2 ricette illustrate da stampare

Era da tempo che pensavo a delle ricette illustrate, ma non essendo super brava in cucina ho sempre preferito non divulgare le mie ricette per paura che poi potessero non essere troppo apprezzate :). Ma oggi non ci sono piu’ scuse. Da quando Sara Bonini ha preso parte come contributor del blog con la pagina In cucina con la Cami, ha preso piede l’idea di creare delle ricette che fossero stampabili.

Sappiamo tutti quanto e’ fastidioso leggere le ricette dal telefono, e quindi… abbiamo lavorato per voi!

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2 ricette illustrate da stampare

Qui sotto trovate 2 ricette da poter stampare nel formato che desiderate. Se vi piacciono questi contenuti, fatecelo sapere qui sotto 🙂 oppure ricondividete l’articolo!

Illustra la tua ricetta 🙂

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Ancona: tra tipicita’ culinarie e prodotti slow food

Immersa in una delle aree marine piu’ belle d’Italia, protetta dal Parco Naturale, offre scenari d’acqua e terra davvero unici: un paradiso naturale per gli amanti del relax, dove praticare vari tipi di sport, da esplorare a piedi, in mountain bike o a cavallo e fare interessanti scoperte d’arte e soste gourmet.

Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona.

Ancona citta’ di tradizione e bandiera Blu

Ancona, capoluogo con una grande vocazione marinara, e’ la citta’ bandiera blu che racchiude in se una grande tradizione culinaria che si e’ fatta influenzare anche dalle terre piu’ lontane grazie al suo rinomato porto (via principale per il commercio con l’est).

Dal porto, infatti, si puo’ raggiungere in pochi minuti il centro storico dove sono concentrati i bei palazzi, i luoghi di fede , quelli della cultura e della movida. Convivono infatti in armonia la Chiesa di San Domenico e il Palazzo del Governo, la Torre Civica , la biblioteca e il museo della Citta’.

Che cosa mangiare ad ancona: 5 piatti da provare assolutamente in terra marchigiana.

Non sono cozze, sono Moscioli!

Attaccati alle pareti del Monte Conero i moscioli selvatici sono ormai diventati tipicità e specialità culinarie uniche della zona che si trova solamente nel periodo da aprile ad ottobre. Oggi il mosciolo del Conero Ã¨ diventato presidio Slow Food e il mio consiglio e’ quello di provarli cucinati alla marinara: con abbondante olio di oliva, limone, prezzemolo e pepe macinato fresco.

I Paccasassi

 E’ un finocchietto marino, per intenderci, che quasi scompare d’inverno per ricomparire in primavera nella zona del Monte Conero. Si abbina alla mortadella, al tonno oppure in antipasto (paccasassi e le alici marinate, come propongono al ristorante Emilia di Portonovo) e si può usare anche per marmellate e salse.

Crocette o Bombetti In Porchetta All’anconetana

Sono un piatto di molluschi dal sapore unico dato dal finocchio selvatico e il rosmarino, in combinazione con l’aglio, il pomodoro, il peperoncino e il vino bianco.

Gnocchi alla papera

Piatto tipico della tradizione marchigiana: un piatto di fatto povero ma ricco di gusto, come tutti i piatti che arrivano dalla tradizione popolare. Un sugo d’anatra corposo che sa di entroterra.

Pizza al formaggio

Si chiama pizza ma somiglia più a una torta soffice, a un panettone salato, con uova e formaggio. Che sia una ricetta tipica del periodo di Pasqua lo fa intendere anche il procedimento per la ricetta originaria della Pizza di Pasqua, che  voleva fossero utilizzate 40 uova (tante quanti i giorni della Quaresima)

Dove mangiare ad Ancona

In estate Ancona comincia a prendere vita soprattutto la sera a partire dal tramonto quando iniziano gli aperitivi, che si consumano principalmente in quella che viene chiamata Piazza del Papa (Piazza del Plebiscito) per via dell’enorme scultura di Clemente XII che svetta sul ripiano al centro della piazza.

Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona.

Dove fare colazione?

