Aristotele & Dante – Recensione

Se questo romanzo si limitasse ad una storia semplice e dei bei personaggi sarebbe un romanzo comune. Quello che lo rende straordinario è lo stile. Senza filtri. E’ come se questo romanzo fosse una lunga poesia, meravigliosa, evocativa, emozionante, ma scritta in prosa.

“We all fight our own private wars.”

Riassumere quello che succede ai due personaggi, ad Ari e Dante, dopo il momento in cui si incontrano un giorno per caso nella piscina del paese è molto difficile. Sicuramente perché il rischio spoiler è altissimo e poi perché la loro storia è un po’ come un puzzle, in cui gli eventi si incastrano uno con l’altro in continuazione. Mi dispiace per chi si aspettava una recensione piu’ descrittiva (che poi normalmente non amo descrivere il libro, ma raccontarvi che cosa mi ha suscitato perche’ sono abbastanza convinta che la caratteristica chiave dei libri sia semplicemente quello che ti lasciano).

Quello che ho amato di questo romanzo sono innanzitutto i personaggi. Complicati, fuori dalle righe e stravanganti ma del tutto onesti con se stessi. La loro è un’amicizia fatta di molte parole (quelle di Dante) ma anche di silenzi (per lo piu’ di Ari), di analisi introspettive, di piccoli e grandi gesti, di lunghe passeggiate nel deserto e qualche follia.

“I wondered what that was like, to hold someone’s hand. I bet you could sometimes find all of the mysteries of the universe in someone’s hand.”