Insidebook – La mia cosa preferita sono i mostri

70956934_2336062173376784_5933078916594925568_nUn’opera d’arte in tutti i sensi, pagina dopo pagina. Merita l’acquisto anche solo per poter sfogliare e toccare le pagine: disegno dopo disegno la storia prende vita e i disegni lasciano ogni volta a bocca aperta.

Vengono trattati temi molto delicati con la giusta crudezza. Tutto in questo libro lascia senza parole. In assoluto, la miglior uscita del 2018. Qualunque altro commento priverebbe il piacere della scoperta al lettore! Quindi: meno parole e buona visione 🙂

 

https://youtu.be/bFfPkrPqpMM

La mia cosa preferita sono i mostri

Traduttore: Michele Foschini
Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 aprile 2018
Pagine: 420 p

CURIOSITÁ: LE MIGLIORI COLONNE SONORE DELLE SERIE TV 2019

L’IMPORTANZA DELL’OPENING THEME SONG.

L’”opening theme song”, ovvero la sigla, è il biglietto di presentazione più importante per qualsiasi format, soprattutto per una serie televisiva. Le sigle identificano nel vero senso della parola un film, un gioco, una serie Tv, diventando parte della sua impopolarità o della sua immensa fortuna. Alcune delle sigle di una delle piattaforme più importanti a livello mondiale sono ormai già diventate dei “cult”.

4^ POSTO: ORANGE IS THE NEW BLACK

Marchio di fabbrica di Orange Is New Black: “You’ve Got Time” di Regina Spektor, un brano che oltre ad essere molto orecchiabile e piacevole all’ascolto, racchiude in sé le tematiche principali orbitanti intorno alle vite delle detenute, il punctum dell’intera serie: redenzione, resilienza, pentimento, riscatto, solitudine e nostalgia del quotidiano. Una sigla, resa teaser dalla veemenza visiva dei primi piani che si susseguono stimolando l’immaginazione dello spettatore.

3^ POSTO: PEAKY BLINDERS

Se “Peaky Blinders” è stata definita “la serie che piace ai grandi musicisti”, un motivo ci sarà. I “grandi musicisti” in questione sono, effettivamente, due tra i più grandi: Nick Cave e David Bowie, che hanno entrambi voluto partecipare attivamente alla colonna sonora della serie che racconta l’ascesa di Tommy Shelby e famiglia.

2^ POSTO: NARCOS

L’apertura di ogni episodio è stata affidata a Rodrigo Amarante, già membro dei Little Joy (gli stessi di Fabrizio Moretti degli Strokes) il quale ha dichiarato di aver composto il tema pensando a cosa avrebbe ascoltato la mamma di Pablo pensando a suo figlio e alla sua vita. Avere un figlio quale magnate della droga non è certamente il sogno di ogni madre e la lettura del testo ci permette di scorgere il dramma ed il dilemma nel suo animo affranto, ma pur sempre animo di madre.

1^ POSTO: GAME OF THRONES

Al primo incontro con David Benioff e D. B. Weiss, gli sceneggiatori della serie, Djawadi racconta di aver chiesto loro a quali regole attenersi: “Qualsiasi tipo di restrizione mi aiuta nel momento in cui devo scrivere della musica. Il primo strumento che gli sceneggiatori mi hanno vietato di usare è stato il flauto, troppo abusato in altre produzioni fantasy“. Così Djawadi ha optato per il timbro scuro e intenso del violoncello, colonna portante del tema principale della serie.

HOBONICHI, una visione del planner giapponese

Bazzicando qua e la tra pinterest e i vari blog mi sono imbattuta, e oserei dire anche fortunatamente, in una nuova parola che mi ha aperto le porte di un immenso e sconosciuto mondo: HOBONICHI.

Lo sapete, sono una grande amante dei planner, agende e molto piu’ in generale di tutto quello che puo’ essere racchiuso sotto la vastissima categoria chiamata “cartoleria e cose varie”. Come ho fatto quindi a non imbattermici prima?!

Hai presente quando cerchi un’agenda che possa racchiudere tutte le sfaccettature della tua vita? Per non parlare delle dimensioni: non troppo grande perche’ deve stare in borsa, ma abbastanza capiente per poter suddividere tutti gli impegni e le idee che giornalmente vogliamo annotarci. Una scelta molto ardua che nella maggior parte dei casi finisce spesso con un compromesso: spalla a pezzi e agenda che a fine anno e’ piu’ spessa della smemoranda delle superiori.

La Hobonichi racchiude tutto il vostro mondo, qualunque esso sia.

