Poster per la cameretta dei Bambini – Settembre

Come arredare la camera dei bimbi con i poster.

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Poster per decorare la camera dei bambini

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Vi lascio qui qualche esempio:

Poster per la cameretta dei Bambini – Marzo

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Poster per decorare la camera dei bambini

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Poster per la cameretta dei Bambini

Come arredare la camera dei bimbi senza spendere.

Mi sono sempre piaciute le illustrazioni, prima ancora che nascesse Noah mi ero gia’ cimentata a disegnare con la tavoletta grafica, ma senza una vera direzione e senza una vera utilita’ finale.

Guardando pero’ qua e la su pinterest ho trovato il modo per mettere insieme la mia passione con la necessita’ di dover arredare una cameretta vuota. Quello di oggi e’ un poster che potrebbe essere considerato montessoriano (ad eccezione della parte delle casette di fantasia), che non solo arreda ma insegna ai nostri piccoli che esistono molte case in giro per il mondo, a seconda della popolazione che la vive.

Questo poster ci insegna che ogni casa nasce dall’esigenza del singolo, che ogni casa e affascinante per quello che rappresenta. Ci insegna che c’e’ un mondo da scoprire fuori dalla nostra stessa porta di casa.

Poster per decorare la camera dei bambini

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Metodo Montessori: la mia esperienza e libri consigliati!

Come ho scoperto il metodo Montessori.

Se avete girovagato un po’ nel mio blog, gia’ in passato vi avevo raccontato di quanto poco mi fossi preparata ad accogliere il mio piccolo Noah attraverso la lettura dei soliti libri che si leggono in gravidanza (se te lo sei perso, qui trovi il riferimento).

All’eta’ (di Noah) di 9 mesi, nel pieno di un momento critico in cui non sapevo nemmeno come affrontare lo specchio giudicante della mattina, mi sono imbattuta in una persona che mi ha cambiato la vita, o almeno l’approccio ad essa. Questa persona si chiama Carlotta, la potete trovare come lateladicarlotta.com oppure su IG come @lateladicarlottablog.

Perche’ la mia riluttanza al Metodo Montessori e’ stata la vera chiave di svolta?

All’inizio ero decisamente riluttante all’idea di seguire “un metodo”. Avevo un pregiudizio iniziale grosso come una casa perche’ se dicevo Montessori mi si apriva nella testa l’immagine di una categoria di genitore a cui difficilmente riuscivo ad associarmi.

Quello che in realta’ ho poi scoperto, superando quindi il pregiudizio iniziale, e’ che Montessori e’ molto di piu’ ed e’ tutto fuorche’ un metodo standardizzato. Ho iniziato con un approccio molto soft grazie alla voce pacata e ai podcast di Carlotta ; i concetti base di questo metodo di insegnamento (che poi e’ anche uno stile di vita, di pensiero e un impegno per il futuro) mi sono sembrati lampanti e mi hanno aperto un nuovo modo di percepire e di fare le cose.

Il libro Montessori che consiglio per iniziare.

Il Bambino e’ dotato di poteri sconosciuti, che possono guidare a un avvenire luminoso.

Sono partita quindi dall’origine di tutto e mi sono comprata un libro in cui venisse spiegato il metodo, l’idea che sta alla base non parafrasata da altri ma che potessi leggere e interpretare io stessa. Il primo libro con cui consiglio di iniziare e’ “Educare alla liberta’“, testo rielaborato ma tratto dalle piu’ importanti opere di Maria Montessori: Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicata all’educazione infantile nelle Case dei Bambini. Vengono messi in evidenza i punti basilari del metodo .

Quello che piu’ mi ha stupito e’ stato capire che avevo un’idea completamente distorta del metodo e quanto in realta’ questa donna fosse moderna e avanguardista addirittura per i nostri tempi!

