CONSIGLI | Libri per bambini 0-2 anni

Come scegliere i libri per bambini 0-2 anni

Sia che siate genitori, parenti o amici di bambini in questa fascia di eta’, almeno una volta vi sarete chiesti: come posso scegliere un libro per un bambino 0-2 anni?

  • dev’essere resistente a saliva e forza bruta = libro rigido
  • deve intrattenere il bambino = sensoriale
  • dovete conoscere un minimo i suoi gusti

I miei consigli per dei libri per bambini in fascia 0-2 anni

Ho acquistato parecchi libri per Noah fin da quando era piccolo piccolo, e all’inizio l’idea principale era intrattenerlo non tanto per quello che c’era nel libro, quanto piuttosto per il libro in se come oggetto da avere tra le mani.

Se il bambino e’ abituato ad avere sempre dei libri a disposizione, arrivera’ un momento in cui vedrete che sara’ lui stesso a cercarli. Da quel momento (o almeno cosi’ e’ stato con Noah) ho cominciato a capire il suo interesse, i libri che prediligeva e che cosa cercava in ognuno di essi.

Quando cominciare a leggere i libri?

Vi lascio qui sotto il post che avevo scritto un anno fa:

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Libri consigliati per bambini in fascia 0-2 anni

Qui sotto trovate la mia selezione di libri per bambini 0-2 anni, che abbiamo amato e che spesso ci hanno accompagnato durante i lunghi viaggi (Ancona – Cuneo e’ la nostra strada) salvando intere ore di viaggio.

Libro tattile

Libro tattile

Libro tattile e sonoro

Il libro sulla fattoria e’ stato anche il primo libro con cui abbiamo iniziato a imparare i versi degli animali.
Il libro della notte piace particolarmente perche’ all’interno c’e’ il rumore del trenino e del bus.

Libro tattile

Libro tattile

Libro tattile

Sei curioso di sapere cosa posso fare per te?

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Il frutto della passione – recensione

Perche’ leggere il libro di Eva Giusti? Che cosa penso de ” Il frutto della Passione”.

E vorrei iniziare proprio dalla parola passione. Per la scrittura, per i piccoli momenti che rimangono indelebili, per il mare, ma soprattutto per la vita. Vissuta a grandi bocconi e quanta più possibile perché se c’e’ una cosa che Eva sa fare bene, e’ proprio vivere. 

Il suo libro e’ esattamente questo: una vita raccontata con tutta la dolcezza e tutta la forza che solo chi l’ha vissuta può effettivamente avere.

Una schiettezza a tratti disarmante, una penna che scrive come se non avesse mai fatto altro in tutta la sua vita (e forse in alcuni momenti non poteva fare altro che scrivere, scrivere, scrivere). Che cosa penso quindi del libro? Credo sia un dono, un regalo che Eva ha fatto per noi anime giovani che hanno vissuto ancora poco e che hanno cosi’ il privilegio di poter conoscere ed elevarsi

Le pagine trasudano gioia, sofferenza, amore, un po’ di follia e tanta tanta introspezione. 

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Dove trovare Eva Giusti?

Ho conosciuto la storia di Eva su Instagram, da sempre come @ilfruttodellapassione, attraverso i suoi post quotidiani che raccontavano la sua storia nell’ennesimo momento difficile che stava affrontando. Ho pianto di gioia e continuo ancora oggi ad emozionarmi con i suoi aggiornamenti dall’altra parte del mondo, da quel piccolo posto di pace e gioia chiamato (nemmeno a farlo apposta) Porto Seguro.

Penso che arrivati a questo punto non vi sorprenderete se non solo vi consiglio, ma addirittura vi esorto a leggere il suo libro (e perche’ no, anche a seguirla!). Quando si trova il bello, quello vero, bisogna condividerlo con gli altri… e questo e’ il modo di farlo. Come il miglior consiglio per un’amica cara, cosi’ vi lascio un titolo da leggere questa estate o da segnare tra i libri assolutamente da leggere.