Caratteristiche:

  • Tantissime cover tra cui scegliere
  • La carta si chiama Tomoe River, sottile e resistente
  • Il planner ha un’apertura piatta a 180°, per scrivere in tutta comodità
  • Le pagine hanno delle griglie, stampate in modo leggero (così da non dare fastidio durante la scrittura)
  • Visione giornaliera con citazioni e quotes

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Vi ho incuriosito? 🙂

Vi lascio qui il link dove ho scoperto tutti i vari stili delle hobonichi e qui dove potete scegliere la vostra agenda 2020. 

Vi ho convinto? Questo Hobonichi planner vi incuriosisce? E se già lo avete, come vi trovate? Fatemelo sapere con un commento!

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Massa del Turlo

Quante volte è successo di ricordare un luogo associandolo non solamente alle bellezze paesaggistiche o architettoniche, ma anche alle emozioni vissute trascorrendo momenti particolari…Esistono luoghi che più di altri sono in grado di risvegliare in noi suggestioni, ricordi, lacrime, o meglio ancora sorrisi.

DSC_0163Il luogo di cui vi parlerò oggi, per me, rappresenta uno di questi…un luogo dal sapore d’autunno. Che fa rivivere e sentire addosso il dolce tepore del sole di ottobre e risplendere negli occhi i colori caldi ed avvolgenti delle foglie dei faggi. Un luogo che sa di piacevoli camminate all’aperto attraverso prati e boschi. Un luogo che risveglia il dolce sapore delle risate in compagnia attorno allo scoppiettare di un fuoco, magari accompagnate da un buon bicchiere di vino rosso. Un luogo che ha il sapore dell’amicizia. Quella vera. Genuina come le persone di montagna.

Il luogo di cui vi vorrei parlare oggi è la Massa del Turlo.

La via di salita più seguita per questa montagna inizia dalla località Barattina, una frazione di Varallo Sesia. L’itinerario è piuttosto lungo e per questo motivo sovente si sceglie di salire in auto lungo la carrozzabile che conduce all’Alpe Piane. Quì si prende il sentiero che sale alla vicina chiesetta, sorpassa a monte il Rifugio Camosci, attraversa un ampio alpeggio e superando una prima faggeta raggiunge la Sella di Vaneccio. proseguendo lungo l’ampia dorsale il bosco si fa via via più rado si perviene prima alla Bocchetta Schillottà e successivamente, tagliando in diagonale un tratto di cresta rocciosa, si raggiunge la cima di Ventolaro.

DSC_0149Continuando lungo la cresta si guadagna facilmente un’anticima, quindi la Bocchetta del Sonato ed infine la cima della Massa del Turlo dominata da una enorme croce in ferro. Dalla vetta si gode di un meraviglioso panorama su gran parte dell’arco alpino occidentale, sui laghi d’Orta e Maggiore e su numerosi paesi della Val Strona e Val Sesia.

Nota:
Poco al di sotto della cime si stacca un itinerario molto interessante, ma altrettanto impegnativo, che conduce alla vetta del Monte Capio.

L’itinerario di discesa ricalca fedelmente quello seguito all’andata ed in circa un’ora riconduce nuovamente all’Alpe Piane.

L’escursione di per se non presente alcuna difficoltà eccessiva, inoltre il dislivello modesto la rendono accessibile ed adatta a tutti.

Questo luogo è per me così caro perché penso rappresenti molto bene lo spirito con cui vivo la Montagna. Perché montagna non è necessariamente sinonimo di dislivelli a 3 cifre, scalate oltre il sesto grado o traversate su ghiacci perenni a temperature polari.

Montagna è anche e soprattutto sinonimo di amicizia, allegria, attimi felici condivisi insieme alle persone a cui vogliamo più bene.

Attimi e persone che lasceranno un ricordo indelebile e contribuiranno a dare quel sapore speciale a quei luoghi che hanno fatto da contorno a tutto questo…DSC_0194.jpg

Consigli tecnici:

Nonostante l’itinerario percorso non presenti particolari difficoltà, consiglio di non percorrerlo durante i mesi invernali soprattutto in caso di innevamento abbondante.

Segnavia: 620
Partenza: Alpe Piane di Cervarolo 1222 m
Arrivo: Massa del Turlo 1959 m
Dislivello: 737 m


Autore:

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Insidebook – Storie della buona notte per bambine ribelli

70592090_407729496546179_4709340694131507200_nStorie di donne che hanno cambiato il mondo. Favole di figure femminili che non hanno atteso il principe azzurro ma che, il futuro – quello che più piaceva loro – se lo sono conquistato con talento, tenacia, applicazione, studio e scelte.

Storie positive che insegnano alle nostre figlie, alle future generazioni di donne, a non sognare solo in rosa. Esempi che abbattono luoghi comuni e stereotipi; perché ogni donna – se lo desidera – può arrivare dovunque… pure sulla luna, proprio come Mae C. Yemison!

Settanta illustratrici da tutto il mondo hanno contribuito al volume. Una piccola chicca, utile a cambiare l’approccio culturale alla femminilità, alle prospettive, agli stereotipi che ingabbiano la donna e la circoscrivono a recinti che non è bene oltrepassare.