Mentre nella mia testa c’erano tutte queste mamme intente a far fare attivita’ montessoriane di ogni genere, con tanto di lavoro precedente per poter avere i materiali, le schede tecniche e tutto il resto; Maria Montessori, invece, ha sempre sostenuto che fosse compito del bambino decidere come usare un oggetto, come giocarci… l’attivita’ dell’educatore e’ quella di infondere una scintilla. Di guardare. Di lasciar viaggiare la volonta’ e l’ispirazione dei bambini.

Due libri Montessoriani da leggere

Il volume e’ nato dalle conferenze tenute dalla dottoressa Maria Montessori durante il primo corso di preparazione che svolse subito dopo il suo internamento in India. Vengono trattate le energie mentali del bambino che lo rendono capace di costruire e consolidare le caratteristiche della sua personalita’.

Ho trovato molti spunti su cui riflettere, domande da pormi e a cui cercare di dare una risposta. Ma quello che ho veramente apprezzato e’ il ruolo che viene dato all’educazione dal metodo Montessori: diventare testimoni dello sviluppo dell’animo umano; del sorgere dell’Uomo Nuovo, il quale non sara’ vittima degli eventi, ma, grazie alla sua chiarezza di visione, potra’ divenire capace di dirigere e plasmare l’avvenire.

In questo libro vengono invece descritti i tasselli fondamentali del metodo, l’intero percorso del bambino verso il risveglio della sua coscienza. Viene descritto l’istintivo e misterioso lavoro compiuto nei primi anni di vita, la crescita libera dello spirito.

E’ un viaggio nell’intelligenza pratica ed emotiva dei bambini che ci permette, tra giocattoli, bugie, amore e incomprensioni, di scoprire quanto puo’ essere infantile il mondo degli adulti e quanto profondi siano invece l’amore e l’intelligenza dei nostri figli.

I miei contenuti gratuiti

Quest’anno (2020) mi sono dedicata ad un calendario, vista la pandemia che ci ha afflitti, che fosse fruibile per tutti. Ho quindi creato un calendario dell’avvento digitale in cui condividevo ogni giorno dei contenuti scaricabili gratuitamente.

Visto il successo di alcuni contenuti rispetto ad altri, pensavo di proporre e riproporre qualcosa di simile per il 2021…quindi, se ancora non lo state facendo, seguite il blog!

ps: se ancora non lo stai facendo, seguimi su @giuliaconlagiaccarosablog per essere sempre aggiornato, oppure iscriviti alla newsletter! Riceverai una mail ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto )
pps: scrivetemi se avete delle esigenze particolari!!

Regressione del sonno

Nota a me stessa: e’ passeggera, tornerai a dormire e godrai ancora di piu’ di ogni singola ora che potrai dedicare al sonno profondo.

Non tutte le famiglie hanno la fortuna di vivere e sopravvivere a dei periodi di mancanza di sonno da parte dei propri cuccioli, ma se tu fai parte di questo stupendo gruppo ti do allora un caloroso benvenuto e ti invito a chiudere gli occhi e respirare. Ci sono passata, sono sopravvissuta e te ne parlo perche’ la testa puo’ fare tutto in questa situazione.

Ma partiamo dal contestualizzarci. Ciao, sono Giulia e non dormo una notte intera dal novembre 2019.

Da quando Noah si e’ svezzato (perche’ ha praticamente fatto tutto da solo), le cose sono andate migliorando ma l’inizio e’ stato molto, molto faticoso.

I primi sei mesi si svegliava quasi tutti le ore, quando andava benino ogni due ore, quando si parlava di nottata di lusso i risvegli erano ogni 3 ore. Ci sono dei fattori che hanno sicuramente migliorato il nostro sonno: in primis il cosleeping, il poterlo attaccare al seno senza dover scendere, senza svegliarlo completamente. Ad un certo punto di sera abbiamo comunciato ad attuare una nostra routine (non troppo rigida, ma comunque importante) che lo portasse a capire da solo verso il momento della nanna.

La nostra routine era molto semplice gioco, bagnetto, cena, luce soffusa e rilassamento insieme a letto e poi nanna.

