CONSIGLI | Libri per bambini 0-2 anni

Come scegliere i libri per bambini 0-2 anni

Sia che siate genitori, parenti o amici di bambini in questa fascia di eta’, almeno una volta vi sarete chiesti: come posso scegliere un libro per un bambino 0-2 anni?

  • dev’essere resistente a saliva e forza bruta = libro rigido
  • deve intrattenere il bambino = sensoriale
  • dovete conoscere un minimo i suoi gusti

I miei consigli per dei libri per bambini in fascia 0-2 anni

Ho acquistato parecchi libri per Noah fin da quando era piccolo piccolo, e all’inizio l’idea principale era intrattenerlo non tanto per quello che c’era nel libro, quanto piuttosto per il libro in se come oggetto da avere tra le mani.

Se il bambino e’ abituato ad avere sempre dei libri a disposizione, arrivera’ un momento in cui vedrete che sara’ lui stesso a cercarli. Da quel momento (o almeno cosi’ e’ stato con Noah) ho cominciato a capire il suo interesse, i libri che prediligeva e che cosa cercava in ognuno di essi.

Quando cominciare a leggere i libri?

Vi lascio qui sotto il post che avevo scritto un anno fa:

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Libri consigliati per bambini in fascia 0-2 anni

Qui sotto trovate la mia selezione di libri per bambini 0-2 anni, che abbiamo amato e che spesso ci hanno accompagnato durante i lunghi viaggi (Ancona – Cuneo e’ la nostra strada) salvando intere ore di viaggio.

Libro tattile

Libro tattile

Libro tattile e sonoro

Il libro sulla fattoria e’ stato anche il primo libro con cui abbiamo iniziato a imparare i versi degli animali.
Il libro della notte piace particolarmente perche’ all’interno c’e’ il rumore del trenino e del bus.

Libro tattile

Libro tattile

Libro tattile

Sei curioso di sapere cosa posso fare per te?

Leggi gli articoli recenti:

5 Film sulla famiglia da vedere su Netflix

Gennaio, mese di coperta – tisana – film per eccellenza! Non so se succede anche a voi, ma noi ci “programmiamo” il film della serata mangiando cena. E spesso quando finiamo non abbiamo ancora trovato il titolo da guardare!

Per facilitare la vostra impresa, ho pensato di raggruppare 5 film sul valore della famiglia che abbiamo visto recentemente e che ci sono piaciuti. Appartengono tutti al catalogo Netflix, ma credo che possiate trovarli anche su altre piattaforme di streaming. Ognuno di questi tratta una tematica diversa, quindi ce n’e’ davvero per tutti i gusti!

PS: Se ti piace questo articolo, fammelo sapere nei commenti qui sotto! 🙂

1.

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Instant family

Due ristrutturatori di case sono sicuri di poter gestire il loro ultimo progetto: prendere in affidamento 3 bambini.

Nonostante la narrazione leggera e comica, credo che questo film sia assolutamente da vedere perche’ tratta il tema dell’affidamento e dell’adozione in maniera schietta e veritiera.

2.

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Daddy’s home

Un patrigno generoso e ben disposto accoglie l’ex marito della moglie in visita, trovandosi ben presto coinvolto in una guerra tra papa’

Film dal tono leggero che non manca, pero’ di empatia. Ho apprezzato questo film per il tono ironico con cui affronta una problematica presente in molte famiglie e, allo stesso tempo, per le risate genuine!

3.

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Insieme per forza

Che c’e’ di peggio di un disastroso appuntamento al buio di due genitori single? Incontrarsi ancora, questa volta per caso, in vacanza e con i figli al seguito.

Una commedia esilarante. La coppia Barrymore – Sandler non delude mai, e in questo film per famiglie mi hanno fatto ricordare i bei tempi di “50 volte il primo bacio”. Due famiglie spezzate dagli eventi della vita, si scontrano e imparano a convivere per poter godere della vacanza in Africa. Nonostante la risata assicurata, i temi trattati sono molto delicati e raccontati con un tatto e una empatia unici. Da vedere!

4.

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Questi sono i 40

La coppia Pete e Debbie lotta contro l’inesorabile scorrere del tempo e l’avvicinarsi della mezza eta’.

Ho apprezzato il tono ironico con cui e’ stato affrontato un momento delicato che potrebbe essere presente nella vita di ogni coppia. Carino, piacevole e non banalmente stupido.

5.

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The Blind Side

In questo dramma sportivo tratto da una storia vera, una coppia borghese adotta un ragazzo senzatetto donandogli l’opportunita’ di diventare un campione di football.

Film “vecchio” rispetto ai precendenti (e’ del 2009) ma assolutamente da vedere se ve lo siete persi! Commovente, magistrale, toccante. Ti inspira a essere una persona migliore e a vedere il prossimo sotto una luce diversa.

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Metodo Montessori: la mia esperienza e libri consigliati!

