Recensione Il Re Leone

 

il re leoneRifacendo il film del 1994, Jon Favreau sconvolge subito lo spettatore con delle immagini che sembrano provenire da un documentario del National Geographic, restituendo un’atmosfera complessiva così realistica che, e di questo ne sono convinta, credo siano state prese delle vere scene di documentari per poter supportare il film. Dopo una prima impressione in cui questo realismo stranisce per il parlare degli animale, si viene immersi nella magia della storia che ripercorre fedelmente il cartone originale da cui e’ tratto.

 

Il Re Leone, uscito nelle sale il 21 agosto, segue una grande scelta: riprodurre fedelmente ogni fotogramma, ogni secondo, del prodotto a cui tanto siamo legati; detto cio’, c’e’ una grossa differenza rispetto all’originale che abbraccia piu’ la contemporaneità, ed e’ la componente femminile. Nala non è più solo la parte sentimentale, ma anche lei, cosi’ come la mamma di Simba, ha un ruolo meno superficiale. Entrambe sono specchio del women power in costante crescita, di quella parita’ di cui tanto si parla e per la quale la stessa Disney, negli ultimi anni, si e’ fatta portavoce grazie a quelle eroine protagoniste principali che combattono e non sono piu’ dei semplici personaggi in funzione del partner maschile.

Riuscire a portare in vita uno dei piu’ grandi classici e icone della Disney poteva sembrare un’impresa quasi impossibile, ma non per Jon Favreau. Il risultato e’ un prodotto che si accosta e viaggia in parallelo alla versione del 1994 senza perdere di dignita’, apportando un po’ di contemporaneo ad una storia che ha ormai 25 anni.

VOTO: assolutamente da vedere.