Puntualizziamo pero’ una cosa: probabilmente stai cercando una formula magica per poter far dormire il tuo bambino ma non la troverai qui. Non esistono (per il momento) dei metodi infallibili per poter far dormire il tuo bambino e dubita di chi si presenta con la soluzione ideale.

Quando regredisce il sonno?

Ci sono fasi della crescita in cui noterete degli enormi cambiamenti (che siano fisici o mentali). Noah ha messo i denti tardissimo, quindi le nostre mancanze di sonno erano solo ed esclusivamente dovute ai suoi momenti di crescita. Nel nostro caso, una volta al mese c’e’ sempre stata quella settimanella di mancanza di sonno piu’ mancante del solito (non so se ci siamo capiti). Magari era il momento in cui ha detto poi “mamma” e “papa’”; il mese magari in cui ha cominciato lo svezzamento e ha scoperto dei sapori nuovi; il momento in cui ha cominciato a voler scoprire il mondo con le sue gambe. Insomma, una cosa ho capito: ci sono un sacco di motivi per cui potrebbe non voler dormire!!

Come affrontare la mancanza di sonno?

Questa e’ la domanda a cui sono riuscita a dare una risposta. E la risposta e’ una sola: non la si affronta, si sopravvive ad essa. Ci si arma di tanta, tanta pazienza e si va avanti. Arrivera’ il giorno in cui potrete di nuovo dormire (prima o poi, per me vige ancora il poi 🙂 )

Quello che pero’ mi ha dato tanto conforto e’ stato leggere di esperienze simili… in particolare ho ascoltato un episodio del podcast di Carlotta (@lateladicarlotta) in cui raccontava del suo periodo senza sonno con Emily (potete trovarla su spotify con il podcast “Educare con calma“)

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Metodo Waldorf (Steiner)

«IL GRANDE PROBLEMA DELL’AVVENIRE SARÀ STABILIRE IN CHE MODO DOVREMO COMPORTARCI DI FRONTE AI BAMBINI, VOLENDOLI EDUCARE COSÌ CHE DA ADULTI POSSANO INSERIRSI NEL SENSO PIÙ AMPIO NELLA VITA SOCIALE, DEMOCRATICA E LIBERALE. UNO DEI PROBLEMI PIÙ IMPORTANTI DEL PIÙ AMPIO PROBLEMA SOCIALE PER L’AVVENIRE, E GIÀ ANZI PER IL PRESENTE, È APPUNTO IL PROBLEMAContinua a leggere “Metodo Waldorf (Steiner)”

Chi c’è nel bosco? – Sassi Editore

E’ stato amore a prima vista (per Noah forse a primo ascolto!).

Direi indistruttibile perche’ per aver superato un mese insieme a Noah, questa deve essere assolutamente una sua caratteristica. Lui lo adora, ogni pagina ha un’illustrazione stupenda con tanto di verso di animale. La sera stessa imitava il verso del lupo, potete immaginare il mio stupore nel sentirlo. E’ stato il primo verso di animale, da quel giorno ha poi cominciato ad associare tutti gli altri. All’attivo abbiamo, quindi, il lupo, il cinghiale, il cane e il gatto. Chissa’ quale sara’ il prossimo 🙂

Che dire, noi lo adoriamo!

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I primi 9 mesi di vita – che cosa ho imparato

Da quando e’ nato Noah spesso mi sono state fatte domande (su IG ovviamente) riguardanti tutti quegli aspetti che ci hanno accompagnato nei primi mesi di vita… e visto che il sapere e’ ORO, ho pensato di racchiudere qui tutto quello che mi e’ stato utile e che ho imparato in questo stupendo (ma anche difficile) percorso.

Partiamo da una grandissima premessa: quello che ho fatto io e’ andato bene per noi e non e’ detto che vada bene anche per te. Ogni mamma e ogni bambino sono entita’ diverse, che interagiscono diversamente, quindi le mie difficolta’ potrebbero non essere state le vostre e viceversa. Se pero’ pensate che questi suggerimenti possano aiutare anche voi, allora ben venga spero di potervi dare tutti i mezzi necessari per superare piccoli grandi ostacoli quotidiani.