Come ho scoperto il metodo Montessori.

Se avete girovagato un po’ nel mio blog, gia’ in passato vi avevo raccontato di quanto poco mi fossi preparata ad accogliere il mio piccolo Noah attraverso la lettura dei soliti libri che si leggono in gravidanza (se te lo sei perso, qui trovi il riferimento).

All’eta’ (di Noah) di 9 mesi, nel pieno di un momento critico in cui non sapevo nemmeno come affrontare lo specchio giudicante della mattina, mi sono imbattuta in una persona che mi ha cambiato la vita, o almeno l’approccio ad essa. Questa persona si chiama Carlotta, la potete trovare come lateladicarlotta.com oppure su IG come @lateladicarlottablog.

Perche’ la mia riluttanza al Metodo Montessori e’ stata la vera chiave di svolta?

All’inizio ero decisamente riluttante all’idea di seguire “un metodo”. Avevo un pregiudizio iniziale grosso come una casa perche’ se dicevo Montessori mi si apriva nella testa l’immagine di una categoria di genitore a cui difficilmente riuscivo ad associarmi.

Quello che in realta’ ho poi scoperto, superando quindi il pregiudizio iniziale, e’ che Montessori e’ molto di piu’ ed e’ tutto fuorche’ un metodo standardizzato. Ho iniziato con un approccio molto soft grazie alla voce pacata e ai podcast di Carlotta ; i concetti base di questo metodo di insegnamento (che poi e’ anche uno stile di vita, di pensiero e un impegno per il futuro) mi sono sembrati lampanti e mi hanno aperto un nuovo modo di percepire e di fare le cose.

Il libro Montessori che consiglio per iniziare.

Il Bambino e’ dotato di poteri sconosciuti, che possono guidare a un avvenire luminoso.

Sono partita quindi dall’origine di tutto e mi sono comprata un libro in cui venisse spiegato il metodo, l’idea che sta alla base non parafrasata da altri ma che potessi leggere e interpretare io stessa. Il primo libro con cui consiglio di iniziare e’ “Educare alla liberta’“, testo rielaborato ma tratto dalle piu’ importanti opere di Maria Montessori: Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicata all’educazione infantile nelle Case dei Bambini. Vengono messi in evidenza i punti basilari del metodo .

Quello che piu’ mi ha stupito e’ stato capire che avevo un’idea completamente distorta del metodo e quanto in realta’ questa donna fosse moderna e avanguardista addirittura per i nostri tempi!

Mentre nella mia testa c’erano tutte queste mamme intente a far fare attivita’ montessoriane di ogni genere, con tanto di lavoro precedente per poter avere i materiali, le schede tecniche e tutto il resto; Maria Montessori, invece, ha sempre sostenuto che fosse compito del bambino decidere come usare un oggetto, come giocarci… l’attivita’ dell’educatore e’ quella di infondere una scintilla. Di guardare. Di lasciar viaggiare la volonta’ e l’ispirazione dei bambini.

Due libri Montessoriani da leggere

Il volume e’ nato dalle conferenze tenute dalla dottoressa Maria Montessori durante il primo corso di preparazione che svolse subito dopo il suo internamento in India. Vengono trattate le energie mentali del bambino che lo rendono capace di costruire e consolidare le caratteristiche della sua personalita’.

Ho trovato molti spunti su cui riflettere, domande da pormi e a cui cercare di dare una risposta. Ma quello che ho veramente apprezzato e’ il ruolo che viene dato all’educazione dal metodo Montessori: diventare testimoni dello sviluppo dell’animo umano; del sorgere dell’Uomo Nuovo, il quale non sara’ vittima degli eventi, ma, grazie alla sua chiarezza di visione, potra’ divenire capace di dirigere e plasmare l’avvenire.

In questo libro vengono invece descritti i tasselli fondamentali del metodo, l’intero percorso del bambino verso il risveglio della sua coscienza. Viene descritto l’istintivo e misterioso lavoro compiuto nei primi anni di vita, la crescita libera dello spirito.

E’ un viaggio nell’intelligenza pratica ed emotiva dei bambini che ci permette, tra giocattoli, bugie, amore e incomprensioni, di scoprire quanto puo’ essere infantile il mondo degli adulti e quanto profondi siano invece l’amore e l’intelligenza dei nostri figli.

I miei contenuti gratuiti

Quest’anno (2020) mi sono dedicata ad un calendario, vista la pandemia che ci ha afflitti, che fosse fruibile per tutti. Ho quindi creato un calendario dell’avvento digitale in cui condividevo ogni giorno dei contenuti scaricabili gratuitamente.

Visto il successo di alcuni contenuti rispetto ad altri, pensavo di proporre e riproporre qualcosa di simile per il 2021…quindi, se ancora non lo state facendo, seguite il blog!

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Regressione del sonno

Nota a me stessa: e’ passeggera, tornerai a dormire e godrai ancora di piu’ di ogni singola ora che potrai dedicare al sonno profondo.