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L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon – la recensione

L’ombra del vento – la trama

Ci troviamo a Barcellona, in una mattina del 1945. Il proprietario di un modesto negozio di libri usati porta il figlio Daniel, di undici anni, nel cuore della città vecchia, al Cimitero dei Libri Dimenticati.

Un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’ oscurità. Qui Daniel si impadronisce di un libro “maledetto” che cambierà la sua vita, conducendolo in un mondo di misteri ed intrighi che girano intorno all’autore di quel libro e sono da moltissimo tempo sepolti nella città.

Si tratta di romanzo in cui un inquietante passato, fatto di amori impossibili e follia omicida, incombe sul presente del nostro giovane protagonista.

“Questo libro è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso.”

L’ombra del vento – un libro da leggere?

Personalmente era da tempo che sentivo parlare di questo libro, e la fine mi sono decisa a leggerlo. Ammetto che ho percepito qualche resistenza da parte mia ad immergermi nella storia nelle prima pagine, ma poi ne sono stata del tutto risucchiata. Il testo è come un puzzle, in cui pagina dopo pagina si va alla ricerca del giusto tassello da incastrare. L’autore ha ben  il contesto storico dove si svolge la trama, nella Barcellona franchista e della guerra. Il testo è uno specchio della città, si alternano descrizioni gotiche a temi gioiosi, eleganti legati alla vita dei personaggi.  L’ ho trovato estremamente interessante e di classe

Chi e’ Carlos Ruiz Zafon?

L’autore Carlos Ruiz Zafón era uno sceneggiatore spagnolo trasferito in America, solo nel 2001 esordisce proprio con questo testo, facendolo rientrare poi nella tetralogia “Il cimitero dei libri abbandonati”.

Consigliato? Assolutamente si, adatto dai 14 anni in sù. Idoneo però per una lettura continua e costante, per essere compreso il libro va letto in tempo breve, immergendosi tra le sue pagine.

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Perche’ leggere Morgana? – la recensione

Perche’ leggere “Morgana” ?

Qualche mese fa inaspettatamente mi è stato regalato questo testo. Le prime parole che mi vengono in mente per descrivilo sono : tagliente, reale, che brucia come una guancia che ha appena ricevuto una sberla.

Parla di donne, dieci per l’esattezza, soprannominate Morgana in memoria  della  sorella potente e pericolosa del più rassicurante re dalla spada magica, Artù.
Tratta di donne che si direbbe tutt’altro che  esemplari, vere e proprie streghe che si scontrano contro gli schemi di una società oggettivamente a misura di uomo.

Il loro nemico è la “sindrome di Ginger Rogers”, l’idea misogina che le donne siano migliori per natura, e di conseguenza per essere sul palcoscenico e occupare lo stesso ruolo degli uomini, debbano per forza non solo saper fare tutto quello che fanno loro, ma farlo decisamente meglio, possibilmente all’indietro e sui tacchi a spillo.

Nelle pagine di questo libro è nascosta una speranza: “Ogni volta che la società ridefinisce i termini della libertà femminile, arriva una Morgana a spostarli ancora e ancora, finché il confine e l’orizzonte non saranno diventati la stessa cosa”.

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Chi sono Chiara Tagliaferri e Michela Murgia.

Il libro è scritto da Chiara Tagliaferri, coordinatrice editoriale, e Michela Murgia, scrittrice e critica letteraria italiana, ed il loro intento è chiaro. Puntano la lente di ingrandimento su quell’educazione che la maggior parte delle donne riceve, che si traduce nello stare nei ranghi di un ruolo che imparano fin da bambine attraverso i giochi che vengono imposti. Non tutte però. Ci sono bambine che fin in tenera età hanno scelto di rompere con lo schema del conformismo, dettando nuove  mode, regole artistiche, anticipando tempi futuri.

Sono streghe, o forse donne fatate, quelle che hanno semplicemente scelto di essere se stesse, potenti e sicure, e di conseguenza per la società oscure.

Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe

Consigliato? Assolutamente si. Fascia d’età preferibilmente dai 18 in sù.

Leggete. Leggetelo tutti.

Ascolta anche il podcast di Morgana, e’ gratuito e su Spotify:

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Metodo Montessori: la mia esperienza e libri consigliati!