Partiamo dalla domanda che incuriosisce tutti, prima ancora di chiederti “come stai”…

allatti? hai abbastanza latte?

Si perche’ questa e’ la domanda che viene fatta da chiunque, anche dalla vecchietta che si ferma per strada per vedere il piccolo nato e che subito ti categorizza in madre “buona” o “cattiva”. O almeno questo e’ quello che in piena fase ormonale mi sembrava stesse succedendo.

Ad ogni modo: si. Ho allattato fino a 8 mesi e mezzo.

Il nostro percorso pero’ non e’ partito in maniera molto rosea; avendo avuto un parto in cui ho perso veramente tanto sangue la montata lattea mi e’ arrivata al 5 giorno subito dopo le trasfusioni. Ma questo sarebbe stato solo l’inizio.

  1. Credi in te stessa: il latte arriva, devi solo aver pazienza ed aspettare. La mente purtroppo e per fortuna gioca un ruolo importante!
  2. E’ doloroso: chi piu’ chi meno, ma tendenzialmente non e’ una passeggiata di piacere all’inizio. Dipende indubbiamente da un sacco di fattori, ma ad oggi si puo’ superare quasi tutto. Nella peggiore delle ipotesi, dopo 2 mesi ti assesterai e non fara’ piu’ male come all’inizio.
  3. Ascolta il tuo corpo: tu e il bambino siete un tutt’uno. Il tuo corpo sa perfettamente quella che e’ la necessita’ del tuo bambino/a e si modifica di conseguenza. A 4 mesi non avrai la stessa quantita’ di latte che avevi a 2 mesi, il corpo si adatta alle esigenze del piccolo/a.

I primi due mesi sono stati un misto di dolore, gioia, tagli, sorrisi, sangue e pance piene. Tutti raccontano quanto sia bello il periodo del ritorno a casa, dei primi mesi di vita, ma nessuno ti racconta mai quanto in realta’ questo momento possa essere difficile. Nella teoria l’allattamento al seno non fa male, ma la pratica e’ un’altra cosa. Anche qui ci sono mille variabili che possono interferire.. e nel mio caso abbiamo risolto queste variabili solamente dopo poco piu’ di due mesi. Ho sofferto tantissimo di ragadi, non troppo di ingorghi e molto di sonno.

Le poppate erano sempre ogni massimo 3 ore (giorno e notte, anzi di notte mi cercava anche di piu’ che di giorno) e per sopravvivere a questi orari il cosleeping e’ stata la scelta piu’ naturale che potessimo fare. All’inizio abbiamo usufruito delle coppette paracapezzoli, ma poi Noah ha deciso che con quelle cose di plastica non si sarebbe piu’ attaccato (e come dargli torto). Cosi’ mi sono trovata a un bivio: cercare di risolvere la situazione e proseguire l’allattamento o gettare la spugna. Io non me la sono sentita di mollare, anche se spesso ho avuto dei ripensamenti e capisco chi decide di interrompere il percorso dell’allattamento al seno per mantenere il suo equilibrio personale. Ad ogni modo, fondamentale e’ stato il confronto con la mia ostetrica di fiducia: dopo aver provato tutte le creme in circolazione, abbiamo risolto il problema ragadi con DERMOVITAMINA RAGADI SENO.

Dal terzo mese ho cominciato a raccogliere i frutti del sacrificio (latte sempre pronto, tetta sempre disponibile a calmare gli animi irrequieti) e tutto e’ andato in maniera via via piu’ facile.

Il mio alleato in tutto questo percorso e’ stato il tiralatte: all’inizio affittato in farmacia, poi acquistato su amazon (il tiralatte che ho preso e’ elettrico e cosa solo 30 euro!! e nel mio caso ha funzionato divinamente…questo qui).