Non tutte le famiglie hanno la fortuna di vivere e sopravvivere a dei periodi di mancanza di sonno da parte dei propri cuccioli, ma se tu fai parte di questo stupendo gruppo ti do allora un caloroso benvenuto e ti invito a chiudere gli occhi e respirare. Ci sono passata, sono sopravvissuta e te ne parlo perche’ la testa puo’ fare tutto in questa situazione.

Ma partiamo dal contestualizzarci. Ciao, sono Giulia e non dormo una notte intera dal novembre 2019.

Da quando Noah si e’ svezzato (perche’ ha praticamente fatto tutto da solo), le cose sono andate migliorando ma l’inizio e’ stato molto, molto faticoso.

I primi sei mesi si svegliava quasi tutti le ore, quando andava benino ogni due ore, quando si parlava di nottata di lusso i risvegli erano ogni 3 ore. Ci sono dei fattori che hanno sicuramente migliorato il nostro sonno: in primis il cosleeping, il poterlo attaccare al seno senza dover scendere, senza svegliarlo completamente. Ad un certo punto di sera abbiamo comunciato ad attuare una nostra routine (non troppo rigida, ma comunque importante) che lo portasse a capire da solo verso il momento della nanna.

La nostra routine era molto semplice gioco, bagnetto, cena, luce soffusa e rilassamento insieme a letto e poi nanna.

Puntualizziamo pero’ una cosa: probabilmente stai cercando una formula magica per poter far dormire il tuo bambino ma non la troverai qui. Non esistono (per il momento) dei metodi infallibili per poter far dormire il tuo bambino e dubita di chi si presenta con la soluzione ideale.

Quando regredisce il sonno?

Ci sono fasi della crescita in cui noterete degli enormi cambiamenti (che siano fisici o mentali). Noah ha messo i denti tardissimo, quindi le nostre mancanze di sonno erano solo ed esclusivamente dovute ai suoi momenti di crescita. Nel nostro caso, una volta al mese c’e’ sempre stata quella settimanella di mancanza di sonno piu’ mancante del solito (non so se ci siamo capiti). Magari era il momento in cui ha detto poi “mamma” e “papa’”; il mese magari in cui ha cominciato lo svezzamento e ha scoperto dei sapori nuovi; il momento in cui ha cominciato a voler scoprire il mondo con le sue gambe. Insomma, una cosa ho capito: ci sono un sacco di motivi per cui potrebbe non voler dormire!!

Come affrontare la mancanza di sonno?

Questa e’ la domanda a cui sono riuscita a dare una risposta. E la risposta e’ una sola: non la si affronta, si sopravvive ad essa. Ci si arma di tanta, tanta pazienza e si va avanti. Arrivera’ il giorno in cui potrete di nuovo dormire (prima o poi, per me vige ancora il poi 🙂 )

Quello che pero’ mi ha dato tanto conforto e’ stato leggere di esperienze simili… in particolare ho ascoltato un episodio del podcast di Carlotta (@lateladicarlotta) in cui raccontava del suo periodo senza sonno con Emily (potete trovarla su spotify con il podcast “Educare con calma“)

Non ti scordare si seguire il mio profilo Instagram per gli aggiornamenti quotidiani! Se hai dubbi o perplessita’, scrivimi in direct 🙂 saro’ felice di leggerti e risponderti.

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Metodo Waldorf (Steiner)

«IL GRANDE PROBLEMA DELL’AVVENIRE SARÀ STABILIRE IN CHE MODO DOVREMO COMPORTARCI DI FRONTE AI BAMBINI, VOLENDOLI EDUCARE COSÌ CHE DA ADULTI POSSANO INSERIRSI NEL SENSO PIÙ AMPIO NELLA VITA SOCIALE, DEMOCRATICA E LIBERALE. UNO DEI PROBLEMI PIÙ IMPORTANTI DEL PIÙ AMPIO PROBLEMA SOCIALE PER L’AVVENIRE, E GIÀ ANZI PER IL PRESENTE, È APPUNTO IL PROBLEMAContinua a leggere “Metodo Waldorf (Steiner)”

I primi 9 mesi di vita – che cosa ho imparato

Da quando e’ nato Noah spesso mi sono state fatte domande (su IG ovviamente) riguardanti tutti quegli aspetti che ci hanno accompagnato nei primi mesi di vita… e visto che il sapere e’ ORO, ho pensato di racchiudere qui tutto quello che mi e’ stato utile e che ho imparato in questo stupendo (ma anche difficile) percorso.

Partiamo da una grandissima premessa: quello che ho fatto io e’ andato bene per noi e non e’ detto che vada bene anche per te. Ogni mamma e ogni bambino sono entita’ diverse, che interagiscono diversamente, quindi le mie difficolta’ potrebbero non essere state le vostre e viceversa. Se pero’ pensate che questi suggerimenti possano aiutare anche voi, allora ben venga spero di potervi dare tutti i mezzi necessari per superare piccoli grandi ostacoli quotidiani.

