Come combattere il malessere dei primi 3 mesi.

Si parla sempre e solo dell’unico grande momento di dolore di una donna: il parto. Ma vogliamo parlare di come i primi 3 mesi possono essere fisicamente difficili e mentalmente devastanti?

Nel mio specifico caso ero pronta alla nause, a un po’ di malessere e nulla di piu’. Tutto superabile! (pensavo)… ma cosi’ non e’ stato.
Non succede a tutti, ma qualcuno pero’ deve farci i conti e per me e’ stato cosi’: un susseguirsi di giornate a fare da spola tra il bagno e il letto, l’incapacita’ a tenere qualsiasi cosa sullo stomaco (acqua compresa) e la frustrazione di non sapere quanto questo disagio possa essere o meno grave per la vita che stai crescendo. Perdi peso, perdi le energie, perdi la voglia di fare qualsiasi cosa perche’ tanto appena ti muovi la sensazione di disagio e’ li ad attenderti (e in realta’ anche se stai stesa a letto la situazione non giova particolarmente). Avete mai sofferto di mal di mare o mal d’auto? Ecco la sensazione e’ quella, 24h su 24 con la voglia di vomitare che si presente quando meno te lo aspetti e quando pensi di non avere piu’ niente nel corpo da tirare fuori.

Nel mio caso dopo 3 settimane ho cominciato a vedere la luce in fondo al tunnel… e so di essere stata fortunata perche’ ci sono ragazze e donne che stanno o sono state molto peggio di me (avete tutto il mio supporto!)

Ma come combattere il malessere di questo periodo?
Non ci sono rimedi che siano efficaci al 100%, e’ un percorso e come tutti i percorsi dev’essere attraversato con la consapevolezza che prima o poi starai meglio. Ci sono pero’ delle piccole stampelle che possono dare un po’ di sollievo.
1. gocce allo zenzero: come detto precedentemente, non aspettatevi miracoli ma un minimo di sollievo puo’ darlo.
2. lavarsi i denti spesso: il dentifricio e’ un ottimo alleato della nausea e soprattutto (almeno nel mio caso) mi ha aiutato a farmi venire sete e bere un po’ di piu’ di quanto in realta’ avessi voglia di fare.
3. I braccialetti per il mal d’auto o nave: non gli ho mai usato i braccialetti prima di questo momento, e non so se realmente mi abbiano dato sollievo. Sta di fatto che avrei dovuto indossarli 24h su 24h e non a intermittenza e forse sono piu’ a effetto placebo che reale.
4. MelaZen: non e’ facile trovarla (prodotta da Baladin in Piemonte e distribuita in pochi posti in Italia) ma vi assicuro che e’ una buon modo per bere qualcosa durante la giornata e riuscirlo a tenere nello stomaco (bisognerebbe bere frizzante e non soprattutto non bevande calde). L’ho ordinato tramite questo link , consegna in 48h ovunque in Italia e spese di spedizione gratuite sopra i 50€. Da notare che acquistandola dal sito costa quasi la meta rispetto all’acquisto in locale.

Non esistono altri “rimedi”, soprattutto non si puo’ prendere alcun tipo di farmaco o parafarmaco senza consultare il medico (che al 99,99% vi dira’ di non prendere assolutamente nulla). Non resta quindi che aspettare e cercare di essere il piu’ positivi possibili. E’ normale non avere fame, e’ normale stare male, e’ normale non avere stimoli… il vostro corpo sta lavorando a mille, voi dovete solo lasciargli il tempo di adattarsi a questo cambiamento.

 

Come schiarire i capelli in maniera naturale

Quello che oggi vi propongo sono una serie di flop fatti nell’arco degli ultimi 10 anni e di un alleato top che invece mi porto dietro gelosamente.

Ma partiamo dai flop. 
Chi di voi non ha mai pensato, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, di voler schiarire i propri capelli? Personalmente ho passato il periodo colpi di sole, shatush (o come si scrive), biondo nordico, biondo americano yeah ma non sempre mi sono messa nelle mani di un professionista. Anzi, solitamente provavo a casa una qualche tecnica nuova, facevo un disastro e con una grande dose di rassegnazione e lacrime mi sono sempre fatta risolvere i problemi dalla mia parrucchiera di fiducia (che non mi obbliga a tagliare almeno le punte 😉 ). Che cosa e’ andato storto negli anni?

