Storie in quarantena

Da quando e’ iniziata la quarantena non ho piu’ trovato grossi stimoli per scrivere qui sul blog. Un po’ perche’ generalmente si parla di viaggi e di cose da fare, un po’ perche’ la mia routine (come quella di tutti, penso) e’ stata modificata dall’oggi al domani ed e’ stato difficile dedicare del tempo a qualcosa che forse dovevo ancora elaborare e che sicuramente, a dire il vero, volevo vivermi al cento per cento prima di parlarne. Cosi’ e’ iniziata la nostra quarantena, tra notizie che cambiavano ogni 24 ore, una nuova convivenza da vivere e una routine che non poteva piu’ essere scandita dalle passeggiate con il passeggino. Con il passare dei giorni ci si e’ resi conto della gravita’ della situazione e soprattutto dell’importanza che questo periodo poteva avere nella storia.

Le generazioni future leggeranno di quando un’intera nazione si è ritrovata chiusa in casa, per la prima volta nella storia. Leggeranno del virus, delle mascherine, degli ospedali affollati. Il numero di infetti, i decessi e le guarigioni.

Ed e’ cosi’, dopo dei messaggi tra 4 amici, che e’ nata questa splendida iniziativa chiamata “STORIE IN QUARANTENA” con l’unico scopo di raccogliere le storie del COVID-19 dal punto di vista umano e non numerico (perche’ di numeri in fondo se ne parla sempre fin troppo).

Tra storie di vite vere vissute tra le mura di casa, pensieri, paure, diari e bollettini dalla quarantena, la storia (quella che poi si studia a scuola) si arricchisce grazie al contributo di tutti.

E il mio consiglio e’ proprio questo: in questi giorni in cui avrai sicuramente molto da fare tra la cucina e i work out online, ritagliati 10 minuti per contribuire al pezzetto di storia da lasciare per il futuro (qui il link), o anche solo per sederti e riflettere. Questo e’ il mio contributo, non vedo l’ora di leggere il vostro!

TEMPO

Dal primo giorno in cui questa situazione ha preso una piega un po’ più’ importante rispetto alla banale influenza di cui si parlava all’inizio, ho pensato che fosse giusto mettere nero su bianco i pensieri che stavano vorticando nella testa e le riflessioni che hanno riempito i momenti di chiusura in casa.

Ero solita scrivere i miei pensieri (non tutti i giorni sia chiaro), in modo da potermeli rileggere negli anni a venire e poter capire quanta strada effettivamente avessi fatto negli anni. C’e’ voluta una quarantena per riuscire ad avere il tempo di potermi di nuovo sedere e scrivere senza distrazioni. Ma in realtà c’e’ voluta la quarantena per riparlare di nuovo di TEMPO.

Tempo per pensare;

tempo per se stessi;

tempo per capirsi;

tempo per annoiarsi anche un po’;

tempo per cucinare;

tempo per le proprie passioni;

tempo per trovare delle nuove passioni;

tempo per non essere rinchiusi in una pianificazione rigida di impegni e cose da fare;

tempo per quelle cose che abbiamo sempre detto di voler fare;

tempo per la famiglia;

tempo per i giochi in famiglia.

C’e’ voluta la quarantena per riparlare di CASA. Quel posto che puntualmente veniva usato solo come luogo di passaggio, un’insieme di stanze vuote che non abbiamo mai avuto l’occasione (e forse anche voluto) di riempire di ricordi. C’e’ voluta la quarantena per ricordarci che CASA e’ un rifugio a cui voler bene, ovunque essa si trovi. 

Ma soprattutto, c’e’ voluta la quarantena per farci capire quanto la nostra esistenza stia compromettendo la nostra stessa vita e quella degli animali e della natura che ci circonda. Ad oggi, dopo due settimane di stop, sono tornati i delfini nei porti, lo smog e’ ai minimi storici e se potessimo uscire per fare una passeggiata anche i polmoni capirebbero la differenza. C’e’ voluta la quarantena per capire cosa voglia dire IMPATTO AMBIENTALE.

Quello che oggi io mi chiedo e’ invece se basterà la quarantena per farci capire che qualcosa dovrà cambiare. Questo freno ci ha dimostrato che per poter andare avanti bisognerà rallentare quella stupida corsa verso l’autodistruzione, ma saremo capaci di tradurlo in realtà quando non avremo più dei decreti a dirci che cosa possiamo o non possiamo fare?

Non so come verrà raccontato questo momento tra 100 anni, ma sarebbe bello potesse coincidere con la fine di un’era e l’inizio di quella nuova. Cosi’ come e’ successo nel medioevo con il rinascimento e l’umanesimo. Un importante momento per poter andare avanti facendo pero’ un passo indietro.

Un ritorno alle cose importanti.

2 risposte a “Storie in quarantena

  1. la quarantena è stata come una tegola che ci è caduta in testa da un momento all’altro modificando radicalmente le nostre abitudini di vita.
    Nei giorni scorsi i media parlavano delle acque del golfo di Napoli, la mia Città, che erano diventate trasparenti come quelle della Sardegna….effetto di questo stop che ha arrestato anche la mano dell’uomo che da sempre tende a inquinare l’ambiente.
    buon prosieguo!

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    • Condivido pienamente! Ci sarà sicuramente da riflettere su questo aspetto e su tanti altri una volta tornati alla “normalità” di prima, che spero sia comunque molto diversa da com’era.
      Un abbraccio!

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