Come ho scoperto il metodo Montessori.

Se avete girovagato un po’ nel mio blog, gia’ in passato vi avevo raccontato di quanto poco mi fossi preparata ad accogliere il mio piccolo Noah attraverso la lettura dei soliti libri che si leggono in gravidanza (se te lo sei perso, qui trovi il riferimento).

All’eta’ (di Noah) di 9 mesi, nel pieno di un momento critico in cui non sapevo nemmeno come affrontare lo specchio giudicante della mattina, mi sono imbattuta in una persona che mi ha cambiato la vita, o almeno l’approccio ad essa. Questa persona si chiama Carlotta, la potete trovare come lateladicarlotta.com oppure su IG come @lateladicarlottablog.

Perche’ la mia riluttanza al Metodo Montessori e’ stata la vera chiave di svolta?

All’inizio ero decisamente riluttante all’idea di seguire “un metodo”. Avevo un pregiudizio iniziale grosso come una casa perche’ se dicevo Montessori mi si apriva nella testa l’immagine di una categoria di genitore a cui difficilmente riuscivo ad associarmi.

Quello che in realta’ ho poi scoperto, superando quindi il pregiudizio iniziale, e’ che Montessori e’ molto di piu’ ed e’ tutto fuorche’ un metodo standardizzato. Ho iniziato con un approccio molto soft grazie alla voce pacata e ai podcast di Carlotta ; i concetti base di questo metodo di insegnamento (che poi e’ anche uno stile di vita, di pensiero e un impegno per il futuro) mi sono sembrati lampanti e mi hanno aperto un nuovo modo di percepire e di fare le cose.

Il libro Montessori che consiglio per iniziare.

Il Bambino e’ dotato di poteri sconosciuti, che possono guidare a un avvenire luminoso.

Sono partita quindi dall’origine di tutto e mi sono comprata un libro in cui venisse spiegato il metodo, l’idea che sta alla base non parafrasata da altri ma che potessi leggere e interpretare io stessa. Il primo libro con cui consiglio di iniziare e’ “Educare alla liberta’“, testo rielaborato ma tratto dalle piu’ importanti opere di Maria Montessori: Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicata all’educazione infantile nelle Case dei Bambini. Vengono messi in evidenza i punti basilari del metodo .

Quello che piu’ mi ha stupito e’ stato capire che avevo un’idea completamente distorta del metodo e quanto in realta’ questa donna fosse moderna e avanguardista addirittura per i nostri tempi!

Mentre nella mia testa c’erano tutte queste mamme intente a far fare attivita’ montessoriane di ogni genere, con tanto di lavoro precedente per poter avere i materiali, le schede tecniche e tutto il resto; Maria Montessori, invece, ha sempre sostenuto che fosse compito del bambino decidere come usare un oggetto, come giocarci… l’attivita’ dell’educatore e’ quella di infondere una scintilla. Di guardare. Di lasciar viaggiare la volonta’ e l’ispirazione dei bambini.

Due libri Montessoriani da leggere

Il volume e’ nato dalle conferenze tenute dalla dottoressa Maria Montessori durante il primo corso di preparazione che svolse subito dopo il suo internamento in India. Vengono trattate le energie mentali del bambino che lo rendono capace di costruire e consolidare le caratteristiche della sua personalita’.

Ho trovato molti spunti su cui riflettere, domande da pormi e a cui cercare di dare una risposta. Ma quello che ho veramente apprezzato e’ il ruolo che viene dato all’educazione dal metodo Montessori: diventare testimoni dello sviluppo dell’animo umano; del sorgere dell’Uomo Nuovo, il quale non sara’ vittima degli eventi, ma, grazie alla sua chiarezza di visione, potra’ divenire capace di dirigere e plasmare l’avvenire.

In questo libro vengono invece descritti i tasselli fondamentali del metodo, l’intero percorso del bambino verso il risveglio della sua coscienza. Viene descritto l’istintivo e misterioso lavoro compiuto nei primi anni di vita, la crescita libera dello spirito.