  • I primi giorni di vita di Noah mi ha aiutato ad aumentare la quantita’ di latte prodotta;
  • Successivamente mi ha aiutato a regolarmi evitando mastiti e risolvendomi gli ingorghi (dopo gli impacchi di acqua calda e la spremitura manuale)
  • A fine allattamento mi ha aiutato a ridurre la quantita’ di latte perche’ Noah ha deciso da un giorno all’altro di mangiare solo piu’ la notte e solo un seno invece che da entrambi (questo subito dopo lo svezzamento a 6 mesi).

Coliche

Prima di partorire Noah mi ero informata sull’argomento. Mi ero abbastanza convinta, grazie da alcuni dati che avevo letto, del concetto per la quale oggi si da a qualsiasi capriccio di neonato che non si risolve con il latte, il cambio pannolino o le braccia la denominazione di colica.

Dopo essere andata al pronto soccorso perche’ mio figlio non voleva piu’ mangiare e non smetteva di piangere dopo 6 ore ininterrotte, mi sono invece convinta che le coliche esistono, hanno dei sintomi e possono essere alleviate.

Sicuramente non e’ stato un percorso facile e nemmeno troppo veloce, ma abbiamo trovato il nostro equilibrio inizialmente con due prodotti (non farmaci): fermenti lattici e colikind gocce (vi conviene acquistarlo su amazon perche’ costa quasi la meta’ rispetto al prezzo della farmacia!). Dopo il primo mese ci siamo assestati e siamo passati solamente alle gocce di colikind fino praticamente allo svezzamento.

Come mai ho scelto le gocce? Perche’ mi sono confrontata con alcune persone esperte e mi hanno chiarito che nel nostro caso si formavano delle bolle (con la mano sul suo pancino si potevano sentire i movimenti meteoritici). Queste gocce l’hanno aiutato a far si che non si formassero e allo stesso tempo aiutavano il transito intestinale senza dover usufruire di perette o sondini.

Irritazioni da pannolino?

Ebbene si, non ci siamo fatti mancare proprio nulla, nemmeno le irritazioni da pannolino nonostante il periodo invernale e il cambio frequentissimo. Anche in questo caso le prove sono state innumerevoli: cambi di marca di pannolino (e devo ammettere che alcune marche peggioravano o miglioravano la situazione), creme, cremine e unguenti. Alla fine, esasperata da quel perenne rossore che non sembrava voler scomparire, ho deciso di cambiare nuovamente marca (scegliendo l’abbonamento Lillydoo) di pannolini e andare avanti con l’unico olio veramente naturale che si possa trovare in circolazione: l’olio alla calendula weleda. Ad oggi, nonostante i 30 gradi, il rossore e’ completamente sparito.

Spero che queste poche ma buone info siano d’aiuto, in primis per la me di domani che magari si ritrovera’ nella stessa situazione., ma anche per chi transita da questo blog.

Peace & Love

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Come combattere il malessere dei primi 3 mesi.

Si parla sempre e solo dell’unico grande momento di dolore di una donna: il parto. Ma vogliamo parlare di come i primi 3 mesi possono essere fisicamente difficili e mentalmente devastanti? Nel mio specifico caso ero pronta alla nause, a un po’ di malessere e nulla di piu’. Tutto superabile! (pensavo)… ma cosi’ non e’Continua a leggere “Come combattere il malessere dei primi 3 mesi.”

Metodo Waldorf (Steiner)

«IL GRANDE PROBLEMA DELL’AVVENIRE SARÀ STABILIRE IN CHE MODO DOVREMO COMPORTARCI DI FRONTE AI BAMBINI, VOLENDOLI EDUCARE COSÌ CHE DA ADULTI POSSANO INSERIRSI NEL SENSO PIÙ AMPIO NELLA VITA SOCIALE, DEMOCRATICA E LIBERALE. UNO DEI PROBLEMI PIÙ IMPORTANTI DEL PIÙ AMPIO PROBLEMA SOCIALE PER L’AVVENIRE, E GIÀ ANZI PER IL PRESENTE, È APPUNTO IL PROBLEMA EDUCATIVO.»