  1. La birra: mi sono versata la birra in testa e l’ho tenuta a riposo per poco piu’ di un’ora, zero segni di miglioramento. Non contenta ho riprovato l’esperimento una seconda volta esponendomi pero’ alla luce del sole per due ore: risultato a ciocche color biondo paglia e capelli decisamente crespi.
  2. succo di limone: è prevalentemente costituito da acido citrico, un decolorante naturale che sbianca, e quindi schiarisce i capelli, ma che non è propriamente inoffensivo. Mai usarlo al sole perche’ il limone potenzia gli effetti del sole e rischia di bruciarti i capelli. L’ho provato nel mio periodo londinese al chiuso della mia cameretta in una casa in condivisione con altre sette persone, risultato: punte bruciate, ho dovuto tagliare. (ps: partivo gia’ da una decolorazione, quindi probabilmente i miei capelli hanno reagito di piu’… ma comunque e’ molto sconsigliato).
  3. Henne’ biondo: ultimo rimedio provato dal punto di vista di ordine cronologico. Partiamo dal presupposto che ho fatto per un po’ l’henne neutro e mi sono trovata sempre molto bene; molto lungo il processo, ma nel tempo porta dei grossi risultati. E partiamo da un secondo presupposto, dopo aver fatto una marea di henne in scatola ho deciso di passare a quello acquistabile in polvere in erboristeria… alla richiesta, mi servirebbe l’henne per i miei capelli, neutro che vada bene per i biondi mi e’ stato dato l’henne colorante biondo. Risultato: cosplay con capelli arancione evidenziatore. Non me lo scordero’ mai, ho impiegato piu’ di un mese per togliere i residui di quel colore osceno.

Bene, dopo tutti questi flop passiamo quindi all’unico ed inimitabile TOP per potersi schiarire progressivamente i capelli in maniera “serena” senza la paura di gravi ripercussioni sui capelli: la CAMOMILLA!

Da sempre sottovalutata dai piu’, e’ una delle piante che forse mi ha dato piu’ soddisfazioni in assoluto. L’ho utilizzata per le occhiaie, per togliere il rossore della pelle, per alleviare l’acne e ancora non ha smesso di stupirmi!
Ma come utilizzare la camomilla sui capelli?
All’inizio ho provato a fare delle maschere ma tra il tempo di preparazione, il tempo di posa e la tempistica della camomilla prima di dare i risultati… beh, inutile a dirlo ho cambiato ben presto idea. Il modo migliore per poter avere un risultato nel breve tempo e’ quello di utilizzarla con un vaporizzatore (come quello dei districanti per intenderci) e spruzzarlo sul capello bagnato o umido. Senza trucco, senza inganno avrete nel breve tempo un buon risultato!

Per tutto il resto c’e’ invece Mastercard, e con questo intendo la decolorazione (con prodotti piu’ o meno naturali) fatta dalla parrucchiera.

Come scegliere lo zaino giusto per il viaggio?

backpacks-1888879_1920Se e’ la prima volta che vi approciate a una vacanza zaino in spalle, questa domanda vi sembrera’ di una difficolta’ estrema. Almeno per me la prima volta e’ stato cosi’: meglio un po’ piu’ grande che almeno ci metto piu’ cose? No, forse meglio piu’ piccolo cosi’ mi costringo a portare meno. Ma devo veramente spendere cosi’ tanto per uno zaino? E quelli che ci sono a basso costo faranno veramente cosi’ schifo?

Non so se ci siamo capiti, ma queste erano solo una parte delle domande che per i mesi pre partenza mi hanno frullato e sconquassato la testa.

Dunque, non preoccupatevi, habemus risposte!

Sbagliando si impara, ed e’ stato proprio provando diversi zaini che sono arrivata a capire prima di tutto le vitali differenze che ci sono tra i diversi modelli. Partiamo pero’ da un presupposto: questi suggerimenti nascono per chi pensa di intraprendere una vacanza zaino in spalla, dove si presume che ci siano delle condizioni di vitto e alloggio pre-esistenti. Le caratteristiche che stiamo per vedere non contemplano la necessita’ di doversi portare a spalle anche la tenda e i vivere ( in quel caso siamo su zaini da 80 + 10 L, quelli degli scout per intenderci!)

REGOLE DI BASE

Prima di passare alle caratteristiche tecniche che un buon backpack dovrebbe avere, ci sono dei principi base grazie ai quali potrete comunque restringere la scelta tra le centinaia di opzioni disponibili.

