Perché bisognerebbe conoscere il mondo Miyazaki

Lo Studio Ghibli ha all’attivo ben 21 lungometraggi, il che potrebbe mettere un po’ in soggezione chi vi si approccia per la prima volta. Tra questi, i più famosi sono sicuramente Il mio vicino Totoro e Porco Rosso: il primo per via della strana creatura con cui le due bambine protagoniste faranno amicizia; il secondo per il suo protagonista, un pilota d’aereo dalle sembianze di maiale, la cui storia è ambientata nientemeno che in Italia. Due opere sicuramente molto diverse ma ideali per cominciare la visione di questa prima tranche di film dello Studio Ghibli su Netflix.

A mio modesto giudizio però, la città incantata dovrebbe essere il primo della lista ad essere visto. Oltre ad avere un’atmosfera magica dominata da spiriti del folklore giapponese, è anche l’unico ad aver vinto il Premio Oscar come Miglior Film d’animazione.

Chi e’ Miyazaki

Hayao Miyazaki è un regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico giapponese. Puo’ essere considerato come Mr. Walt Disney per l’importanza dei suoi contributi nel settore dell’animazione. Secondo molti critici è da attribuire a lui (e a pochi altri produttori) il merito di aver contribuito ad eliminare lo stereotipo dell’animazione giapponese come di una realtà cinematografica e televisiva inferiore o comunque di valore artistico nullo.

La Simbologia

Quello che piu’ di tutto mi ha affascinato e’ il fatto che in ogni suo cartone ci siano dei riferimenti precisi a valori e ideali in cui Miyazaki crede fortemente. L’inutilita’ della guerra, il rigetto del materialismo e quindi del capitalismo, l’attenzione per l’ambiente, la gentilezza (quella vera e quella di facciata) sono solo alcuni degli elementi che ricorrono maggiormente nei lungometraggi.

Estetica ben definita, storie stratificate piene di riferimenti, immagini e creature simboliche, integrazione tra culture distanti e cura del dettaglio non sono però le uniche caratteristiche alla base della produzione artistica di Miyazaki e dello studio Ghibli, che già dal nome – lo stesso con cui viene chiamato il vento caldo di Scirocco in Libia – comunica chiaramente l’intento di pervasività e rivoluzione. Nei film del regista giapponese, infatti, sono presenti temi disparati, trattati tutti con una forte carica di sensibilità e delicatezza ma al contempo anche forte desiderio di comunicazione, come se l’idea di utilizzare i disegni fosse un mezzo per rendere più efficace la trasmissione di un determinato messaggio.

La fantasia

L’esperienza piena di suggestione dei suoi lungometraggi e’ frutto dell’unione tra il sogno, l’avventura, il volo e l’infanzia. E’ una fantasia onirica che appare all’improvviso nella vita dei protagonisti che stanno vivendo una vita senza un reale senso e che in maniera del tutto inconscia stanno cercando una via alla salvezza del loro essere. La fantasia di Miyazaki non va a banalizzare i concetti e il simbolismo di cui abbiamo parlato precedentemente, avvalora e carica di significato ogni fotogramma.

Che cosa bisogna assolutamente vedere

Questa è la programmazione dei film di Studio Ghibli su Netflix:

●      1° febbraio 2020:  “Il castello nel cielo” (1986), “Il mio vicino Totoro” (1988), “Kiki – Consegne a domicilio” (1989), “Pioggia di ricordi” (1991), “Porco Rosso” (1992), “Si sente il mare” (1993) e “I racconti di Terramare” (2006).

●      1° marzo 2020: “Nausicaä della Valle del vento” (1984), “Principessa Mononoke” (1997), “I miei vicini Yamada” (1999), “La città incantata” (2001), “La ricompensa del gatto” (2002), “Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento” (2010) e “La storia della Principessa Splendente” (2013).

●      1° aprile 2020:“Pom Poko” (1994), “I sospiri del mio cuore” (1995), “Il castello errante di Howl” (2004), “Ponyo sulla scogliera” (2008), “La collina dei papaveri” (2011), “Si alza il vento” (2013) e “Quando c’era Marnie” (2014).

Gli imperdibili

A differenza di quello che si potrebbe pensare, non inizierei con Il mio vicino Totoro, e’ sicuramente uno dei piu’ conosciuti grazie al personaggio iconico, ma la storia e il lungometraggio di per se e’ meno godibile.

Il mio consiglio e’ quello di partire dal titolo che e’ valso il premio Oscar a Miyazaki: La citta’ incantata.

Racchiude tutto quello che e’ il simbolismo e lo stile dell’autore. Essendo recente ci permette di avere un approccio piu’ facile allo stile.

Nella top dei lungometraggi da vedere c’e’ poi Il castello errante di Howl dove la fantasia, in questo caso ancora di piu’, ne fa da padrona e dove ogni personaggio racchiude in se un significato reale.

Ponyo sulla scogliera e’ l’immaginazione messa alla prova, uno dei piu’ vicini all’infanzia per il modo di raccontare. Credo valga la pena di essere visto semplicemente per rendersi conto quanto la testa di Miyazaki puo’ volare lontano.

Si alza il vento e’ invece il lungometraggio conclusivo della carriera di Miyazaki. Un lavoro che richiese molto tempo, sia perché era timoroso sulla ricezione da parte del pubblico, sia perché era la prima volta che lavorava su una storia basata un personaggio realmente esistito. A questo va aggiunto il fatto che un film su un progettista d’aerei da guerra poteva essere visto come una sorta di apologia della guerra. Il film del Maestro è una summa della sua poetica in cui si ritrovano tutti i temi che il regista ha sempre affrontato.

La principessa Mononoke, incentrato sulla natura e lo scontro tra questo e l’uomo. Lungometraggio uscito nel 1997 ma attuale ancora (e forse ancor di piu’) oggi.

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