Durante il periodo estivo, la mia scelta e’ solo una e ne avevo parlato nell’articolo qui sotto:

Colazione a Portonovo

In una delle spiagge assolutamente da non perdere nel vostro soggiorno ad Ancona o dintorni c’e’ la possibilita’ di gustare la colazione migliore che abbiate mai fatto. Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona. Chi non conosce Portonovo? La bellissima spiaggia dominata dalla massiccia presenza del monte Conero alle spalleContinua a leggere “Colazione a Portonovo”

Fare cena ad Ancona

Da Piazza del Papa si sale poi verso via Pizzecolli per un incontro ravvicinato con l’arte; la strada e’ punteggiata da edifici nobiliari tra cui Palazzo Bosdari che ospita la Pinacoteca Civica.

A pochi passi si mangia da La Degosteria, cucina del territorio in chiave contemporanea. Riconosciuti per lo stoccafisso all’Anconitana, propongono piatti della tradizione con grandi ingredienti studiati in maniera del tutto originale.

Ad accompagnare i piatti, una cantina di tutto rispetto con un occhio di riguardo per la selezione di vini del territorio (cantina “La Calcinara” da provare assolutamente). Sono inoltre attrezzatissimi anche per le persone celiache o con allergie alimentari.

Oppure su @giulia_gribaudo_

Articoli recenti:

Pollice nero? Ecco perche’ non esiste

Il Pollice Nero non esiste. E di questo ne sono fermamente convinta.

E’ un simpatico modo per giustificare una scarsa capacità nel prendersi cura delle piante che non deriva dall’impossibilita’ di farlo, quanto piu’ dalla mancanza di voglia. Probabilmente se qualche anno fa avessi letto un articolo che iniziava cosi’ avrei chiuso tutto e mi sarei sentita anche un po’ offesa. Ma la me di qualche anno fa non aveva la voglia di star dietro a delle piante e cosi’ dava la scusa al pollice nero, che tutto e’ tranne che un pericolo per le piantine.

Quello che vorrei insegnarti oggi è che in realtà il pollice nero è solamente una leggenda metropolitana, perché tutti noi siamo in grado di crescere rigogliose pianticelle. Basta solo farsi un piccolo esame di coscienza e capire quali sono i nostri punti deboli. Oggi ti raccontero’ come ho fatto a trasformare il mio pollice nero in una mente verde.

La scelta delle piante.

  • Il primo consiglio Ã¨ quello di scegliere piante che possano esserti utili in cucina, anche se non sei uno che ama cucinare. Avere una pianta aromatica (menta, timo, melissa ecc) in casa o sul balcone stimolerà i 5 sensiaumentando anche il desiderio di prendertene cura. Poter toccare le sue foglie per annusarne il profumo rilassante o rinfrescante ti spronerà nel vincere la pigrizia! Se poi ti piace cucinare, poter utilizzare le foglioline della tua piantina nelle ricette, costituirà un incentivo per impegnarti a dedicarle le cure necessarie!
  • Il secondo consiglio, molto pratico, è di metterti un promemoria sullo smartphone per ricordarti che -per esempio- tutti i mercoledì devi dare da bere alla tua pianta. Ti basta selezionare un orario in cui sai già di essere in piedi perché impegnato in qualche attività. Per esempio alle 20, quando stai preparando la cena. In questo modo riuscirai anche a dedicare un minuto alla tua pianticella, senza dover fare lo sforzo di alzarti dal divano!

Studia/ impara/ ascolta

Il mio primo vero step e’ stato quello di seguire delle persone su Instagram che parlassero di piante, che avessero dei contenuti attrattivi, che mi portassero a voler imparare qualcosa di nuovo.

Cosi’ nell’arco di qualche mese, senza nemmeno rendermene conto, ho imparato un sacco di nomi di piante e un passo ha portato ad un altro: il desiderio di saperne di piu’, il voglia di riuscirci anch’io.

Quando e’ cambiato realmente tutto?

Quando ho iniziato a prendermi del tempo. Il tempo per non essere sempre di corsa, il tempo per poter oziare, il tempo per poter scoprire e il tempo per imparare. E’ cambiato tutto nel momento in cui ho assaggiato il primo pomodorino coltivato con le mie mani; quando ho visto il primo avocado germogliare grazie alla tecnica che fino a qualche anno fa solo pochi sapevano. Insomma, e’ cambiato tutto quando ho iniziato a credere di non avere il pollice nero e quando ho iniziato a trattare le piante come degli esseri che hanno bisogno di qualcosa.