 

Storie della buonanotte per bambine ribelli.

Editore: Mondadori
Collana: Varia
Edizione: 1
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 febbraio 2017
Pagine: 224 p

PLANNER NOVEMBRE 2019

Dite quello che volete, ma per me questo e’ il vero mese delle zucche: da cucinare, da usare come centrotavola. La prima aria frizzantina col sapore d’inverno. Meno di un mese al natale e tutto il calore che solo un mese freddo ti puo’ dare.

Buona programmazione 🙂

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PLANNER NOVEMBRE

Boca e le sue colline in Mountain Bike

Settembre, mese di cambiamenti.

L’estate pian piano si affievolisce lasciando spazio all’autunno, il caldo intenso del sole estivo si trasforma in un tepore più dolce, meno intenso.

Lentamente, le foglie cambiano colore ed il verde brillante si trasforma nei colori dorati tipici della stagione autunnale.

Settembre è anche il mese in cui l’uva giunge a maturazione ed è pronta per essere colta e trasformata in buon vino.

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Immaginatevi di percorrere in sella alla vostra mountain bike un sentiero sterrato, immersi in un paesaggio fatato in cui i boschi selvaggi si alternano a filari di vigneti. Ordinati. Precisi.

Settembre offre tutto questo a chi avrà la fortuna di attraversare in mountain bike le colline di Boca.

Situato nella zona nord orientale del Piemonte, questo complesso collinare, famoso soprattutto per la produzione vinicola, dispone di una fitta rete di sentieri attraverso i quali potrete scoprire luoghi dal fascino e dal sapore unici.

Oggi descriverò l’itinerario che partendo dal Comune di Grignasco si snoda attraverso le colline sovrastanti il Santuario di Boca, sconfina verso i vigneti di Cavallirio per poi tornare al luogo di partenza attraversando fitti boschi di castagni.

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La partenza si trova nei pressi del Campo Sportivo di Grignasco, da qui si prosegue su strada asfaltata in direzione delle piccole frazioni di Sagliaschi e Torchio.

Immediatamente dopo aver superato le ultime case dei centri abitati la strada inizia a salire.

Dolcemente, senza strappi eccessivi la striscia d’asfalto si muove sinuosa tra i vitigni di Nebbiolo ed i boschi di latifoglie sino a giungere alla Selletta della Traversagna immersa tra i vigneti della Cascina Finazzi.

Dalla Selletta si scende velocemente in direzione di Boca, ma subito dopo poche centinaia di metri si svolta verso destra abbandonando l’asfalto e percorrendo un piacevole sentiero sterrato che prosegue in discesa sino ad incrociare un bivio in cui è segnalato il sentiero numero 784. Dal bivio si svolta a sinistra e si prosegue, nuovamente in discesa, sino ad incontrare sulla destra un sentiero secondario che si stacca in decisa salita. Il tratto in ascesa è piuttosto breve e ben presto si torna a scendere veloci sino ad incontrare un sentiero più largo contrassegnato dal segnavia 785. Poco dopo si abbandona questa traccia per affrontare un nuovo tratto in salita che si stacca verso sinistra fino a raggiungere un falsopiano su cui incontra un ampio sterrato. Successivamente un breve tratto in saliscendi si trovano sulla sinistra le indicazioni che portano alla Torre di Cavallirio, raggiungibile dopo aver vinto una breve ma ripida salita. Dalla sommità dei ruderi dell’antica torre medioevale si gode di uno splendido panorama verso Boca, il suo Santuario, le colline e le vigne.

La bellezza del paesaggio vi lascerà incantati, ma ben presto dovrete destarvi dall’inebriante effetto causato da cotanta bellezza perché sarà tempo di affrontare il percorso di ritorno!

Dai ruderi si percorre in discesa il sentiero seguito all’andata tenendo in considerazione le indicazioni con il segnavia numero 785 che condurranno ad un breve tratto in asfalto. Proseguendo verso destra ed oltrepassando un ponticello in pietra si ritrova il sentiero 784 che permette di raggiungere nuovamente il percorso fatto all’inizio ed, attraversando nuovamente le splendide vigne di Boca, riprende la Provinciale della Traversagna e percorrendola si tornerà a Grignasco.

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Consigli tecnici:

Il percorso non presenta particolari difficoltà e può essere svolto durante tutto l’anno. Il periodo migliore per godere dello splendido panorama rimane comunque la prima parte dell’autunno.

