La puglia: quando andare e come programmare il viaggio.

La Puglia e’ da sempre un ponte sul Mediterraneo, terra di conquista ed accoglienza, generatrice di cultura e interprete di influenze straniere. Accoglie ogni anno circa 4 milioni di visitatori italiani e stranieri, ma per poterla conoscere in ogni suo aspetto bisogna prepararsi al meglio.

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Quando andare in Puglia

Il clima mite tipicamente mediterraneo della Puglia, con inverni miti ed estati calde, consente il turismo 12 mesi l’anno.

Se in alta stagione i prezzi sono elevati, e maggiore e’ l’affollamento, si potra’ pero’ godere appieno della bellezza delle estati in pugliesi. In primavera e autunno prezzi e clima rendono il soggiorno particolarmente piacevole.

La Settimana Santa in Puglia

Sara’ impossibile per un viaggiatore che visita la Puglia non imbattersi in una festa patronale. Ma e’ la settimana che precede la Pasqua ad essere il vero momento di profonda partecipazione e coinvolgimento emotivo.

Tra le piu’ coinvolgenti:

  • La Processione della Desolata a Canosa di Puglia
  • La Processione dell’incontro a San Severo di Puglia
  • Il venerdi’ Santo a Gallipoli
  • La Processione dell’addolorata a Gallipoli

Programmare il viaggio: un week end, una settimana, due settimane in Puglia

Il Tavogliere delle Puglie rappresenta la piu’ grande pianura d’Italia dopo quella Padana; i 19’540 km2 su cui si estende la superficie regionale rendono la regione Puglia un territorio molto ampio da esplorare. Si articolano 800 km di coste, cui si aggiunge a nordest l’arcipelago delle isole Tremiti.

Il territorio interno e’ ripartito in sei province:

  • Bari, citta’ metropoli e capoluogo di regione;
  • Foggia, la provincia piu’ settentrionale della Puglia;
  • Barletta – Andria – Trani, il comprensorio che recupera i confini della cosiddetta Puglia Imperiale;
  • Taranto, nate dal quella che era la Terra d’Otranto;
  • Brindisi, porto romano per eccellenza
  • Lecce, l’estrema provincia meridionale, anche conosciuta come la Firenze del Sud.

Qui trovi la guida che ho utilizzato per pianificare i miei viaggi in Puglia!

Un week end in Puglia

Un fine settimana potra’ essere sufficiente per scoprire solamente i capoluoghi:

  • Bari e le sue chiese romaniche
  • Taranto con i suoi due mari e i tesori del Museo archeologico nazionale
  • Lecce e il barocco leccese

Una settimana in Puglia

Gli itinerari per una settimana in Puglia sono quelli che abbiamo effettivamente fatto a Settembre e Ottobre 2021. Qui trovi gli articoli in cui ne parlo:

Due settimane in Puglia

Due settimane sono appena sufficienti per:

  • Muoversi nel cuore del Salento: Otranto e i comuni della Grecia Salentina, Gallipoli, Ugento, Santa Maria di Leuca , Galatina, Poggiardo e Specchia
  • Il Gargano e le Isole Tremiti: passando per la Forestra Umbra, Vignanotica, Vieste, Ischitella, Vico del Gargano, Isola di San Nicola (i traghetti partono da Vieste), San Domino (leggi qui il nostro percorso)
  • La Valle d’Itria e il Brindisino: dalla Riserva naturale di Torre Guaceto, a Ostuni, Torre di Canne, Savelletri, Oria, Mesagne, Cisternino, Locorotondo, Martina Franca, Alberobello.

Articoli recenti:

Una settimana in Puglia: Vieste e il Gargano con i bambini

Probabilmente fondata da Dauni, successivamente colonia greca e poi municipium romano, e’ da sempre stata contesa per la sua posizione.

Il borgo di Vieste e’ affascinante ed arroccato tra le scalinate e i vicoli intorno alla Punta di San Francesco, dove si trovano la Chiesa e il Monastero omonimi.

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Il dubbio poteva essere soggiornare a Vieste o Mattinata, ma alla fine abbiamo scelto Vieste perche’ e’ esattamente a meta’ tra tutte le destinazioni che ci siamo prefissate per la vacanza.

Nota da ricordare: da Vieste partono anche i traghetti per le isole Tremiti.