Inizia con delle piante semplici

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Come costruire una serra – la versione ottimizzata e facile

Complice questa pandemia globale, in questo mese ho potuto dedicare piu’ tempo al giardino e alla preparazione di esso in vista del periodo migliore dell’anno: la primavera e l’estate.

Abbiamo rivisto completamente il nostro spazio esterno e tra le varie migliorie apportate non poteva non esserci la serra.

Perche’ costruire una serra?

Tralasciando il fatto che abbia da sempre sentito l’esigenza impellente di avere una serra tutta mia perche’ sono succube probabilmente dello stereotipo..in realta’, i vantaggi che porta sono numerosi.

I vantaggi sono tanti, primo tra tutti il fatto che con una serra si possa prolungare una coltivazione o coltivare in periodi dell’anno che sarebbero proibitivi per il clima.

E’ uno spazio dove poter anticipare le colture: e questo sara’ il mio scopo primario.

E’ uno spazio dove poter ricoverare delle piante che necessitano di un incitamento.

Come costruire una serra?

Ci sono svariati modi, a seconda del tipo di materiale che uno vuole usare e della grandezza della serra.

La mia piccola greenhouse e’ stata facilissima da realizzare e, soprattutto, ideale per chi non ha grandi dimensioni a disposizione (e’ larga un metro quadrato all’incirca).

I materiali per costruire questa serra sono:

  • kit bastoncini per serra (trovate nella sezione giardinaggio quelli proprio per le serra, l’importante che siano flessibili e modulabili)
  • telo trasparente per serra
  • fascette da elettricista

Ho prima di tutto cercato di dare una forma alla serra con i bastoncini flessibili. Una volta capita la forma e la lunghezza dei bastoncini ho costruito un’asola nella quale far passare e fissare il primo bastoncino.

Ho poi ancorato alle pareti (nel mio caso e’ una recinzione, quindi ho fascettato tutto alla rete) la prima volta della mia serra. Dall’interno ho poi aggiunto le altre 2 volte della serra e tirato bene il telo, fissando ogni volta i bastoncini alle pareti.

Con il primo telo ho coperto il senso orizzontale della serra, da sinistra verso destra; con il secondo telo ho invece coperto la lunghezza della serra: ho fatto quindi passare il telo da dietro, sopra alle volte e poi davanti. Anche in questo caso ho fascettato dove possibile, soprattutto sulla parte anteriore, in modo da creare una sorta di ingresso.

Mi e’ stato molto utile all’inizio avere dei punti fissi veloci: e’ bastato usare del nastro da pacchi per fermare il telo nei punti dove scivolava e poter lavorare e fissare in maniera piu’ definitiva con le fascette.

Come organizzare la serra?

L’organizzazione di una piccola serra puo’ essere in realta’ molto piu’ difficile rispetto a quella di una serra grande dove puoi probabilmente appoggiare “ovunque” le cose, perche’ tanto in fondo hai spazio a sufficienza. L’ottimizzazione dello spazio e’ la risposta e la mia organizzazione sfrutta ogni singolo angolo o altezza a disposizione.

All’interno mettero’ un tavolo che sara’ il mio piano lavoro e il piano su cui sviluppero’ delle mensole dove poter poggiare tutti gli strumenti che possono essere piu’ utili al bisogno.

Sotto al tavolo mettero’ invece tutti i vasi, le terre e terricci che possono essermi utili per i travasi, piuttosto che per la creazione di talee.

Per vedere la realizzazione finale, cercami su instagram! Mi trovi come @giuliaconlagiaccarosablog o @giulia_gribaudo_

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Ricetta per i Pan Goccioli fatti in casa

Che tu sia amante della colazione dolce o salata non importa…già, perchè questi soffici e profumatissimi panini dorati mettono d’accordo chiunque!
Semplici da realizzare, perfetti per la colazione o la merenda, ottimi da congelare e avere sempre a portata di mano.(vi basterà scongelarli la sera per la mattina, ancora più buoni se li scaldate pochi minuti nel fornetto)

Ingredienti per 10/12 pan goccioli:

250 g di farina 00
250g di farina Manitoba

10 g di lievito di birra fresco
80 g di zucchero
10 g di sale
1 cucchiaino di miele
1 albume d’uovo
2 tuorli
75 g di burro

80 g di gocce di cioccolato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
scorza di limone bio grattugiata
150 g di acqua temperatura ambiente
115 g di latte intero

Per lucidare:
1 tuorlo d’uovo con un cucchiaio di latte

Come preparare i pan goccioli?