E’ un viaggio nell’intelligenza pratica ed emotiva dei bambini che ci permette, tra giocattoli, bugie, amore e incomprensioni, di scoprire quanto puo’ essere infantile il mondo degli adulti e quanto profondi siano invece l’amore e l’intelligenza dei nostri figli.

I miei contenuti gratuiti

Quest’anno (2020) mi sono dedicata ad un calendario, vista la pandemia che ci ha afflitti, che fosse fruibile per tutti. Ho quindi creato un calendario dell’avvento digitale in cui condividevo ogni giorno dei contenuti scaricabili gratuitamente.

Visto il successo di alcuni contenuti rispetto ad altri, pensavo di proporre e riproporre qualcosa di simile per il 2021…quindi, se ancora non lo state facendo, seguite il blog!

ps: se ancora non lo stai facendo, seguimi su @giuliaconlagiaccarosablog per essere sempre aggiornato, oppure iscriviti alla newsletter! Riceverai una mail ogni volta che viene pubblicato un nuovo contenuto )
pps: scrivetemi se avete delle esigenze particolari!!

Perché è importante leggere ai bambini nei loro primi 1000 giorni di vita

Ma soprattutto: come si fa a leggere a un bambino che magari non sta fermo, che prende come missione personale strappare ogni singola pagina del libro che voi (tanto amabilmente) state cercando di leggere?!

Ho chiesto all’esperta del settore (se non la conoscete andate a seguirla) @mammachelibro e sono andata a leggermi i suoi post sulla congiunzione dei due mondi: bambino e lettura.

La strada per diventare un piccolo lettore.

Fin da subito il bambino è un soggetto, dotato di eccezionali potenzialità, che lo rendono unico e diverso dagli altri, e che lo spingono a imparare e a migliorarsi sempre di più. Ovviamente non si può dire che queste potenzialità si notano già dalla culla del reparto maternità dell’ospedale; è solo grazie alle opportunità che vengono offerte, ai contesti giusti, agli stimoli proposti che queste crescono e si rendono manifeste.

Quando è giusto allora regalare ai nostri pargoli il primo libretto? O
quando iniziare a leggere loro la prima storia?

Per questo cammino non ci sono delle tappe fisse, che ognuno deve obbligatoriamente seguire, perché oggi sappiamo che ogni bambino è diverso, segue le sue inclinazioni, i suoi interessi, e spesso anche i gusti dei genitori (si troverà più facilmente nella strada della lettura se i suoi genitori sono degli appassionati dei libri, ma ciò non comporta necessariamente che lui sarà un grande lettore). Questo percorso possiamo dire che inizia già nella pancia della mamma durante la gravidanza, in particolare dal quarto mese di vita intrauterina. Naturalmente il bambino non può leggere, ma può ascoltare: può ascoltare i rumori che sente intorno a sé, alcuni acuti, alcuni profondi, alcuni rassicuranti e altri spaventosi, che lo fanno sobbalzare. Ma ciò che sente di più e che ama sentire è la voce della mamma: è tra tutti il suono più rassicurante che possa sentire, che lo accompagna fin da subito, e che se
anche dopo la nascita non sentirà più nella stessa maniera.

A partire dai sei mesi, il bambino dimostra particolare interesse nei confronti degli stimoli percettivi visivi: compaiono infatti le prime forme di attenzione condivisa”10, detta anche attenzione triadica. Il bambino rivolge l’attenzione verso un oggetto, e in qualche modo riesce a comunicare all’adulto questo suo interesse, che a sua volta si rivolgerà verso l’oggetto medesimo: abbiamo così ottenuto la triade dell’attenzione condivisa (bambino, adulto e oggetto).

Verso i nove mesi inizia a capire che il libro non è un oggetto come tanti altri, ma che ha delle sue caratteristiche: per esempio, ci sono delle parti che si aprono e si chiudono; ci sono delle pagine, che ora prova a girare, visto che i grandi le girano sempre; ci sono degli oggetti che vede tutti i giorni intorno a sé, quindi prova a prenderli, a farli scivolare fuori, ma loro restano lì.