Partiamo dalla domanda che incuriosisce tutti, prima ancora di chiederti “come stai”…

allatti? hai abbastanza latte?

Si perche’ questa e’ la domanda che viene fatta da chiunque, anche dalla vecchietta che si ferma per strada per vedere il piccolo nato e che subito ti categorizza in madre “buona” o “cattiva”. O almeno questo e’ quello che in piena fase ormonale mi sembrava stesse succedendo.

Ad ogni modo: si. Ho allattato fino a 8 mesi e mezzo.

Il nostro percorso pero’ non e’ partito in maniera molto rosea; avendo avuto un parto in cui ho perso veramente tanto sangue la montata lattea mi e’ arrivata al 5 giorno subito dopo le trasfusioni. Ma questo sarebbe stato solo l’inizio.

  1. Credi in te stessa: il latte arriva, devi solo aver pazienza ed aspettare. La mente purtroppo e per fortuna gioca un ruolo importante!
  2. E’ doloroso: chi piu’ chi meno, ma tendenzialmente non e’ una passeggiata di piacere all’inizio. Dipende indubbiamente da un sacco di fattori, ma ad oggi si puo’ superare quasi tutto. Nella peggiore delle ipotesi, dopo 2 mesi ti assesterai e non fara’ piu’ male come all’inizio.
  3. Ascolta il tuo corpo: tu e il bambino siete un tutt’uno. Il tuo corpo sa perfettamente quella che e’ la necessita’ del tuo bambino/a e si modifica di conseguenza. A 4 mesi non avrai la stessa quantita’ di latte che avevi a 2 mesi, il corpo si adatta alle esigenze del piccolo/a.

I primi due mesi sono stati un misto di dolore, gioia, tagli, sorrisi, sangue e pance piene. Tutti raccontano quanto sia bello il periodo del ritorno a casa, dei primi mesi di vita, ma nessuno ti racconta mai quanto in realta’ questo momento possa essere difficile. Nella teoria l’allattamento al seno non fa male, ma la pratica e’ un’altra cosa. Anche qui ci sono mille variabili che possono interferire.. e nel mio caso abbiamo risolto queste variabili solamente dopo poco piu’ di due mesi. Ho sofferto tantissimo di ragadi, non troppo di ingorghi e molto di sonno.

Le poppate erano sempre ogni massimo 3 ore (giorno e notte, anzi di notte mi cercava anche di piu’ che di giorno) e per sopravvivere a questi orari il cosleeping e’ stata la scelta piu’ naturale che potessimo fare. All’inizio abbiamo usufruito delle coppette paracapezzoli, ma poi Noah ha deciso che con quelle cose di plastica non si sarebbe piu’ attaccato (e come dargli torto). Cosi’ mi sono trovata a un bivio: cercare di risolvere la situazione e proseguire l’allattamento o gettare la spugna. Io non me la sono sentita di mollare, anche se spesso ho avuto dei ripensamenti e capisco chi decide di interrompere il percorso dell’allattamento al seno per mantenere il suo equilibrio personale. Ad ogni modo, fondamentale e’ stato il confronto con la mia ostetrica di fiducia: dopo aver provato tutte le creme in circolazione, abbiamo risolto il problema ragadi con DERMOVITAMINA RAGADI SENO.

Dal terzo mese ho cominciato a raccogliere i frutti del sacrificio (latte sempre pronto, tetta sempre disponibile a calmare gli animi irrequieti) e tutto e’ andato in maniera via via piu’ facile.

Il mio alleato in tutto questo percorso e’ stato il tiralatte: all’inizio affittato in farmacia, poi acquistato su amazon (il tiralatte che ho preso e’ elettrico e cosa solo 30 euro!! e nel mio caso ha funzionato divinamente…questo qui).

  • I primi giorni di vita di Noah mi ha aiutato ad aumentare la quantita’ di latte prodotta;
  • Successivamente mi ha aiutato a regolarmi evitando mastiti e risolvendomi gli ingorghi (dopo gli impacchi di acqua calda e la spremitura manuale)
  • A fine allattamento mi ha aiutato a ridurre la quantita’ di latte perche’ Noah ha deciso da un giorno all’altro di mangiare solo piu’ la notte e solo un seno invece che da entrambi (questo subito dopo lo svezzamento a 6 mesi).

Coliche

Prima di partorire Noah mi ero informata sull’argomento. Mi ero abbastanza convinta, grazie da alcuni dati che avevo letto, del concetto per la quale oggi si da a qualsiasi capriccio di neonato che non si risolve con il latte, il cambio pannolino o le braccia la denominazione di colica.

Dopo essere andata al pronto soccorso perche’ mio figlio non voleva piu’ mangiare e non smetteva di piangere dopo 6 ore ininterrotte, mi sono invece convinta che le coliche esistono, hanno dei sintomi e possono essere alleviate.