Gli imperdibili durante un soggiorno sul Gargano

  • La Foresta Umbra
  • I panorami tra Vieste e Mattinata
  • La Baia di Vignanotica
  • I trabucchi tra Vieste e Peschici
  • Rodi Garganico
  • Birdwatching ai laghi di Lesina e Varano

Qui trovi la guida che ho utilizzato per pianificare i miei viaggi in Puglia!

Il nostro itinerario

Partendo con due bambini di 2 anni, la nostra partenza e’ costata una sveglia alle 4.00 di mattina in modo da poter viaggiare con i bambini addormentati per un bel tratto di strada.

La prima tappa l’abbiamo fatta a Lesina: colazione sul lago per sgranchire le gambe prima di arrivare a Vieste. Considerate che da Lesina a Vieste rimane un’oretta di viaggio, tutta curve e stradine strette. Per noi e’ stato perfetto poterci fermare e far svagare i bimbi prima dell’ultimo pezzo di strada.

Arrivati a Vieste, ci siamo organizzate in modo da andare a fare spesa per poter pranzare, riposare ed essere pronti per il pomeriggio. Nel nostro caso abbiamo scelto il mare di Vieste: avendo fatto molta strada ci e’ sembrata una scelta ideale per poter far sfogare i duenni.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Mini Bar di Argentieri Marianna (per una colazione vista lago)

CENA: La Grande Paposceria (prezzi medio bassi, cena tipica Pugliese)

Dopo un meritato riposo post viaggio, abbiamo puntato subito alla Foresta Umbra a 1 ora e 20 di macchina da Vieste.

Abbiamo passato la mattina a visitare la foresta senza farci mancare l’imperdibile tappa “Daini“. Poco distante dal centro potete trovare una parte di foresta recintata e abitata da dei bellissimi Daini. Non si puo’ dare da mangiare agli animali, ma e’ possibile acquistare il mais per poterli far avvicinare.

Sulla via del ritorno siamo passati da Rodi Garganico dove ci siamo persi tra i vicoli caratterizzati da murales e scritte locali. Una vista e un’atmosfera unica!

DOVE ABBIAMO MANGIATO

PRANZO: al sacco nella foresta Umbra

MERENDA: Pasticceria Rodi

CENA: La Lanterna

Da Vieste trovate le indicazioni per arrivare a Mattinata percorrendo tutta la strada litoranea, un percorso pieno di curve ma con delle visuali mozzafiato. Il mio consiglio e’ quello di fare questa strada e fermarvi quando vedete delle piazzole di sosta perche’ si nascondono degli scorci unici e mozzafiato!

Come abbiamo gestito un percorso di questo genere con due bambini piccoli in macchina?

Prima di partire ci siamo fermati a prendere il caffe’ sulla lunghissima spiaggia dove potete ammirare il Pizzomuno.

Abbiamo dato libero sfogo a corse, capriole e a tutta la vivacita’ che potevano avere. Una volta in macchina si sono addormentati dopo pochi chilometri (e siamo state consapevoli che questo avrebbe pregiudicato il sonnellino pomeridiano).

Dopo aver seguito la litoranea fino a Mattinata, abbiamo girato il centro del paese e fatto pranzo in una via tra le piu’ caratteristiche del paese

Dopo pranzo abbiamo ripreso la macchina in direzione Baia di Vignanotica. Con le sue falesia bianche a piccol sul mare, si arriva percorrendo la SP53 che conduce a un parcheggio a pagamento (10€ per tutto il giorno, 5€ per il pomeriggio). Da qui ha inizio un sentiero che arriva fino alla spiaggia.

NOTA: il sentiero viene descritto come “asfaltato” e quindi percorribile con il passeggino. Non e’ asfaltato, e’ ghiaioso e con pietre non adatto quindi a tutti i passeggini. Detto cio’, siamo riuscite a scendere e salire con i bambini nel passeggino ma con un po’ di fatica.

La spiaggia e’ ben attrezzata e sono presenti due bar a disposizione.

