I primi 9 mesi di vita – che cosa ho imparato

Da quando e’ nato Noah spesso mi sono state fatte domande (su IG ovviamente) riguardanti tutti quegli aspetti che ci hanno accompagnato nei primi mesi di vita… e visto che il sapere e’ ORO, ho pensato di racchiudere qui tutto quello che mi e’ stato utile e che ho imparato in questo stupendo (ma anche difficile) percorso.

Partiamo da una grandissima premessa: quello che ho fatto io e’ andato bene per noi e non e’ detto che vada bene anche per te. Ogni mamma e ogni bambino sono entita’ diverse, che interagiscono diversamente, quindi le mie difficolta’ potrebbero non essere state le vostre e viceversa. Se pero’ pensate che questi suggerimenti possano aiutare anche voi, allora ben venga spero di potervi dare tutti i mezzi necessari per superare piccoli grandi ostacoli quotidiani.

Partiamo dalla domanda che incuriosisce tutti, prima ancora di chiederti “come stai”…

allatti? hai abbastanza latte?

Si perche’ questa e’ la domanda che viene fatta da chiunque, anche dalla vecchietta che si ferma per strada per vedere il piccolo nato e che subito ti categorizza in madre “buona” o “cattiva”. O almeno questo e’ quello che in piena fase ormonale mi sembrava stesse succedendo.

Ad ogni modo: si. Ho allattato fino a 8 mesi e mezzo.

Il nostro percorso pero’ non e’ partito in maniera molto rosea; avendo avuto un parto in cui ho perso veramente tanto sangue la montata lattea mi e’ arrivata al 5 giorno subito dopo le trasfusioni. Ma questo sarebbe stato solo l’inizio.

  1. Credi in te stessa: il latte arriva, devi solo aver pazienza ed aspettare. La mente purtroppo e per fortuna gioca un ruolo importante!
  2. E’ doloroso: chi piu’ chi meno, ma tendenzialmente non e’ una passeggiata di piacere all’inizio. Dipende indubbiamente da un sacco di fattori, ma ad oggi si puo’ superare quasi tutto. Nella peggiore delle ipotesi, dopo 2 mesi ti assesterai e non fara’ piu’ male come all’inizio.
  3. Ascolta il tuo corpo: tu e il bambino siete un tutt’uno. Il tuo corpo sa perfettamente quella che e’ la necessita’ del tuo bambino/a e si modifica di conseguenza. A 4 mesi non avrai la stessa quantita’ di latte che avevi a 2 mesi, il corpo si adatta alle esigenze del piccolo/a.

I primi due mesi sono stati un misto di dolore, gioia, tagli, sorrisi, sangue e pance piene. Tutti raccontano quanto sia bello il periodo del ritorno a casa, dei primi mesi di vita, ma nessuno ti racconta mai quanto in realta’ questo momento possa essere difficile. Nella teoria l’allattamento al seno non fa male, ma la pratica e’ un’altra cosa. Anche qui ci sono mille variabili che possono interferire.. e nel mio caso abbiamo risolto queste variabili solamente dopo poco piu’ di due mesi. Ho sofferto tantissimo di ragadi, non troppo di ingorghi e molto di sonno.

Le poppate erano sempre ogni massimo 3 ore (giorno e notte, anzi di notte mi cercava anche di piu’ che di giorno) e per sopravvivere a questi orari il cosleeping e’ stata la scelta piu’ naturale che potessimo fare. All’inizio abbiamo usufruito delle coppette paracapezzoli, ma poi Noah ha deciso che con quelle cose di plastica non si sarebbe piu’ attaccato (e come dargli torto). Cosi’ mi sono trovata a un bivio: cercare di risolvere la situazione e proseguire l’allattamento o gettare la spugna. Io non me la sono sentita di mollare, anche se spesso ho avuto dei ripensamenti e capisco chi decide di interrompere il percorso dell’allattamento al seno per mantenere il suo equilibrio personale. Ad ogni modo, fondamentale e’ stato il confronto con la mia ostetrica di fiducia: dopo aver provato tutte le creme in circolazione, abbiamo risolto il problema ragadi con DERMOVITAMINA RAGADI SENO.

Dal terzo mese ho cominciato a raccogliere i frutti del sacrificio (latte sempre pronto, tetta sempre disponibile a calmare gli animi irrequieti) e tutto e’ andato in maniera via via piu’ facile.

Il mio alleato in tutto questo percorso e’ stato il tiralatte: all’inizio affittato in farmacia, poi acquistato su amazon (il tiralatte che ho preso e’ elettrico e cosa solo 30 euro!! e nel mio caso ha funzionato divinamente…questo qui).

  • I primi giorni di vita di Noah mi ha aiutato ad aumentare la quantita’ di latte prodotta;
  • Successivamente mi ha aiutato a regolarmi evitando mastiti e risolvendomi gli ingorghi (dopo gli impacchi di acqua calda e la spremitura manuale)
  • A fine allattamento mi ha aiutato a ridurre la quantita’ di latte perche’ Noah ha deciso da un giorno all’altro di mangiare solo piu’ la notte e solo un seno invece che da entrambi (questo subito dopo lo svezzamento a 6 mesi).

Coliche

Prima di partorire Noah mi ero informata sull’argomento. Mi ero abbastanza convinta, grazie da alcuni dati che avevo letto, del concetto per la quale oggi si da a qualsiasi capriccio di neonato che non si risolve con il latte, il cambio pannolino o le braccia la denominazione di colica.

Dopo essere andata al pronto soccorso perche’ mio figlio non voleva piu’ mangiare e non smetteva di piangere dopo 6 ore ininterrotte, mi sono invece convinta che le coliche esistono, hanno dei sintomi e possono essere alleviate.

Sicuramente non e’ stato un percorso facile e nemmeno troppo veloce, ma abbiamo trovato il nostro equilibrio inizialmente con due prodotti (non farmaci): fermenti lattici e colikind gocce (vi conviene acquistarlo su amazon perche’ costa quasi la meta’ rispetto al prezzo della farmacia!). Dopo il primo mese ci siamo assestati e siamo passati solamente alle gocce di colikind fino praticamente allo svezzamento.

Come mai ho scelto le gocce? Perche’ mi sono confrontata con alcune persone esperte e mi hanno chiarito che nel nostro caso si formavano delle bolle (con la mano sul suo pancino si potevano sentire i movimenti meteoritici). Queste gocce l’hanno aiutato a far si che non si formassero e allo stesso tempo aiutavano il transito intestinale senza dover usufruire di perette o sondini.

Irritazioni da pannolino?

Ebbene si, non ci siamo fatti mancare proprio nulla, nemmeno le irritazioni da pannolino nonostante il periodo invernale e il cambio frequentissimo. Anche in questo caso le prove sono state innumerevoli: cambi di marca di pannolino (e devo ammettere che alcune marche peggioravano o miglioravano la situazione), creme, cremine e unguenti. Alla fine, esasperata da quel perenne rossore che non sembrava voler scomparire, ho deciso di cambiare nuovamente marca (scegliendo l’abbonamento Lillydoo) di pannolini e andare avanti con l’unico olio veramente naturale che si possa trovare in circolazione: l’olio alla calendula weleda. Ad oggi, nonostante i 30 gradi, il rossore e’ completamente sparito.

Spero che queste poche ma buone info siano d’aiuto, in primis per la me di domani che magari si ritrovera’ nella stessa situazione., ma anche per chi transita da questo blog.

Peace & Love

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