Sicuramente non e’ stato un percorso facile e nemmeno troppo veloce, ma abbiamo trovato il nostro equilibrio inizialmente con due prodotti (non farmaci): fermenti lattici e colikind gocce (vi conviene acquistarlo su amazon perche’ costa quasi la meta’ rispetto al prezzo della farmacia!). Dopo il primo mese ci siamo assestati e siamo passati solamente alle gocce di colikind fino praticamente allo svezzamento.

Come mai ho scelto le gocce? Perche’ mi sono confrontata con alcune persone esperte e mi hanno chiarito che nel nostro caso si formavano delle bolle (con la mano sul suo pancino si potevano sentire i movimenti meteoritici). Queste gocce l’hanno aiutato a far si che non si formassero e allo stesso tempo aiutavano il transito intestinale senza dover usufruire di perette o sondini.

Irritazioni da pannolino?

Ebbene si, non ci siamo fatti mancare proprio nulla, nemmeno le irritazioni da pannolino nonostante il periodo invernale e il cambio frequentissimo. Anche in questo caso le prove sono state innumerevoli: cambi di marca di pannolino (e devo ammettere che alcune marche peggioravano o miglioravano la situazione), creme, cremine e unguenti. Alla fine, esasperata da quel perenne rossore che non sembrava voler scomparire, ho deciso di cambiare nuovamente marca (scegliendo l’abbonamento Lillydoo) di pannolini e andare avanti con l’unico olio veramente naturale che si possa trovare in circolazione: l’olio alla calendula weleda. Ad oggi, nonostante i 30 gradi, il rossore e’ completamente sparito.

Spero che queste poche ma buone info siano d’aiuto, in primis per la me di domani che magari si ritrovera’ nella stessa situazione., ma anche per chi transita da questo blog.

Peace & Love

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Si parla sempre e solo dell’unico grande momento di dolore di una donna: il parto. Ma vogliamo parlare di come i primi 3 mesi possono essere fisicamente difficili e mentalmente devastanti? Nel mio specifico caso ero pronta alla nause, a un po’ di malessere e nulla di piu’. Tutto superabile! (pensavo)… ma cosi’ non e’Continua a leggere “Come combattere il malessere dei primi 3 mesi.”

Storie in quarantena

Da quando e’ iniziata la quarantena non ho piu’ trovato grossi stimoli per scrivere qui sul blog. Un po’ perche’ generalmente si parla di viaggi e di cose da fare, un po’ perche’ la mia routine (come quella di tutti, penso) e’ stata modificata dall’oggi al domani ed e’ stato difficile dedicare del tempo a qualcosa che forse dovevo ancora elaborare e che sicuramente, a dire il vero, volevo vivermi al cento per cento prima di parlarne. Cosi’ e’ iniziata la nostra quarantena, tra notizie che cambiavano ogni 24 ore, una nuova convivenza da vivere e una routine che non poteva piu’ essere scandita dalle passeggiate con il passeggino. Con il passare dei giorni ci si e’ resi conto della gravita’ della situazione e soprattutto dell’importanza che questo periodo poteva avere nella storia.

Le generazioni future leggeranno di quando un’intera nazione si è ritrovata chiusa in casa, per la prima volta nella storia. Leggeranno del virus, delle mascherine, degli ospedali affollati. Il numero di infetti, i decessi e le guarigioni.

Ed e’ cosi’, dopo dei messaggi tra 4 amici, che e’ nata questa splendida iniziativa chiamata “STORIE IN QUARANTENA” con l’unico scopo di raccogliere le storie del COVID-19 dal punto di vista umano e non numerico (perche’ di numeri in fondo se ne parla sempre fin troppo).

Tra storie di vite vere vissute tra le mura di casa, pensieri, paure, diari e bollettini dalla quarantena, la storia (quella che poi si studia a scuola) si arricchisce grazie al contributo di tutti.

E il mio consiglio e’ proprio questo: in questi giorni in cui avrai sicuramente molto da fare tra la cucina e i work out online, ritagliati 10 minuti per contribuire al pezzetto di storia da lasciare per il futuro (qui il link), o anche solo per sederti e riflettere. Questo e’ il mio contributo, non vedo l’ora di leggere il vostro!

TEMPO

Dal primo giorno in cui questa situazione ha preso una piega un po’ più’ importante rispetto alla banale influenza di cui si parlava all’inizio, ho pensato che fosse giusto mettere nero su bianco i pensieri che stavano vorticando nella testa e le riflessioni che hanno riempito i momenti di chiusura in casa.

Ero solita scrivere i miei pensieri (non tutti i giorni sia chiaro), in modo da potermeli rileggere negli anni a venire e poter capire quanta strada effettivamente avessi fatto negli anni. C’e’ voluta una quarantena per riuscire ad avere il tempo di potermi di nuovo sedere e scrivere senza distrazioni. Ma in realtà c’e’ voluta la quarantena per riparlare di nuovo di TEMPO.