Dai 12 ai 18 mesi è la fase in cui il bambino diventa man mano sempre più autonomo, soprattutto per quanto riguarda il camminare e il parlare. Spesso il genitore lo prende in braccio e insieme leggono un libro, ma non c’è da stupirsi se ora è il bimbo che passa il libro all’adulto per leggere, se indica cosa gli interessa, e anche se sta da solo in disparte a leggere, maneggiando e sfogliando il libro in autonomia.

Che cosa facciamo noi a casa?

Quando si parla di lettura e di bambini ecco che, in maniera anche non del tutto secondaria, comincerete a sentire la parola Montessori o Montessoriano.

Per chi non ne fosse a conoscenza, e’ un metodo educativo (come direbbe Carlotta di @lateladicarlotta) lento. Una filosofia che parte prima dai genitori per poi arrivare ai bambini.

Noi abbiamo applicato quindi il concetto “Montessori” senza pero’ ricorrere ai dettami che vanno per la maggiore. Mi spiego meglio: quando si parla di lettura e bambini, oggi, la prima cosa che troverete e’ la libreria montessoriana. Bellissima, indubbiamente. Ma qual e’ la funzionalita’ di quella libreria? Rendere accessibili i libri in base al percorso di crescita dei nostri piccoli. Abbiamo preso quindi questo concetto e, con un gran giro del mobilio della sala, abbiamo ricavato una nuova nicchia per i libri di Noah. Accessibili e ben in vista.

Costo totale: 0€

Abbiamo usato i cubi di IKEA che gia’ erano presenti e abbiamo sistemato la zona giochi vicino.

Da quando abbiamo inserito questa nuova zona nel suo raggio d’azione l’interesse per i libri si e’ fatto sempre piu’ crescente. Ad oggi (10 mesi), sappiamo che ha anche delle preferenze!

Cosa leggere?

Si potrebbe dire che il primo vero libro del bambino è ciò che fin da
subito lui vede, distingue dagli altri, e studia: il viso della mamma. Quando
nasce, un bambino vede in modo limitato, in quanto serve del tempo perché si maturino la retina, i nervi, il cervello e le loro connessioni.

Per ogni fase pero’ ci sono dei libri piu’ consigliati di altri (basti pensare per i libri con le pagine di carta o di cartoncino, oppure i libri in tessuto). Qui si apre un intero nuovo capitolo! Ecco perche’ seguira’ un post ad hoc sul tema 🙂

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Guida astrologica per cuori infranti – Recensione

Quando si dice la sponsorizzazione e’ tutto. “Un caso editoriale senza precedenti”. “Il romanzo italiano venduto in 15 paesi prima della pubblicazione”. “Il libro che si candida a essere il best seller del 2015”.

Questo e’ quello che si dice di questo libro. La mia impressione invece e’ stato leggere l’ennesimo libro che non si sa per quale “caso editoriale” sia arrivato ad essere considerato il best seller del 2015. 

Manca l’intuito, l’ingegno che ti stupisce e coinvolge nella storia. I dialoghi molto elementari e banali. Se questo libro fosse una persona sarebbe il ragazzo con la quale cerchi di dimenticare l’ultima storia d’amore vera e importante. Quella persona con la quale non devi avere alcuna aspettativa perche’ e’ semplicemente un riempi-tempo tra il passato e la persona giusta che ancora deve arrivare. Ci sono andata troppo pesante? Non credo. Amo quei libri che tra le righe lasciano qualcosa, anche solo quattro parole che messe insieme riescono a dare un significato a cio’ che prima non ne aveva. Questo invece, prima ancora di girare pagina, sai gia’ come andra’ a finire la conversazione o la situazione narrata. Sai gia’ che la risposta piu’ prevedibile (ecco, si proprio quella) verra data per spiegare dei momenti un po’ troppo costruiti e poco credibili.

Detto cio’, chiudo la copertina rigida dell’ultima pagina del libro e con un po’ di amarezza lo ripongo nella mia libreria, aspettando con ansia quello nuovo da leggere!