La ricetta originale e’ quella di Enrica Panariello, qui trovate la mia versione.

Nella ciotola della planetaria mescolate l’acqua, il miele, il lievito, 150 g di farina presa dal totale e fate lievitare fino al raddoppio in un luogo asciutto. 

Dopo circa 1 ora e 30 minuti quando il lievitino inizierà a gonfiarsi e a fare le prime fossette, iniziate ad impastare con il gancio a foglia (frusta K) in questo modo: aggiungete latte, zucchero e poca farina (quanto basta per incordare, pochi cucchiai).

Inserite ora l’albume e un tuorlo d’uovo, continuando a mescolare.

Unite l’ultimo tuorlo e  il sale e tutta la farina restante.

Continuate ad impastare staccando ogni tanto l’impasto dal gancio e capovolgetelo in modo d’avere un impasto ben amalgamato. Inserite poco alla volta il burro morbido a pezzetti, la vaniglia e la scorza di limone. 

Montate il (gancio ad uncino) unite le gocce di cioccolato fredde e impastate a bassissima velocità, capovolgendo qualche volta l’impasto e fino a quando le gocce saranno ben distribuite. 

Spostate l’impasto su un piano di lavoro e con le mani arrotondatelo, formate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola oliata ben coperta con pellicola alimentare fino a quando non triplica, circa 2 ore nel forno spento.

Quando l’impasto è lievitato procedete alla formatura delle palline. Dividetelo in 12 palline di 85 g l’una circa (o delle dimensioni che preferite se le volete piu piccoline).

Spennellatele di tuorlo sbattuto con latte e mettetele a riposare per almeno 2h, ben distanziate: passato il riposo, spennellate di nuovo e infornate a 180° x 16/18 min

Ecco che i vostri deliziosi panini al latte e gocce di cioccolato saranno pronti!

La casa sarà inondata da un delizioso profumo al quale vi sfido a resistere 😉 

Tecniche di riproduzione delle piante

Da quando sono entrata nel mondo delle piante ho sentito forte (e da subito) la necessita’ di condividere quello che avevo con le persone piu’ care, gli amici o i conoscenti appassionati. Cosi’ ho iniziato ad informarmi su come poter duplicare una pianta: inutile a dirlo che mi si e’ aperto un mondo.

La moltiplicazione delle piante

Esistono vari modi per moltiplicare una pianta e la scelta dipende principalmente dalla specie e dall’ambiente.

Le metodologie sono:

  • per seme
  • per talea
  • per propaggine
  • per margotta
  • per divisione dei cespi
  • il pollone radicale

Vi spoilero subito le mie preferite? Per talea e per seme. La soddisfazione e’ immensa.

Qui sotto vi racconto come procedo generalmente per le mie piante 🙂

Moltiplicazione per seme

E’ un metodo difficile da attuare se si e’ alle prime armi e soprattutto se non si conoscono alcuni trucchetti per superare lo scoglio di non avere una serra o un locale adeguato.

In genere le semine si eseguono in primavera e i semini devono essere messi a dimora in contenitori di modeste dimensioni in modo da essere trasportati in luoghi diversi a seconda delle esigenze di crescita.

Il letto deve essere composto da un fondo di ghiaina sul quale viene steso uno strato di terriccio mescolato con sabbia. A questo punto si puo’ procedere alla semina che viene poi coperta con un sottile strato di terriccio.

Il tutto va annafiato in modo che le gocce non scalzino il terreno.

Per poter germogliare, il seme ha bisogno di una temperatura di 21 gradi e di oscurita’, oltre all’umidita’ costante.

Come creare l’umidita’ della serra in casa?

Puoi coprire il vaso con una lastra di vetro, oppure puoi avvolgere il vaso con del cellophane. Ricordati di fare dei buchini per poter comunque far entrare un po’ d’aria. Metti il tutto in un posto scuro e aspetta la germinazione.

Un esempio?