Le scuole, chiamate Waldorf, nacquero in un periodo di grandi cambiamenti e rivoluzioni nei primi anni del Novecento, anche in ambito pedagogico così come quelle Montessori. Nel 1929 vi erano scuole steineriane a Basilea, Budapest, Londra, Lisbona e New York.

Oggi le scuole con pedagogia steineriana sono diffuse in tutto il mondo e coprono l’arco educativo che va dal pre-asilo fino a 18 anni. Esistono anche istituti di pedagogia curativa con metodo Steiner.

Secondo un rapporto ufficiale del 2019 sono presenti a livello mondiale 1182 scuole Waldorf delle quali 804 in Europa. Le scuole a metodo Steiner si chiamano scuole Waldorf perché la prima venne fondata a Stoccarda nel 1919 su richiesta di Emil Molt, direttore della fabbrica di sigarette Waldorf Astoria, che voleva creare un’istituzione scolastica per i figli degli operai della fabbrica. Il movimento pedagogico deve il proprio nome alla fabbrica di sigarette. Nella prima scuola lo stesso Rudolf Steiner assunse l’incarico di formatore del corpo insegnanti.

Le basi

La scuola Waldorf vuole dare un’educazione organica al bambino e pertanto non accetta come criterio distintivo il rendimento: non si assegnano pertanto voti. In linea di principio, bambini differentemente dotati nella sfera intellettuale, sociale, emotiva e motoria vengono istruiti nella stessa classe. Non sono inoltre previsti rallentamenti (bocciature) nel percorso scolastico.

E’ meglio MENO che PIU’:

Il presupposto rimane quello di avere una minor quantità di giochi che abbiano però differenti funzionalità;

Materiali naturali:

Ricordiamo sempre che per un bambino anche un cucchiaio di legno può diventare “giocattolo” così come un pezzo di stoffa;

 Pochi Dettagli:

I giocattoli Steineriani sono poveri in dettagli. Questo accade perchè più un giocattolo è dettagliato e meno lascia spazio alla creatività.

Elementi di differenza con il Metodo Montessori

  • il metodo Steiner è legato alla dimensione morale, in riferimento alla visione antroposofica dell’esistenza.
  • il metodo Montessori propone un percorso scientifico, in cui il bambino è in diretto contatto con il funzionamento reale del mondo, con materiali e narrazioni che permettono una conoscenza della realtà come sistema organico: l’educazione cosmica
  • Il percorso scolastico Steiner è basato su cicli di 7 anni
  • Il percorso Montessori  è identico a quello della scuola tradizionale. Si va dalla scuola dell’infanzia (3-6 anni) alla primaria (6-10 anni)
  • Steiner è contrario all’utilizzo della tecnologia. Uno dei principi dell’educazione Steineriana è sicuramente “spegnere la tv”
  • Montessori non si oppone in maniera così rigida all’utilizzo della tecnologia
  • Nelle scuole Waldorf si insegna a scrivere e a leggere solo dopo i 7 anni
  • Montessori propone l’inserimento di nozioni didattiche (lettere e numeri) già dai 3 anni
  • Steiner: i giocattoli proposti sono grezzi, rudimentali, e si prestano ad essere utilizzati in modi diversi. Lo scopo è quello di stimolare la creatività.
  • Montessori: A differenza dei materiali steineriani, che possono essere utilizzati in ogni modo possibile, i materiali montessoriani vengono presentati all’allievo dall’insegnante e devono essere utilizzati esclusivamente per lo scopo al quale sono destinati. La Montessori stessa invita però l’educatore a rispettare eventuali utilizzi alternativi, se considerati costruttivi.
  • Steiner: L’arredamento è a misura di bambino. I piccoli possono spostare i mobili, arrampicarvisi e trasformarli, con la loro immaginazione, in ciò che preferiscono. Si può disordinare per poi pensare al riordino.
  • Montessori: anche qui l’arredamento è a misura di bambino ma non ci saranno bambini in piedi sul tavolo o sedie accatastate a mo’ di capanna come nelle scuole Waldorf.