Meno e’ meglio

Questo è il principio fondamentale su cui basare la scelta del backpack meno è meglio! Quindi più piccolo sarà lo zaino, meno sarete invogliati a portare con voi cose inutili. Non c’è molta differenza nel preparare uno zaino per un viaggio di un mese da quello di un anno. Sapete perché? Perché i vestiti si possono lavare, buttare, ricomprare e anche scambiare, esattamente come fareste a casa!

Mai risparmiare troppo

Potete risparmiare sui voli, alloggi, noleggio dell’auto ma non troppo sullo zaino. Anche se non è necessario acquistare il più costoso in commercio, la qualità del materiale è davvero importante, dato che dovrete portarlo sulle spalle per molto tempo. Quindi puntare su marche specializzate in viaggi o escursioni potrebbe essere un ottimo investimento. I più diffusi e conosciuti sono Osprey, DeuterFerrino, Salewa, alcuni modelli Quechua di Decathlon sono ottimi e Rei, un brand americano che consegna anche in Europa.

Assicurarsi delle proprie proporzioni

Lo zaino dovrebbe tenere in conto prima della quantità di cose che deve contenere, del vostro peso, altezza e proporzioni. Quindi ad esempio se siete alti 1.68 cm come me, uno zaino da più di 55L può rivelarsi davvero una condanna. Per viaggi a lungo termine non dovrebbero superarsi i 55L per le donne e i 60L per gli uomini in totale, contando quindi sia il corpo dello zaino che l’eventuale zainetto per la macchina fotografica o per altri accessori. Credeteci, saranno più che sufficienti.

Le caratteristiche di uno zaino di qualita’

  1. Cerniere con lucchetto. Alcuni zaini specialmente quelli a “pozzetto”, non possiedono cerniere che possono essere chiuse con dei lucchetti. Il che va bene se andate a fare un’escursione di qualche giorno, ma è del tutto sconsigliato per motivi di sicurezza se viaggiate zaino in spalla per molto tempo, soprattutto se dormite nei dormitori e negli ostelli. Uno zaino è sicuro solo se tutti gli scompartimenti o quasi possono essere chiusi a chiave.
  2. Multi tasche interne. ll vostro zaino conterrà una miriade di cose differenti. Avere alcuni scompartimenti interni per tenere separati documenti, cavi, o vestiti sporchi è davvero indispensabile e vi aiuterà anche a trovare le cose facilmente.
  3. Waterproof. E’ importante che lo zaino sia resistente all’acqua per evitare in caso di pioggia di trovarsi tutti i vestiti bagnati. Molti backpack sono anche dotati di borsa impermeabile per ricoprirli, in alternativa potete acquistarla separatamente.
  4. Sostegno rigido per la schiena (scheletro di metallo). Negli anni ’70 questo sostegno era esterno (come quello che vedete nella foto sopra). Oggi però la maggior parte dei backpack di una certa qualità ce l’hanno invisibile interno. Aiuta a distribuire uniformemente il peso sulla schiena e a mantenere una postura corretta.
  5. Cintura per supporto lombare e spalline regolabili. Idem come sopra la cintura serve a caricare il peso su fianchi e ad alleggerire il lavoro di spalle e cervicale. Alcuni zaini sono dotati anche di tasche interne comode per inserire oggetti che avete bisogno di avere spesso a portata di mano. Le spalline aiutano ad adattare lo zaino alla vostra altezza soprattutto nel caso di modelli unisex.
  6. Cinghie di compressione. Le cinghie aiutano a comprimere il contenuto e diminuire le dimensioni per farlo entrare magari nelle misure del bagaglio a mano o semplicemente farlo chiudere. Quello che abbiamo scelto noi (leggete sotto) ha sia quelle interne che esterne.

Il mio zaino da viaggio

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Rullo di tamburi… io ho optato per questo modello (nella versione femminile) che ho scoperto essere poi la scelte di altre 4 ragazze con cui ho condiviso il pulmino da Bangkok ad Ayutthaya! Mi sono trovata trovata bene e l’ho utilizza in piu’ situazioni: direi leggero quanto basta, molto ben strutturato, economico ma non troppo e spendibile in diversi contesti.

Fammi sapere che cosa hai invece scelto tu, sei hai dubbi o domande 🙂

 

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Trattamenti botanici eco – compatibili e solidali per capelli!