Tempo per pensare;

tempo per se stessi;

tempo per capirsi;

tempo per annoiarsi anche un po’;

tempo per cucinare;

tempo per le proprie passioni;

tempo per trovare delle nuove passioni;

tempo per non essere rinchiusi in una pianificazione rigida di impegni e cose da fare;

tempo per quelle cose che abbiamo sempre detto di voler fare;

tempo per la famiglia;

tempo per i giochi in famiglia.

C’e’ voluta la quarantena per riparlare di CASA. Quel posto che puntualmente veniva usato solo come luogo di passaggio, un’insieme di stanze vuote che non abbiamo mai avuto l’occasione (e forse anche voluto) di riempire di ricordi. C’e’ voluta la quarantena per ricordarci che CASA e’ un rifugio a cui voler bene, ovunque essa si trovi. 

Ma soprattutto, c’e’ voluta la quarantena per farci capire quanto la nostra esistenza stia compromettendo la nostra stessa vita e quella degli animali e della natura che ci circonda. Ad oggi, dopo due settimane di stop, sono tornati i delfini nei porti, lo smog e’ ai minimi storici e se potessimo uscire per fare una passeggiata anche i polmoni capirebbero la differenza. C’e’ voluta la quarantena per capire cosa voglia dire IMPATTO AMBIENTALE.

Quello che oggi io mi chiedo e’ invece se basterà la quarantena per farci capire che qualcosa dovrà cambiare. Questo freno ci ha dimostrato che per poter andare avanti bisognerà rallentare quella stupida corsa verso l’autodistruzione, ma saremo capaci di tradurlo in realtà quando non avremo più dei decreti a dirci che cosa possiamo o non possiamo fare?

Non so come verrà raccontato questo momento tra 100 anni, ma sarebbe bello potesse coincidere con la fine di un’era e l’inizio di quella nuova. Cosi’ come e’ successo nel medioevo con il rinascimento e l’umanesimo. Un importante momento per poter andare avanti facendo pero’ un passo indietro.

Un ritorno alle cose importanti.

Storia di un anno che se ne va

Arrivederci 2019

E se dico arrivederci al posto di ciao è perché vorrei poter rivivere di nuovo un anno così positivo e così pieno d’amore. Caro 2019, nonostante le bassissime aspettative con cui ti ho accolto a gennaio, vittima probabilmente anche di questo tuo aspetto da “quasi cifra tonda” e dal pregiudizio del numero dispari, ti ringrazio immensamente per quello che mi hai regalato. Non potevo chiedere nulla di più. In realtà non osavo pensare di poter arrivare a chiudere così l’anno. Dopo un Natale nuovo, che sapeva veramente di magico, sono qui a scrivere ed a ripensa a questi 12 mesi tenendo in braccio il dono più bello che potessi mai ricevere. Un percorso importante, un anno di svolta, di crescita. Un anno che mi ha cambiato la vita per sempre. Un anno che mi porterò per sempre dentro il cuore.

Così, visto che ripetere un anno come questo non sarà sicuramente facile, ho deciso di non fare grandi liste ma di “impegnarmi” a vivere al meglio il presente e tutto quello che quest’anno mi porterà. Ma soprattutto, il 2020 sarà il suo anno: pieno di prime volte, di sorrisi, di pianti e di emozioni che rimarranno indelebili per sempre.

Ci tengo invece a portarmi dietro in questa nuova decade una lista di insegnamenti che mi sono sudata in questi anni e che mi accompagneranno come un mantra in tutte le avventure e disavventure che ancora mi aspettano e mi spettano. Chiudo quest’era così, avendo imparato che:

  • Dove possibile, devo dire meno SI e più NO alle persone o agli eventi che non mi fanno bene o che semplicemente non mi rendono serena;
  • Non devo aspettare di arrivare al punto di rottura per reagire e prendermi una pausa fisica o anche solo mentale;
  • È importante non sottovalutarsi, è importante parlare di se stessi in maniera positiva e, anche di fronte ad un ostacolo, è importante essere i primi a credere in se stessi perché si! si possono raggiungere veramente i grandi sogni;
  • Non mi devo paragonare a nessun altro, le scelte che faccio devono essere dettate solo ed esclusivamente da quello che voglio nella mia vita e da ciò che mi fa stare bene. Poco importa se tizio o caio farebbero diversamente.
  • È bello quando esprimo veramente me stessa e la mia personalità senza la paura di essere giudicata;
  • In ogni situazione negativa puoi imparare un nuovo modo per rialzarti e andare avanti (ps: non nasconderti dietro la maschera del “va tutto bene”);
  • È importante avere degli obiettivi che ci rendano felice, così come è importante prendersi del tempo per pensare quali siano questi obiettivi.