Questo e’ probabilmente il seme piu’ usato nell’ultimo periodo! Il seme di avocato 🙂

Una piccola differenza da quanto detto sopra: in questo caso la dimora e’ senza terra. Il seme viene avvolto in un pezzo di scottex bagnato e messo in un sacchetto di plastica, riposto poi in un luogo caldo e scuro.

Moltiplicazione per talea

Le talee si ottengono staccando una parte di pianta che, posta in opportune condizioni ambientali, ne genera una nuova.

Le parti che si usano per fare le talee sono: foglie, rami, tuberi, rizomi.

Per attecchire le talee hanno bisogno di una buona illuminazione e di temperature costanti (15-20 gradi C). Anche in questo caso il periodo migliore e’ la primavera.

Le talee di foglia

Con questo sistema di moltiplicazione vengono riprodotte piante come:

  • la begonia
  • la peperomia
  • la saintpaulia
  • la sanseveria

Nel caso della Santipaulia e della Peperomia si stacca una foglia e la si mette in terra con il picciolo.

Per le sanseverie, invece, si tagliano le foglie in pezzi lunghi 8-10 cm e si pongono i vari pezzi nel terriccio, misto sabbia, per un’altezza pari a tre quarti della loro lunghezza.

Le talee di ramo

Si ottiene tagliando un ramo che deve essere lungo almeno 10-40cm o comunque abbastanza da comprendere almeno due nodi. Per ridurre la traspirazione e quindi la perdita d’acqua durante il difficile periodo prima della emissione delle radici,si possono avvolgere le foglie su se stesse.

In alcuni casi, e questo e’ il mio metodo per eccellenza, e’ sufficiente mettere la talea in un vasetto pieno d’acqua per ottenere l’emissione delle radici.

Le migliori piante per fare la talea?

  • Filodendro
  • Monstera
  • Potos

Quando le radici avranno una lunghezza di 5-6 cm si puo’ quindi porre la talea nel terriccio composto da sabbia e torba.

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DOLCETTI AL COCCO SENZA GLUTINE e SENZA LATTOSIO

Questa è una di quelle ricette da provare almeno una volta nella vita! Non bisogna nè montare nè friggere, non si sporcano mille utensili bensì solo una ciotola. Oltretutto, cosa non da poco, sono senza glutine e senza lattosio perciò in un colpo solo accontenterete anche gli ospiti intolleranti. E’ talmente facile e veloce che si può tranquillamente realizzare con l’aiuto dei vostri bambini; profumatissimi dolcetti al cocco, perfetti da abbinare a un buon tè o caffè o perchè no da regalare ai vostri ospiti come piccolo cadeau!

Ingredienti dolcetti al cocco gluten e lactose free:

3 albumi
150 g cocco
100 g zucchero (se li preparate per i vostri bambini potete metterne anche 50g, vengono squisiti lo stesso)

cioccolata fondente (facoltativa) per decorare

Come preparare i biscotti al cocco?

Mescolare con una forchetta gli ingredienti in una ciotola.

Quando il composto è compatto, creare delle piccole palline e infornare a 180 gradi x 8/10 min (si li fate piu piccoli basteranno 6/7 min)

Per abbellirli (e ingolosirli) ancor di più potete sciogliere un po di cioccolato fondente e creare delle striscioline.

Provare per credere!

Coltivazioni in vaso sul balcone

Coltivare ortaggi in vaso

Quali sono le difficolta’?

La difficolta’ principale in cui ci si imbatte e’ fondamentalmente una: la quantita’ di terra necessaria per poter coltivare l’ortaggio prescelto. Non tutti gli ortaggi sono coltivabili in vaso (ma moltissimi si), e non tutto puo’ essere coltivato sul to balcone di casa.

Perche’? A seconda di com’e’ esposto, a seconda di dove si trova casa tua, ci sono ortaggi che fanno un po’ piu’ e un po’ meno al caso tuo.

Da dove iniziare per coltivare sul balcone?

1. Capisci quanto sole prende il posto che vorresti dedicare agli ortaggi (piu’ e’ soleggiato meglio e’)

2. Definisci lo spazio da dedicare, quanti e quali vasi puoi usare.

( es: vasi tondi o vasche?)

3. scegli gli ortaggi che sono piu’ indicati.

