre di lasciare un segno nello studio della vita delle falene e delle farfalle aveva letteralmente devastato la vita della famiglia. La madre di Ginny e Vivian, trascurata dal marito, era via via precipitata nell’abisso dell’alcolismo.
Ma prima di questo dramma, già nell’infanzia di Ginny e Vivian si era aperta tra le due sorelle una crepa che nessuna delle due, nel corso degli anni, ha potuto riparare né potrà farlo ora. Una crepa che si era spalancata cinquantanove anni prima, quando Vivi era ruzzolata dalla torre campanaria e per poco non era morta.

ISBN: 978-88-545-0231-4
Collana: I Narratori delle Tavole
Pagine: 304
Tradotto da: Massimo Ortelio
Prezzo: €17,00

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