Tutto questo perché credo che i piccoli dettagli fanno la differenza, l’hanno sempre fatta. Vi auguro quindi una nuova era piena di piccoli grandi momenti, una decade di sorrisi dati e ricevuti e un nuovo anno che sia il punto di partenza per poter concretizzare la miglior versione di voi stessi.

 

Giulia.

SOS Momtobe: le cose da sapere

Quando si scopre di essere incinte non tutte le future mamme hanno la stessa reazione: alcune si sentono completamente “nel ruolo” dal momento in cui vedono il segno positivo sullo stick, altre invece ci arrivano piu’ tardi vivendo la trasformazione che il corpo ha iniziato a fare in tutta autonomia.

Io faccio assolutamente parte di questa categoria, ho cominciato a rendermene veramente conto dal terzo mese e dal quinto ho iniziato a realizzare il cambiamento.

La parte burocratica

Appena si scopre di essere in dolce attesa la domanda e’ sempre e solo una: adesso che cosa devo fare?! Come mi devo muovere?

  1. Chiama il tuo ginecologo o cercane uno da cui farti seguire. Il primo step e’ prendere appuntamento con lui/lei. Dopo la prima visita avrai gia’ un’idea delle cose da fare (esami, appuntamenti futuri, vitamine da prendere).
  2. A seconda del tipo di lavoro che svolgi potresti dover annunciare la tua nuova “situazione” al datore di lavoro in modo tale da cambiare le mansioni che svolgi nel quotidiano. Per alcuni lavori e’ prevista la maternita’ anticipata dal momento in cui scopri di essere incinta… anche in questo caso, dopo la prima visita con il ginecologo capirai la tua strada.
  3. INPS, le cose da sapere: tutte le comunicazioni ufficiali relative alla maternita’ passano dall’INPS al datore di lavoro. Questo vuol dire che dovrai comunicare la maternita’ anticipata tramite gli uffici preposti e loro avvieranno la burocrazia necessaria con il datore di lavoro. Se non usufruisci dell’anticipata, a seconda della mansione dovrai fare la richiesta per i 5 mesi di obbligatoria nelle tempistiche: 2 mesi pre parto e 3 post parto, 1 mese pre parto e 4 post parto oppure (se rientri nella casistica) potrai prendere i 5 mesi tutti insieme dopo la data del parto. Ad ogni modo il sito dell’INPS spiega perfettamente gli step da fare (link qui).
  4. Costi e Rimborsi. Se lavori per un’azienda della grande distribuzione, molto probabilmente avrai a disposizione la possibilita’ di usufruire di un rimborso per quanto riguarda le visite ginecologiche. Ad ogni modo, la maggior parte degli esami prevede l’esenzione in caso di gravidanza o il pagamento di un ticket minimo per quelli che non sono esenti. Le stesse ecografie (morfologica al 5 mese e quella del terzo trimestre) obbligatorie, se fatte tramite ospedale, prevedono il solo pagamento di un ticket (rispetto ai 150€ che pagheresti in una struttura privata).
  5. Bonus Mamma. Il premio alla nascita di 800 euro (bonus mamma domani) viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza.
  6. Corso pre – parto: il consultorio prevede il corso pre-parto gratuito per tutte le future mamme e papa’, basta recarsi nel consultorio piu’ vicino o cercare online il consultorio di riferimento e chiamare. A seconda del comune i tempi per l’iscrizione possono variare, tendenzialmente ci si puo’ prenotare entro il 6 mese per poter svolgere il corso su 10 lezioni a due mesi dal parto.

I libri da leggere

Siccome mi sentivo fortemente influenzata dal DOVER leggere dei libri a riguardo, ho iniziato a leggere uno dei tanti libri che spesso si consigliano. Ecco, per me questa e’ stata una delle esperienze piu’ brutte in questo periodo: personalmente sono piu’ curiosa di sapere che cosa mi sta succedendo oggi piuttosto che sapere tutti gli aspetti negativi che potranno succedermi domani. Ho avuto incubi per una settimana, sognando di avere perdite e di stare male fino alla fine dei 9 mesi.

Il consiglio: capite che tipo di persona siete, se siete ansiose lasciate stare i libri e vivetevi l’attimo. L’unico libro (che in realta’ e’ un fumetto) che vi consiglio e’ quello di Lucy Knisley “Molto piu’ di 9 mesi“, dove vengono affrontati diversi temi e i timori con una nota positiva e il sorriso sempre sulle labbra.67402331_2028642950574335_5309948036040884224_n.jpg

La lista nascita

Questo e’ uno dei capitoli forse piu’ soggettivo che ci sia. C’e’ da fare i conti con quello che gia’ si ha, quello che puo’ essere imprestato e quello che effettivamente si ha bisogno. Il consiglio che voglio pero’ dare e’ uno e semplice: valutate le vostre reali esigenze. Dico questo perche’ quando si affronta la lista nascita si danno sempre troppe cose per scontate come ad esempio la cameretta e il mobilio necessari, il trio (perche’ sembra che esista solo quello come scelta), il seggiolone, i vari elettrodomestici per poter cucinare le varie pappe e pappette. Forse sono io che faccio le cose al contrario, ma odio sprecare soldi in cose che poi effettivamente non avevo necessita’ di comprare e soprattutto, odio comprare cose di cui non capisco l’effettiva esigenza.