Partenza: Grignasco 322 m
Arrivo: Torre di Cavallirio 475 m
Distanza: 18,2 km
Dislivello: 503 m

 

I poteri della Salvia

La pianta è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari, ciò che spiega il suo nome, proveniente da “salvus” che significa appunto “sano”. E’ una pianta aromatica e il suo principio attivo si ricava dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, visto che questa pianta predilige i climi caldi, mentre si lascia riposare in inverno. Le infiorescenze vengono messe ad essiccare in luoghi ombrosi e conservate in sacchetti di tela o carta. Per conservare bene le foglie fresche, bisogna invece riporle in piccoli vasi di vetro al riparo della luce.

Personalmente ho deciso di essiccare tutta la salvia prodotta durante il periodo estivo e di conservarla in sacchetti di carta in modo tale da poterla utilizzare in diverse forme durante (si spera) tutto l’inverno.

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Le proprieta’ della salvia:

  • antinfiammatorie
  • balsamiche
  • digestive
  • buona risposta contro la ritenzione idrica

Sicuramente terro’ 2/3 della salvia prodotta ed essiccata per poter fare infusi nel periodo autunnale ed estivo.

Tisana

La ricetta e’ semplicissima, basta mettere in un pentolino delle foglie di salvia (2-4 foglie a persona a seconda del gusto e di quanto forte e’ la vostra salvia) con del limone o lime e l’acqua. Portare il tutto a ebollizione e lasciare in infusione per altri 10-15 minuti.

Nel periodo estivo aggiungo anche un quarto di pesca per rendere l’infuso un po’ piu’ dolce.

Una volta preparate la tisana, verso la bevanda in un bicchiere e dolcifico con un cucchiaino di miele (se volete anche lo zucchero puo’ andare benissimo).

 

 

 

 

Thailandia: due giorni a Phuket

Siamo arrivati a Phuket con uno dei tanti voli diretti che potrete trovare da Chiang Mai. Potete prenotare prima il volo spendendo veramente poco (30€ a tratta) oppure prenotare il giorno prima per poco meno di 100€ a volo.

La costa delle Andamane, con le sue acque turchesi, e’ uno di quei classici posti da cartolina che fanno desiderare di lasciare il lavoro e vivere per sempre in infradito. E vi assicuro che appena arrivati, un pensierino l’abbiamo fatto fatto anche noi: aprire una guest house e vivere in un paradiso terrestre, perche’ no.

L’inconveniente di Phuket? Questa destinazione e’ molto conosciuta e le spiagge sono sempre piu’ affollate di viaggiatori, la vita costa mediamente molto di piu’ rispetto a qualsiasi zona della Thailandia, quindi, prima di pianificare il vostro viaggio in thailandia, considerate che due giorni sull’isola potrebbero costarvi come 4 giorni nella zona nord della penisola o un paio di giorni a Bangkok.

Abbiamo prenotato i nostri giorni a Rawai, un po’ piu’ distante da quello che e’ il centro della movida, ma da cui puoi partire per le migliori escursioni via mare. Noi abbiamo pernottato qui, una soluzione super economica ma tenuta veramente bene. La struttura ha a dispisizione degli scooter che possono essere affittati per uno o piu’ giorni… e il consiglio e’ proprio quello di girare l’isola con uno scooter.

Il primo giorno abbiamo deciso di affidarci a un barcarolo che per poco (1000 bath in due) ci ha portato tutto il giorno privatamente a fare snorkeling, a vedere le piu’ belle isole che diversamente ho sempre e solo visto in copertina. Da non perdere assolutamente e’ Coral Island e James Bond Island!

Il secondo giorno abbiamo deciso invece di addentrarci alla ricerca delle stupende spiagge di Phuket:

  • Hat Kata: spiaggia paradisiaca per gli amanti del surf.
  • Hat Karon: piu’ si va a nord piu’ le spiagge diventano belle e dorate, l’acqua e’ uno specchio turchese e le spiagge sono piu’ grandi rispetto a quelle presenti nel sud dell’isola.

71101038_2407191629387818_2529556212005994496_n.jpgLa sera abbiamo deciso di dirigerci verso Patong, una delle poche vere citta’ che possiamo realmente chiamare in questa maniera. La citta’ accoglie chiunque, si puo’ trovare Starbucks cosi’ come i migliori locali dove poter mangiare.

Siamo arrivati a Patong con il taxi e, sinceramente, e’ stata una delle cose piu’ costose: mentre a Bangkok i taxi potevano costare al massimo 300 bath per arrivare a due estremitita’ della citta; Phuket invece e’ decisamente piu’ cara, abbiamo speso infatti per la corsa di andata 500 bath e per quella di ritorno 800 bath. Un salasso. E’ considerata la citta’ del peccato, forse perche’ e’ l’unico posto dell’isola dove effettivamente ragazze provocanti si mettono in mostra, dove ci sono locali per il famoso turismo sessuale di cui spesso si sente parlare.

Sicuramente due giorni non basteranno per poter vedere tutto quello che l’isola ha da offrire, ma per noi e’ stato abbastanza per poter avere un assaggio di questa faccia della Thailandia!