Ho passato letteralmente anni a provare prodotti per i capelli. E voi direte, che novita’?! A seconda delle fantomatiche promesse delle pubblicita’ televisive ho provato di tutto senza mai realmente ottenere la lucentezza che cercavo, il liscio che volevo. Poi nell’ultimo periodo (causa cambio di posizione geografica) la situazione e’ diventata ancora piu’ ingestibile: l’acqua “pesante” su capelli lunghi e a tendenza crespa mi ha fatto fare un passo indietro.

Ho provato prodotti che con la promessa di lisciare i capelli, me li rendevano unti da doverli lavare praticamente tutti i giorni. Balsami che appena messi rendono il capello perfetto ma quando lo rilavi ti ritrovi un nido peggio della volta precedente… e lo so che non succede solo a me.

Quindi ecco, ho cercato qualcosa di piu’ naturale, ed e’ cosi’ che mi sono imbattuta nella marca Klorane.

Appena approdata sul sito ho pensato subito “ommioddio, costano una fucilata”. Se al supermercato una confezione di shampoo normale costa meno di 4€ qui stiamo parlando di 12 € almeno… ma c’e’ una differenza abissale.

Personalmente acquisto i prodotti su Amazon, diversamente lo potete trovare nelle farmacie o nei negozi specializzati (es.: tigota’, acqua e sapone… ) ma non hano a disposizione l’intera gamma.
– Le confezioni sono da 200ml o 400ml (vi assicuro che dureranno una vita): il prodotto da utilizzare e’ un cucchiaio sui capelli lunghi, vi lascio immaginare quanti mesi vi puo’ fare la confezione.

– Per ogni problema c’e’ una tipologia diversa: non scegliete uno shampoo a caso perche’ vi assicuro che sarete insoddisfatte. Se il problema e’ uno, lo shampoo sara’ uno. Nel mio caso ho utilizzato questo qui    Schermata 2019-03-24 alle 11.23.42  combinato con la crema districante Schermata 2019-03-24 alle 11.26.55

Nell’ultimo periodo ho scelto di mantenere sempre la crema ma di cambia invece lo shampoo utilizzando questo al latte d’avena: Schermata 2019-03-24 alle 11.29.31
Inutile dirlo, i miei capelli per la prima volta nella vita sono cambiati in consistenza e lucentezza. Il processo richiede un po’ di lavaggi prima di poter apprezzare veramente gli effetti, ma sul lungo periodo il miglioramento e’ netto.

– Condivido pienamente il loro impegno: Klorane lavora giorno dopo giorno, da 50 anni, con azioni semplici e concrete, per creare trattamenti rispettosi dell’ecosistema, fonte di arricchimento per tutti.

Lasciatemi un commento qui sotto se proverete i prodotti o se gia’ li avete testati! 🙂

 

 

 

 

Autore:Schermata 2019-03-23 alle 16.47.05

 

Cover a impatto zero!

Ero in cerca di una cover nuova dopo gli innumerevoli voli fatti fare al mio telefono nell’arco dell’ultimo anno, oltre al fatto che (diciamocelo chiaramente) avevo voglia di cambiare.
Come molti, sono partita da Amazon: cover sempre uguali che anche se a basso costo in realta’ non mi trasmettevano nulla… Poi un giorno ho scoperto questo sito su Instagram di cover e non solo prodotti con materiali riciclati.

L’azienda e’ la Pela Case e devo dire che da subito mi ha stupito. Non solo i materiali che utilizzano sono eco compatibili, ma acquistando le cover (a seconda del modello) contribuisci per il 5% del costo della cover a dei progetti che sostengono l’ambiente. A seconda della scelta puoi contribuire a progetti che ripuliscono spiagge, proteggono l’ecosistema di localita’ costiere o che proteggono l’oceano.

La mia prima scelta era la cover in limited edition “Honey Bee Case”55529940_334566400503074_3411708229355307008_n (quella in foto qui di fianco), ma essendo sold out ho ripiegato sulla “turtle case” (che comunque adoro!)

I prezzi sono piu’ alti di una qualsiasi cover di, passatemi il termine, bassa qualita’ che potresti acquistare su Amazon. E infatti non e’ minimamente paragonabile. Al costo di 42$ – 45$ (si sul sito e’ tutto espresso in dollari) ho acquistato la mia che personalmente paragonerei a quelle che puoi acquistare direttamente da Apple, con il vantaggio di sapere di fare del bene al pianeta e poterlo trasmettere tutte le volte che tiri fuori il telefono dalla borsa o dalla tasca!