Abbiamo passato il pomeriggio nella spiaggia libera e siamo tornati a Vieste al calar del sole.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Lido Golden Beach di Vieste

PRANZO: La Vineria di Mattinata (prezzo nella media)

MERENDA: Lido Baia dei Gabbiani

CENA: Molo 54 (prezzo medio alto, ma cucina strepitosa. Hanno alternative anche per celiaci, consigliatissimo il caciocavallo alla griglia, il piu’ buono mai mangiato)

In direzione Peschici, abbiamo fatto una tappa a 15 minuti dall’arrivo per visitare una nuova Baia e far giocare i bambini. L’idea iniziale era di arrivare alla spiaggia di Zaiana, difficile pero’ da affrontare con due bambini piccoli.

Abbiamo quindi optato per la piu’ facilmente raggiungibile Baia Mannaccora, una delle localita’ storiche del Gargano.

Dopo la breve tappa siamo ripartiti in direzione Peschici. Non e’ facile descrivere il colpo d’occhio che sorprende il visitatore che arriva a Peschici: si distingue molto dagli altri paesi del Gargano quasi a ricordare i paesi delle Cicladi (fu infatti findata da popolazioni slave nel X secolo).

Dopo il pranzo abbiamo ripercorso la litoranea in senso opposto e ci siamo fermati nell’imperdibile spiaggia di Torre di Sfinale.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Bar Lido di Mannacore

PRANZO: Ristorante la Taverna (molto molto buono, prezzo medio alto)

MERENDA: Lido del Piacere, Localita’ Sfinale

CENA: La Cantina a Vieste (scongliatissi, prodotti non di qualita’ e abbiamo aspettato 1h un petto di pollo per i bambini)

Abbiamo deciso di dedicare l’ultimo giorno a Vieste: partendo dalla parte storica siamo arrivate al mercato cittadino. Per poterla visitare bastera’ perdersi tra le piccole vie che la compongono e lasciarti trasportare dai colori e dai profumi che aleggiano.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Bar Caffe’ Seggio ( e’ il bar nell’unica piazzetta interna del centro storico. Vista stupenda)

Hai a disposizione una settimana per visitare una parte della Puglia?

Se stai cercando un’alternativa valida che non sia sul Gargano ma piu’ a sud, questa guida fa per te! Una settimana tra Bari e Monopoli, attraverso le piu’ belle spiagge della costa.

Hai a disposizione due settimane per visitare la Puglia?

Puoi pensare di fare una settimana sul Gargano tra Peschici, Vieste e Mattinata; la seconda settimana scendere sulla costa da Bari a Monopoli.

Articoli recenti:

Vacanze a Vieste – Tutto quello che c’e’ da sapere

Vallo a spiegare a chi non e’ nato a Vieste, che le case bianche, unite da archetti, a strapiombo sulla roccia, non sono spolverate da borotalco. E’ l’intonaco, in pieno stile mediterraneo, a dare a Vieste questo candore, quasi accecante.

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Visitare Vieste – tutti i consigli utili

Il bianco e’ il colore che domina ovunque: tra le viuzze talmente strette che fa fatica a passarci una macchina, alle scalinate che confluiscono alla piazza centrale. Perdersi in questi vicoli e stradine e’ l’unico modo per conoscere Vieste.

Che cosa vedere assolutamente a Vieste

Si puo’ partire dal punto piu’ alto dove si trova il castello di origine normanno – svevo; da questo punto c’e’ una vista mozzafiato sul mare. Poi si puo’ proseguire con una visita alla Cattedrale in stile romanico e il campanile in stile barocco, fino alla “Chianca Amara”, la pietra (anch’essa bianca) che ricorda l’eccidio dei viestani da parte dei pirati turchi.

Imperdibile, poi, il mercato di Vieste con tutti i prodotti tipici della tradizione: dai formaggi, ai peperoncini, ai prodotti sott’olio. Perdetevi tra i sapori di questa terra, unici ed inimitabili.

Il faraglione di Pizzomunno – la leggenda

Narra la storia d’amore tra una fanciulla di nome Cristalda, dai lunghi capelli color oro, e un giovane pescatore, Pizzomunno.

Ogni giorno Pizzomunno, con la sua barca, andava per mare e le sirene, ammaliate dal suo sorriso, emergevano dalle onde e intonavano in suo onore melodiosi canti marini.