Wonder- Recensione

La scrittura di un bambino di 10 anni l’avrebbe potuto rendere banale. Potrebbe sembrare un libretto adatto a tutte le eta’. E invece non e’ cosi’. Lo spessore dell’argomento viene sottolineato ancora di piu’ dalla purezza e ingenuita’ con la quale un bambino di 10 anni affronta la vita e gli ostacoli che si interpongono sul suo cammino.È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. E’ una storia che di per se non e’ tragica, perche’ sono i vari personaggi che raccontano dal loro punto di vista un anno della loro vita. Il pesante, se cosi’ vogliamo chiamarlo, e’ proprio il come viene affrontato questo periodo dai vari personaggi. Le difficolta’, i giudizi della gente, le mentalita’ arenate all’apparenza rendono la vita del protagonista un lungo percorso ad ostacoli, fatto di cadute e ginocchia sbucciate. Cuori infranti da parole leggere e taglienti come lame sottili. Il silenzio di chi affronta tutti i suoi mostri nascosto sotto una montagna di cuscini.

RJ Palacio sembra avere a cuore un altro aspetto, sintetizzato in una frase del preside: “Ci sono quasi sempre più di due punti di vista per ogni storia”, come a ricordarci che ogni ipotetica verità deve relativizzarsi, mettendosi a confronto con quella degli altri. Ma non solo, ci interroga sulle ragioni per cui la bruttezza sia in grado di sconvolgerci fino a evocare i nostri istinti più meschini e dà giustizia (e conoscenza) a una malattia che deturpa il viso ma non le facoltà intellettive.

Mr. Gwyn- Recensione

“Jasper Gwyn diceva che tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto”

È semplicemente incantevole. Ti porta a ragionare al di fuori degli schemi classici. Il fatto di scrivere dei ritratti è geniale. La grande capacità sta, però, non solo nell’arte della scrittura, ma soprattutto in quella introspettiva che ti porta a fare un ritratto non banale di una persona che non conosci. Scavi nell’anima di quella persona e la spogli delle maschere che si è costruito per fronteggiare la vita. L’arte del linguaggio fisico si esprime in tutta la sua grandezza. 

È un nuovo percorso ma che, indifferentemente dal risultato, è da fare e darà luogo a una prospettiva tutta diversa e sicuramente più profonda. 

Forse inconsapevolmente ognuno di noi fa già un ritratto delle persone che gli stanno davanti senza nemmeno conoscerle. È la prima impressione, l’inconsapevolezza che rende ogni gesto importante è pieno di significato.

Quello di Baricco è sicuramente un libro che ispira e porta il mistero nella vita reale.
Una visione e una prospettiva nuova che ti porta a guardare il vicino di tram, la cassiera, la persona che cammina da sola sotto una luce diversa.

La signora Lohengrin

Semplicemente un libro di altri tempi che ti catapulta in un’epoca in cui le cose (anche quelle sentimentali) funzionavano un po’ diversamente. Puo’ parere a tratti difficile da seguire, o meglio da capire fin in fondo come i due protagonisti si possano accontentare di una storia d’amore basata su qualche incontro occasionale, ma dalla quale fa trapelare un’amore che in realtà ai giorni nostri certe coppie sposate non possiedono. In un’epoca dove era fondamentale trovare un uomo o una donna con la quale condividere la vita e mettere su famiglia prima dei 30 anni, ci si trova invece a veder “giocare” con il tempo, lasciar scorrere le cose perché’ in fondo se devono succedere prima o poi succederanno. Si puo’ prendere ispirazione da un libro di altri tempi per poter vivere anche nei giorni nostri: nella quale non si da più’ importanza ai piccoli gesti, al motivo dei vari incontri e soprattutto allo stare insieme per condividere idee, passioni o una semplice giornata di sole. Si riscopre, così, il valore che bisognerebbe dare alle persone, il cercare di conoscerle per davvero, capire ancor prima che dicano qualcosa cosa in realtà stanno pensando. Sembra probabilmente paradossale, ma la colpa e’ fondamentalmente nostra. Nonostante il poco tempo che si riesce a ritagliare per amici e amanti, spesso di quel poco ne rimane niente. Non si parla più a cuore aperto, ma sempre dietro uno vetro (magari quello di un bicchiere di vino), preferendo raccontarsi per quello che si vuole dar a vedere agli altri piuttosto che per quello che si e’ veramente.