Ecco, quindi, perche’ non ho optato per il trio ma per il semplice passeggino + ovetto (Bebe’ Confort) e perche’ ho scelto una cassettiera funzionale dall’ikea come fasciatoio.

Per quanto riguarda la lista vera e propria sono andata alla Prenatal e, dopo aver preso appuntamento per una mattinata, abbiamo stilato la lista di prodotti specifici.

Consiglio: generalmente nelle liste viene concesso uno sconto del 10-20% a seconda che si raggiunga un determinato valore di merce acquistata nelle lista…nel mio caso, potendo mettere tutto quello che mi sarebbe potuto servire, ho inserito prodotti che sicuramente dovro’ comprare anche se non mi verranno regalati (es: pannolini e salviettine) in modo da tale da non perdere la scontistica riservata.

 

Se avete domande o dubbi, scrivete qui sotto 🙂 perche’ alla fine abbiamo tutte gli stessi dubbi!

 


Autore:Schermata 2019-03-23 alle 16.47.05

Come combattere il malessere dei primi 3 mesi.

Si parla sempre e solo dell’unico grande momento di dolore di una donna: il parto. Ma vogliamo parlare di come i primi 3 mesi possono essere fisicamente difficili e mentalmente devastanti?

Nel mio specifico caso ero pronta alla nause, a un po’ di malessere e nulla di piu’. Tutto superabile! (pensavo)… ma cosi’ non e’ stato.
Non succede a tutti, ma qualcuno pero’ deve farci i conti e per me e’ stato cosi’: un susseguirsi di giornate a fare da spola tra il bagno e il letto, l’incapacita’ a tenere qualsiasi cosa sullo stomaco (acqua compresa) e la frustrazione di non sapere quanto questo disagio possa essere o meno grave per la vita che stai crescendo. Perdi peso, perdi le energie, perdi la voglia di fare qualsiasi cosa perche’ tanto appena ti muovi la sensazione di disagio e’ li ad attenderti (e in realta’ anche se stai stesa a letto la situazione non giova particolarmente). Avete mai sofferto di mal di mare o mal d’auto? Ecco la sensazione e’ quella, 24h su 24 con la voglia di vomitare che si presente quando meno te lo aspetti e quando pensi di non avere piu’ niente nel corpo da tirare fuori.

Nel mio caso dopo 3 settimane ho cominciato a vedere la luce in fondo al tunnel… e so di essere stata fortunata perche’ ci sono ragazze e donne che stanno o sono state molto peggio di me (avete tutto il mio supporto!)

Ma come combattere il malessere di questo periodo?
Non ci sono rimedi che siano efficaci al 100%, e’ un percorso e come tutti i percorsi dev’essere attraversato con la consapevolezza che prima o poi starai meglio. Ci sono pero’ delle piccole stampelle che possono dare un po’ di sollievo.
1. gocce allo zenzero: come detto precedentemente, non aspettatevi miracoli ma un minimo di sollievo puo’ darlo.
2. lavarsi i denti spesso: il dentifricio e’ un ottimo alleato della nausea e soprattutto (almeno nel mio caso) mi ha aiutato a farmi venire sete e bere un po’ di piu’ di quanto in realta’ avessi voglia di fare.
3. I braccialetti per il mal d’auto o nave: non gli ho mai usato i braccialetti prima di questo momento, e non so se realmente mi abbiano dato sollievo. Sta di fatto che avrei dovuto indossarli 24h su 24h e non a intermittenza e forse sono piu’ a effetto placebo che reale.
4. MelaZen: non e’ facile trovarla (prodotta da Baladin in Piemonte e distribuita in pochi posti in Italia) ma vi assicuro che e’ una buon modo per bere qualcosa durante la giornata e riuscirlo a tenere nello stomaco (bisognerebbe bere frizzante e non soprattutto non bevande calde). L’ho ordinato tramite questo link , consegna in 48h ovunque in Italia e spese di spedizione gratuite sopra i 50€. Da notare che acquistandola dal sito costa quasi la meta rispetto all’acquisto in locale.

Non esistono altri “rimedi”, soprattutto non si puo’ prendere alcun tipo di farmaco o parafarmaco senza consultare il medico (che al 99,99% vi dira’ di non prendere assolutamente nulla). Non resta quindi che aspettare e cercare di essere il piu’ positivi possibili. E’ normale non avere fame, e’ normale stare male, e’ normale non avere stimoli… il vostro corpo sta lavorando a mille, voi dovete solo lasciargli il tempo di adattarsi a questo cambiamento.