Alcune piante sono molto esigenti, ad esempio quelle della famiglia delle cucurbitacee (zucche, zucchine, cetrioli, meloni e angurie), per cui necessitano spazio e nutrimento in abbondanza. Meglio evitare di coltivarle se il balcone è stretto e piantarle in vaso solo se si dispone di cassoni di adeguata misura. Tra queste le zucchine e i cetrioli si possono tentare più facilmente delle altre, ma conviene comunque mettere solo una o due piante.

Le verdure piu’ facili da coltivare

Tra gli ortaggi che riescono molto bene in vaso accontentandosi anche di contenitori piccoli sono le varie insalate, le coste, gli spinaci e le fragole. Possiamo metterli anche nelle fioriere appoggiate alla ringhiera.

Oltre agli ortaggi anche erbe aromatiche e frutti di bosco si prestano perfettamente alla coltivazione da terrazzo. Esistono anche varietà di frutta coltivabili sul balcone con buoni risultati, si tratta di piantine nane che stanno bene in vaso e varietà da frutto colonnari poco ingombranti anche in larghezza.

Ecco quindi quelle che a mio parere sono le migliori colture da tenere in vaso:

  • Fragole.
  • Basilico.
  • Rucola.
  • Peperoncini piccanti.
  • Pomodori ciliegini.
  • Rosmarino.
  • Salvia.
  • Lattuga da taglio.
  • Prezzemolo.
  • Origano.

Qui puoi trovare alcuni articoli per darti qualche idea:

Progettare un balcone coltivato

Il progetto deve tener conto dell’esposizione solare del balcone, che determina quante ore di luce avranno a disposizione le piante. Ovviamente non si può spostare il terrazzo ma un esposizione a nord equivale a coltivare in mezzombra, mentre balconi a sud hanno la maggior luce solare. I vasi devono essere disposti in modo che le colture non si facciano troppa ombra a vicenda.

Come sfruttare lo spazio in verticale?

Un piccolo balcone può essere coltivato al meglio se si riesce a sfruttare lo spazio anche in verticale, questo si può fare sostanzialmente in tre modi:

  • Mettendo piante rampicanti che si inerpichino su sostegni a parete oppure sulla ringhiera.
  • Utilizzando una scaffalatura che permetta di avere i vasi su più livelli.
  • Utilizzando fioriere appese alla ringhiera verso l’esterno per mettere qualche vaso in più. Se possibile forare il muro si possono mettere anche vasi aggiuntivi a parete.

In tutti questi casi è importante che tutte le piante abbiano la giusta illuminazione, che permetta di avere una buona fotosintesi.

Come scegliere il vaso giusto?

Non esiste una regola generale che valga per tutti gli ortaggi: ogni tipo di pianta avrà una misura minima da rispettare. Ovviamente forma e dimensione dei vasi devono essere decise anche in base alle misure del terrazzo, in modo di utilizzare al meglio la metratura disponibile.

Anche il materiale di cui è fatto il vaso può condizionare, influendo sulla traspirazione e la temperatura della terra, un’ottima scelta è quella dell’argilla, mentre i vasi di plastica sono in genere i più economici.

Oltre ai classici vasi esistono anche vasche e cassoni di maggiori dimensioni, che possono contenere grandi quantità di substrato e che permettono di coltivare fuori terra qualche metro quadro di orto

Dopo svariati acquisti abbiamo optato, per il nostro terrazzo, l’utilizzo sia di vasi singoli rotondi che di un paio di vasche. In questo modo riusciamo a diversificare le coltivazioni e a trattarle in maniera differente a seconda delle esigenze 🙂

Scopri cosa stiamo coltivando e come ci siamo organizzati, seguendo la pagina Instagram @giuliaconlagiaccarosablog

Burger Bun – Come fare i panini per Hamburger

Tra le tante cose che può averci insegnato questa pandemia c’è sicuramente l’arte dell’ “arrangiarsi”. Chi più chi meno ci siamo tutti cimentati nei mesi scorsi con pane, pizze o dolci. Io decisi di provare questi panini per hamburger, squisiti, perfetti per essere congelati e tirati fuori all’occorrenza, evitandoci cosi un giro inutile al supermercato e una spesa extra.

