Perché è importante leggere ai bambini nei loro primi 1000 giorni di vita

Ma soprattutto: come si fa a leggere a un bambino che magari non sta fermo, che prende come missione personale strappare ogni singola pagina del libro che voi (tanto amabilmente) state cercando di leggere?!

Ho chiesto all’esperta del settore (se non la conoscete andate a seguirla) @mammachelibro e sono andata a leggermi i suoi post sulla congiunzione dei due mondi: bambino e lettura.

La strada per diventare un piccolo lettore.

Fin da subito il bambino è un soggetto, dotato di eccezionali potenzialità, che lo rendono unico e diverso dagli altri, e che lo spingono a imparare e a migliorarsi sempre di più. Ovviamente non si può dire che queste potenzialità si notano già dalla culla del reparto maternità dell’ospedale; è solo grazie alle opportunità che vengono offerte, ai contesti giusti, agli stimoli proposti che queste crescono e si rendono manifeste.

Quando è giusto allora regalare ai nostri pargoli il primo libretto? O
quando iniziare a leggere loro la prima storia?

Per questo cammino non ci sono delle tappe fisse, che ognuno deve obbligatoriamente seguire, perché oggi sappiamo che ogni bambino è diverso, segue le sue inclinazioni, i suoi interessi, e spesso anche i gusti dei genitori (si troverà più facilmente nella strada della lettura se i suoi genitori sono degli appassionati dei libri, ma ciò non comporta necessariamente che lui sarà un grande lettore). Questo percorso possiamo dire che inizia già nella pancia della mamma durante la gravidanza, in particolare dal quarto mese di vita intrauterina. Naturalmente il bambino non può leggere, ma può ascoltare: può ascoltare i rumori che sente intorno a sé, alcuni acuti, alcuni profondi, alcuni rassicuranti e altri spaventosi, che lo fanno sobbalzare. Ma ciò che sente di più e che ama sentire è la voce della mamma: è tra tutti il suono più rassicurante che possa sentire, che lo accompagna fin da subito, e che se
anche dopo la nascita non sentirà più nella stessa maniera.

A partire dai sei mesi, il bambino dimostra particolare interesse nei confronti degli stimoli percettivi visivi: compaiono infatti le prime forme di attenzione condivisa”10, detta anche attenzione triadica. Il bambino rivolge l’attenzione verso un oggetto, e in qualche modo riesce a comunicare all’adulto questo suo interesse, che a sua volta si rivolgerà verso l’oggetto medesimo: abbiamo così ottenuto la triade dell’attenzione condivisa (bambino, adulto e oggetto).

Verso i nove mesi inizia a capire che il libro non è un oggetto come tanti altri, ma che ha delle sue caratteristiche: per esempio, ci sono delle parti che si aprono e si chiudono; ci sono delle pagine, che ora prova a girare, visto che i grandi le girano sempre; ci sono degli oggetti che vede tutti i giorni intorno a sé, quindi prova a prenderli, a farli scivolare fuori, ma loro restano lì.

Dai 12 ai 18 mesi è la fase in cui il bambino diventa man mano sempre più autonomo, soprattutto per quanto riguarda il camminare e il parlare. Spesso il genitore lo prende in braccio e insieme leggono un libro, ma non c’è da stupirsi se ora è il bimbo che passa il libro all’adulto per leggere, se indica cosa gli interessa, e anche se sta da solo in disparte a leggere, maneggiando e sfogliando il libro in autonomia.

Che cosa facciamo noi a casa?

Quando si parla di lettura e di bambini ecco che, in maniera anche non del tutto secondaria, comincerete a sentire la parola Montessori o Montessoriano.

Per chi non ne fosse a conoscenza, e’ un metodo educativo (come direbbe Carlotta di @lateladicarlotta) lento. Una filosofia che parte prima dai genitori per poi arrivare ai bambini.

Noi abbiamo applicato quindi il concetto “Montessori” senza pero’ ricorrere ai dettami che vanno per la maggiore. Mi spiego meglio: quando si parla di lettura e bambini, oggi, la prima cosa che troverete e’ la libreria montessoriana. Bellissima, indubbiamente. Ma qual e’ la funzionalita’ di quella libreria? Rendere accessibili i libri in base al percorso di crescita dei nostri piccoli. Abbiamo preso quindi questo concetto e, con un gran giro del mobilio della sala, abbiamo ricavato una nuova nicchia per i libri di Noah. Accessibili e ben in vista.

Costo totale: 0€

Abbiamo usato i cubi di IKEA che gia’ erano presenti e abbiamo sistemato la zona giochi vicino.

Da quando abbiamo inserito questa nuova zona nel suo raggio d’azione l’interesse per i libri si e’ fatto sempre piu’ crescente. Ad oggi (10 mesi), sappiamo che ha anche delle preferenze!

Cosa leggere?

Si potrebbe dire che il primo vero libro del bambino è ciò che fin da
subito lui vede, distingue dagli altri, e studia: il viso della mamma. Quando
nasce, un bambino vede in modo limitato, in quanto serve del tempo perché si maturino la retina, i nervi, il cervello e le loro connessioni.

Per ogni fase pero’ ci sono dei libri piu’ consigliati di altri (basti pensare per i libri con le pagine di carta o di cartoncino, oppure i libri in tessuto). Qui si apre un intero nuovo capitolo! Ecco perche’ seguira’ un post ad hoc sul tema 🙂

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