Queste creature erano prigioniere dello sguardo di Pizzomunno, ma lui amava solo Cristalda e vane erano le offerte delle sirene. Una sera, le sirene prese da eccesso di gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondita’ marine. Invano Pizzomunno rincorse la voce disperata dell’amata ed il mattino successivo, i pescatori, trovarono sulla spiaggia quel bianco scoglio che la leggenda dice essere il giovane Pizzomunno pietrificato dal dolore. Si dice che solo ogni cento anni le sirene consentono all’infelice Cristalda di riemergere, per ritrovare il suo amante e rivivere cosi’, solo per un giorno, il loro amore.

Sei curioso di sapere cosa posso fare per te?

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Week end in Valle d’Aosta

Come organizzare un week end in Valle d’Aosta?

Cosi’ come per tutte le regioni d’Italia possiamo certamente affermare che abbiamo l’imbarazzo della scelta su dove andare e che cosa fare, perche’ ovunque si decida di andare alla fine si cade sempre in piedi.

Questo e’ stato il nostro umile itinerario che ha voluto unire due giorni di sci a un po’ di sano turismo, il tutto smorzato dalle esigenze del nostro piccolo Noah (2 mesi e mezzo) che ovviamente non poteva stare infinite ore al freddo.

Siamo quindi arrivati il giovedi’ sera al nostro agriturismo e abbiamo passato la maggior parte del week end tra le piste e Courmayeur (ne parlo qua).

La nostra mini-vacanza e’ stata cosi’ speciale anche perche’ abbiamo avuto la fortuna di vivere e dormire in una realta’ come ne rimangono ormai poche. Un agriturismo (la Reve) mandato avanti da 3 donne che si occupano di tutto: dalla pulizia delle stanza, alla colazione del mattino con i loro prodotti a km 0, alla cura delle capre, pony, cavalli e della fattoria in generale. Quello che abbiamo veramente apprezzato e’ stato lo stile famigliare (tanto e’ vero che nel periodo in cui abbiamo soggiornato non potevano offrire il servizio di ristorazione perche’ avevano le capre a cui badare che avrebbero partorito da li a poco).

La domenica mattina abbiamo invece deciso di partire abbastanza presto e dedicarci a un po’ di turismo.

Aosta

Aosta (580 m), capoluogo regionale della Valle d’Aosta, si estende a ventaglio al centro della regione, in un’ampia pianura circondata da alte montagne, tra cui il Grand Combin e il Mont Vélan a nord, il Mont Emilius e la Becca di Nona a sud e la Testa del Rutor a ovest.

Aosta sorge alla confluenza delle strade che conducono in Francia e in Svizzera attraverso i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo e, solo in estate, anche attraverso gli storici passi alpini del Piccolo San Bernardo e del Gran San Bernardo.

 

83621330_492940904951505_46484899196043264_nNoi abbiamo deciso di dirigerci nel capoluogo in mattinata, e dopo un’oretta di macchina da Courmayeur siamo giunti a destinazione per la colazione in uno dei posticini piu’ magici in cui abbia mai sorseggiato un cappuccino. Un bar (Fleurs Folie) che sa di tisaneria vecchio stile, di fioraio, di negozio d’arredamento boho chic e che in realta’ e’ probabilmente la migliore espressione di quelle che possono essere gli interessi della proprietaria.

 

Forte di Bard

Dopo la mattinata ad Aosta abbiamo proseguito per la nostra strada del ritorno facendo pero’ ancora una tappa (obbligatoria) in uno dei posti che mi ha affascinato di piu’: il forte di Bard. Noto anche per esser apparso nelle riprese degli Avengers, e’ rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento.

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Qui ci siamo fermati a Casa Ciuca per un pranzo in perfetto stile valdostano con piatti che avevano tutto il sapore delle ricette di una volta. Se andate a visitare il forte nell’orario dei pasti, questa deve essere assolutamente la vostra meta… la polenta con il cinghiale e’ imperdibile!

 

Leggi anche:

img_8062Le funivie del monte Bianco – Skyway

Come sono nate ed evolute le funivie del monte Bianco? Ecco perche’ consiglio di fare lo Skyway al meno una volta nella vita!

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img_8060Cosa fare due giorni a Courmayeur (con infante)

 

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Cosa fare due giorni a Courmayeur (con infante)

Fatemi iniziare questo articolo con una frase che sa di vecchio ma che rappresenta perfettamente il mio stato attuale. Sembra passata una vita dall’ultima volta che sono venuta in montagna. In realtà è passato solo un anno, ma le cose sono cambiate radicalmente.