La ricetta di oggi e’ quella di Enrica Panariello

Ingredienti per creare i famosi panini per hamburger

ingredienti:

450g farina 0
180 ml acqua
30 g burro morbido
50 g zucchero
7 g lievito di birra secco
1 cucchiaino di sale fino
tuorlo + latte + sesamo per lucidare la superficie dei panini

Procedimento per fare gli hamburger

Mescolare insieme tutti gli ingredienti energicamente.

Una volta che l’impasto vi risulta bello omogeneo e incordato, fare riposare in una ciotola coperto da canovaccio 1h.

Ripendere l’impasto e dividerlo in 6/8 palline uguali (io ne ho fatti sei ma sono diventati belli corposi, la prossima volta ne farò 8)

Coprire con pellicola e lasciare riposare i panini almeno 30min.

Spennellare con tuorlo sbattuto e un goccino di latte e aggiungere semini a piacere (sesamo/papavero etc).

Infornare a 200 gradi per 15 min


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Mamma facciamo merenda insieme? – idee per una merenda gustosa durante lo svezzamento

Abbiamo imparato a fare lo yogurt e come poterlo farcire… ma non è finita qui! Oggi vi lasciamo una serie di idee semplicissime e golose per poter condividere con i vostri bambini il momento della colazione/merenda.

Già, perchè diciamocelo pure, se noi non mangiamo nulla o addentiamo una merendina al cioccolato, come pretendiamo che loro mangino un noiosissimo yogurt bianco? 🙂 
Ecco perchè dobbiamo in primis noi essere attratti da ciò che mangiamo, rendendolo quindi non solo buono da mangiare, ma anche da vedere!

Idee per la merenda durante lo svezzamento

1. YOGURT BIANCO CON FRAGOLE FRESCHE E QUINOA SOFFIATA

Prendere yogurt bianco e aggiungere fragole: frullare con minipimer o schiacciare con forchetta se sono belle mature.

Aggiungere sopra un decoro di cereali soffiati a piacere: per i bambini in fase di svezzamento scegliere cereali soffiati naturali e piccoli

2. YOGURT BIANCO CON MIRTILLI E LAMPONI

Prendere yogurt bianco e aggiungere lamponi e mirtilli maturi semplicemente schiacciati con una forchetta. I frutti rossi doneranno allo yogurt un bellissimo colore viola e rosa intenso

3. YOGURT CON MINI MELA DELLA VALTELLINA MELAVI’

Prendere una parte di yogurt bianco e aggiungere mini mela della Valtellina Melavì grattugiata o a fettine molto sottili per i bimbi che sono in gradi di gestire pezzi.

Aggiungere nella versiona per adulti: frutta secca e farro soffiato, mentre nella versione bambino crema di frutta secca 100% e farro ammollato

4. YOGURT BIANCO CON MELA CAMPANINA E FARRO SOFFIATO

Prendere una parte di yogurt bianco e aggiungere una piccola quantità di mela campanina cotta in forno. Aggiungere poi farro soffiato (nel caso di bimbi piccoli in fase di svezzamento aggiungere il farro soffiato circa 5 minuti prima di darlo loro cosi che si ammolli per bene).

Questa ricetta può essere realizzata anche con mela cruda grattugiata ma risulterà piu brusca

5. YOGURT BIANCO CON FRUTTA A PEZZI, MANDORLE E AVENA

Prendere lo yogurt bianco e aggiungere frutta di stagione a pezzettini piccoli (fragole, pesche, albicocche, ciliegie, mela, pera etc). 

Come sempre per adulto mettere avena soffiata mentre per il bambino se avete paura risulti troppo “secca” ammollatela nello yogurt qualche minuto prima.

Crema 100% mandorle per i bimbi e mandorle intere o lamelle per noi.

Si conclude qui la carrellata di idee per la vostra merenda/colazione in famiglia.

E’ importante ricordare che:

  • prediligere creme di frutta secca, cereali ammollati e frutta tagliata in modo sicuro per chi si è appena addentrato nel magico mondo del cibo.

Se hai dei dubbi sui tagli sicuri, affidati solo ed esclusivamente a persone competenti. In alternativa, sul sito del ministero della salute puoi trovare molte risposte alle tue domande. QUI puoi trovare il PDF ufficiale con le linee guida approvate.


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