Voto finale: ma che ve lo dico a fa’, diesci su tutti i fronti! 🙂

N.B.: nel caso in cui foste interessati all’acquisto di una delle cover o di un qualsiasi prodotto del sito, potete usufruire del mio sconto di 10$ se acquistate attraverso questo link : http://pelacase.refr.cc/giuliagribaudo

 

 

Autore:Schermata 2019-03-23 alle 16.47.05

Ski Test

Dopo una settimana ecco che mi trovo a raccontare di questa stupenda esperienza sponsored by Decathlon. Una giornata intera (la prima di quest’anno) sugli sci, dedicata a provare il maggior numero di sci per confrontare, caratteristiche, composizioni, performance e per capire sempre di piu’ e meglio che cosa il cliente sta in realta’ cercando.

Non mi ero mai trovata a poter provare 6 paia di sci, uno dopo l’altro, nell’arco di una sola giornata. A tratti impegnativo, ma estremamente appagante.

Location : Cervinia
Neve: fondo + sparata
Temperatura: -6/-8 tutto il giorno
Meteo: Soleggiato la mattina, nebbia nel pomeriggio

Partiamo dal presupposto che se uno volesse paragonare due paia di sci dovrebbe farlo nella stessa condizione climatica e fisica. Detto cio’, noi avevamo un giorno e abbiamo fatto in modo di farcelo bastare.

Non mi metto a descrivere tutti gli sci provati, ma vi lascio la mia top 3.
Al terzo postoAGIL 900Screen Shot 2017-12-05 at 10.57.02.png

E’ proprio uno sci Decathlon – Wedze a salire sul primo gradino del podio. La condizione ottimale per provare questo sci e’ 40 pista e 60 fuoripista, ma visto che il fuoripista era rappresentato da una montagna molto spelacchiata, ho potuto provarlo solo in pista e devo dire che nonostante le condizioni non ottimali questi sci si sono comportati molto bene. Sono un bel giocattolino polivalente. In costruzione sandwich con anima in legno e autoride rocket, garantisono un’ottima aderenza e stabilita’ in curva.

Al secondo posto: HEAD X-SHAPE.Screen Shot 2017-12-05 at 10.51.33.png

Si tratta di uno sci Head specifico per l’Italia, disegnato e creato appositamente per decathlon con le caratteristiche maggiormente richieste dall’utilizzatore sportivo intermedio. Costruzione Woodcore sandwich, in graphene con raggio corto, sono lo step giusto per lo sciatore intermedio che vuole migliorare la “cattiveria” in discesa. Divertimento allo stato puro sulle piste piu’ difficili, mantengono una buona stabilita’ nonostante la velocita’.

Al primo posto: Atomic Redster X5Screen Shot 2017-12-05 at 10.58.17.png

Una sola parola: eccezionale. Sci rigido che aderisce perfettamente alle lamine grazie al ponte integrale e al full sidewall. Nucleo in legno e rinforzo in titanio, garantiscono delle performance eccezionali. Indicato per sciatori intermedi o esperti, non concede grossi errori ma garantisce una presa su neve ineguagliabile. Non credo di aver altre parole per poterlo descrivere, se non: PROVATELO! In partenza ero molto dubbiosa sugli atomic, sicura del fatto che la loro forza fosse il nome e non una reale qualita’. Con questo sci mi sono invece ricreduta.

Prima volta a Cervinia (soprannominato anche “frigo naturale”) ho deciso di prendere delle precauzioni per il freddo e provare un articolo che da novembre a febbraio sembra sia sulla bocca di tutti: lo scaldotto. In realta’ puo’ essere da mani o da piedi, ma io ho provato solo quello per i piedi.Screen Shot 2017-12-05 at 11.32.44.png

Dopo anni passati sugli sci a smadonnare per i piedi gelati, bastava cosi’ poco per risolvere la situazione. Questa e’ stata la svolta! A differenza dell’immagine ho posizionato il mio nell’arco plantare in modo che non mi desse fastidio con lo scarpone e durante la discesa. 5 ore di pura pacchia con i piedi al caldo e degli ottimi sci nei piedi!