Quest’anno la settimana bianca è con lui, il mio piccolo elfo (come lo chiamano gli amici) personale con cui condividere le giornate scandite al ritmo di poppate ogni 3 ore. Niente sci, niente spa, niente funivie ma questo non vuol dire non godersi questo stupendo paesello che ha molto da offrire.

Ma prima di tutto, come ci siamo organizzati con un bambino di 2 mesi e mezzo a -7 gradi?

In realtà non è stato così difficile, siamo programmati per tenere i nostri pulzelli al caldo. Ho quindi semplicemente adeguato il vestiario: oltre al passeggino con il sacco e la coperta calda, abbiamo portato 3 maglie di lana e l’immancabile berretto caldo.

Come fare a salire a 1200mt con un neonato?

In maniera quasi ossessiva gli ho dato il ciuccio in modo che con il movimento della suzione non ci fosse il rischio di perforargli un timpano.

Dal giorno dopo invece abbiamo girato senza più problemi grazie all’aclimatamento.

Come fare con i tempi?

I tempi li scandisce sempre lui: la mattina lo allattavo in camera e poi uscivo per due orette. Poi ritornavamo al caldo (bar o camera).

C’è da dire che nonostante mi abbiano detto che la funivia (la prima che porta all’inizio delle piste) potevamo prenderla senza problemi (perché molto lenta), ho preferito non rischiare e godermi il sole caldo in paese senza l’ansia di dover fare corse fuori programma in ospedale. Sicuramente quando sarà un po’ più grande non mi farò tanti problemi.

Il paese

Così come la maggior parte dei paesi di montagna, sembra che il Natale si protragga per mesi: lucine, alberi e palle che creano un’atmosfera stupenda e caratteristica. Il calore dei bar lungo la strada, delle coperte pesanti con un cappuccino, dei tenui raggi di sole che sbucano attraverso le nuvole. Per noi sono stati due giorni dove abbiamo potuto respirare l’aria buona, ma buona veramente.

Informazioni utili:

img_8073Il paese è facilmente girabile con qualsiasi passeggino ma, laddove non l’abbiate portato, è possibile affittarlo così come qualsiasi altra attrezzatura. Basta andare nel centro di Courmayeur in uno dei negozi tecnici che si incontrano lungo la strada per poter richiedere il passeggino a tre ruote o lo zaino per poter portare il proprio bambino.

 

 

Le funivie del monte Bianco – Skyway

L’idea di collegare le due stazioni più prestigiose delle Alpi (Courmayeur e Chamonix) attraverso il cuore del massiccio del monte Bianco, nacque dall’immaginazione per l’epoca fervida e quasi matta del Conte Lora Totino. Essendo già operativa la funivia che collegava La Palud con Rifugio Torino (3335 m.), si trattava di costruire un troncone di 250m e di 150m di dislivello per raggiungere punta Helbronner per poi unire le due stazioni mediante la Liason.

La cabina

La terza sezione, iniziata nella primavera del 1954 e collaudata nel 1957, congiunge il rifugio Torino a l’Aiguille du Midi, passando per la punta Helbronner e il Gros Rognon, provvidenziale sostegno naturale. Qui nella foto in alto c’e’ la cabina va e vieni che collegavano la stazione del rifugio Torino a punta Helbronner. Il 19 aprile 2012 l’ultimo tratto della funivia e’ stato smantellato per i lavori di rifacimento terminati poi nel 2015.

Le funivie Monte Bianco oggi e le Terrazze panoramiche del Rifugio Torino

La tratta La PaludRifugio Torino e’ oggetto di costante rinnovamento tecnologico continuando il regolare esercizio turistico. Permette infatti di raggiungere entrambe le terrazze panoramiche di Rifugio Torino a 3335m e 3375m (balconi naturiali su Courmayeur), punto ad oggi piu’ vicino alla vetta del Monte Bianco raggiungibile con mezzi meccanici.

Skyway Monte Bianco non è solo una funivia per arrivare a 3.466 metri. È un’idea: avvicinare l’uomo alla montagna e al cielo, allargare gli orizzonti e superare i confini. Panorami da esplorare ed il cielo da incontrare.