 Alcune cose in comune

  • Entrambi i metodi credono nella pedagogia come mezzo per migliorare la società
  • Entrambi ritengono che il bambino debba essere libero
  • Le forme artistiche sono fondamentali
  • Entrambi non utilizzano i voti
  • Entrambi propongono un ambiente a misura di bambino
  • Nella scuola dell’infanzia è data molta importanza all’imitazione della vita adulta e quindi della vita casalinga

Attivita’ Waldorf ad fare in casa

  • Gioco libero

La creatività del bambino (grazie anche ai colori tenui delle stanze e all’abbondanza del legno, che danno armonia) è spronata a crescere e a correre. E giocando liberamente, inventando giochi di ruolo o attività, il bambino impara molto più che attraverso un gioco guidato da un oggetto o da un adulto.

  • Leggere insieme e inventare storie

Nel mondo Waldorf molta importanza risiede anche nell’ascolto delle fiabe che vengono in genere proposte nelle ultime ore della giornata quando il bambino è verso uno stato più “sognante”. Vengono predilette favole e fiabe antiche e tradizionali. Le fiabe (come questa ad esempio), con gli ostacoli e le prove da affrontare che le compongono, raccontano le tappe del cammino che il bambino si trova ad affrontare nella vita. Le fiabe danno conforto ai bambini e contribuiscono allo sviluppo della fantasia e alla comprensione delle emozioni. Leggere insieme è assolutamente consigliato, perché i bambini in questo modo sviluppano l’arte della narrazione e dell’ascolto. 

Su questo link troverete una lista di libri suddivisa per fasce di età

QUI  invece potrete trovare utili consigli sulle letture riguardanti la pedagogia Waldorf

  • Il telaio

Il telaio è uno strumento-gioco principe nella pedagogia steineriana. Grazie alla coordinazione mano-occhio, il telaio permette al bambino di esercitare creatività, fantasia e capacità manuale facendolo lavorare allo stesso tempo con materiali naturali come lana, cotone e legno.  

  • Giocare nella natura

“Non esiste cattivo tempo, ma solo cattivo abbigliamento”

  • Giocare con la musica

 La musica è una forma d’arte consigliata. La si può ascoltare e divertirsi ballando in maniera non controllata, inventare canzoni e dare spazio al movimento creativo, importantissimo per lo sviluppo dell’uomo.

  • Mangiare bio

Steiner fondatore dell’agricoltura biodinamica non poteva prevedere un’alimentazione differente da questa. In casa è bene seguire i suoi principi, scegliendo sempre alimenti biologici certificati che non prevedono per la coltura l’utilizzo di fertilizzanti e antiparassitari chimici. Ancora meglio sono i prodotti ottenuti con agricoltura biodinamica. I bambini, trovando alimenti veri e ricchi, si abitueranno alla bontà del biologico, e ne otterranno anche i benefici salutari connessi.

Critiche

Le scuole Waldorf subiscono aspre critiche, in particolare nei paesi anglofoni, francofoni e ispanofoni.

Viene contestata l’efficacia pedagogica di queste scuole, così come la loro neutralità, essendo legate a doppio filo all’antroposofia di Rudolf Steiner. Al riguardo, sono stati aperti molti siti web, che evidenziano molti aspetti controversi. Si da ampio risalto alle critiche e alle testimonianze di genitori che hanno affidato i propri figli a scuole Waldorf. Viene contestata la pedagogia che porterebbe gli alunni ad avere gravi lacune nell’apprendimento, i metodi poco ortodossi, i dettami di comportamento imposti alle famiglie. Viene inoltre evidenziato il legame con le teorie occultistiche di Rudolf Steiner. Sui siti sono pubblicate numerose testimonianze di genitori che hanno deciso di togliere i propri figli da quelle scuole, con le relative motivazioni.