Una settimana in Puglia: Vieste e il Gargano con i bambini

Probabilmente fondata da Dauni, successivamente colonia greca e poi municipium romano, e’ da sempre stata contesa per la sua posizione.

Il borgo di Vieste e’ affascinante ed arroccato tra le scalinate e i vicoli intorno alla Punta di San Francesco, dove si trovano la Chiesa e il Monastero omonimi.

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Il dubbio poteva essere soggiornare a Vieste o Mattinata, ma alla fine abbiamo scelto Vieste perche’ e’ esattamente a meta’ tra tutte le destinazioni che ci siamo prefissate per la vacanza.

Nota da ricordare: da Vieste partono anche i traghetti per le isole Tremiti.

Gli imperdibili durante un soggiorno sul Gargano

  • La Foresta Umbra
  • I panorami tra Vieste e Mattinata
  • La Baia di Vignanotica
  • I trabucchi tra Vieste e Peschici
  • Rodi Garganico
  • Birdwatching ai laghi di Lesina e Varano

Qui trovi la guida che ho utilizzato per pianificare i miei viaggi in Puglia!

Il nostro itinerario

Partendo con due bambini di 2 anni, la nostra partenza e’ costata una sveglia alle 4.00 di mattina in modo da poter viaggiare con i bambini addormentati per un bel tratto di strada.

La prima tappa l’abbiamo fatta a Lesina: colazione sul lago per sgranchire le gambe prima di arrivare a Vieste. Considerate che da Lesina a Vieste rimane un’oretta di viaggio, tutta curve e stradine strette. Per noi e’ stato perfetto poterci fermare e far svagare i bimbi prima dell’ultimo pezzo di strada.

Arrivati a Vieste, ci siamo organizzate in modo da andare a fare spesa per poter pranzare, riposare ed essere pronti per il pomeriggio. Nel nostro caso abbiamo scelto il mare di Vieste: avendo fatto molta strada ci e’ sembrata una scelta ideale per poter far sfogare i duenni.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Mini Bar di Argentieri Marianna (per una colazione vista lago)

CENA: La Grande Paposceria (prezzi medio bassi, cena tipica Pugliese)

Dopo un meritato riposo post viaggio, abbiamo puntato subito alla Foresta Umbra a 1 ora e 20 di macchina da Vieste.

Abbiamo passato la mattina a visitare la foresta senza farci mancare l’imperdibile tappa “Daini“. Poco distante dal centro potete trovare una parte di foresta recintata e abitata da dei bellissimi Daini. Non si puo’ dare da mangiare agli animali, ma e’ possibile acquistare il mais per poterli far avvicinare.

Sulla via del ritorno siamo passati da Rodi Garganico dove ci siamo persi tra i vicoli caratterizzati da murales e scritte locali. Una vista e un’atmosfera unica!

DOVE ABBIAMO MANGIATO

PRANZO: al sacco nella foresta Umbra

MERENDA: Pasticceria Rodi

CENA: La Lanterna

Da Vieste trovate le indicazioni per arrivare a Mattinata percorrendo tutta la strada litoranea, un percorso pieno di curve ma con delle visuali mozzafiato. Il mio consiglio e’ quello di fare questa strada e fermarvi quando vedete delle piazzole di sosta perche’ si nascondono degli scorci unici e mozzafiato!

Come abbiamo gestito un percorso di questo genere con due bambini piccoli in macchina?

Prima di partire ci siamo fermati a prendere il caffe’ sulla lunghissima spiaggia dove potete ammirare il Pizzomuno.

Abbiamo dato libero sfogo a corse, capriole e a tutta la vivacita’ che potevano avere. Una volta in macchina si sono addormentati dopo pochi chilometri (e siamo state consapevoli che questo avrebbe pregiudicato il sonnellino pomeridiano).

Dopo aver seguito la litoranea fino a Mattinata, abbiamo girato il centro del paese e fatto pranzo in una via tra le piu’ caratteristiche del paese

Dopo pranzo abbiamo ripreso la macchina in direzione Baia di Vignanotica. Con le sue falesia bianche a piccol sul mare, si arriva percorrendo la SP53 che conduce a un parcheggio a pagamento (10€ per tutto il giorno, 5€ per il pomeriggio). Da qui ha inizio un sentiero che arriva fino alla spiaggia.

NOTA: il sentiero viene descritto come “asfaltato” e quindi percorribile con il passeggino. Non e’ asfaltato, e’ ghiaioso e con pietre non adatto quindi a tutti i passeggini. Detto cio’, siamo riuscite a scendere e salire con i bambini nel passeggino ma con un po’ di fatica.

La spiaggia e’ ben attrezzata e sono presenti due bar a disposizione.

Abbiamo passato il pomeriggio nella spiaggia libera e siamo tornati a Vieste al calar del sole.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Lido Golden Beach di Vieste

PRANZO: La Vineria di Mattinata (prezzo nella media)

MERENDA: Lido Baia dei Gabbiani

CENA: Molo 54 (prezzo medio alto, ma cucina strepitosa. Hanno alternative anche per celiaci, consigliatissimo il caciocavallo alla griglia, il piu’ buono mai mangiato)

In direzione Peschici, abbiamo fatto una tappa a 15 minuti dall’arrivo per visitare una nuova Baia e far giocare i bambini. L’idea iniziale era di arrivare alla spiaggia di Zaiana, difficile pero’ da affrontare con due bambini piccoli.

Abbiamo quindi optato per la piu’ facilmente raggiungibile Baia Mannaccora, una delle localita’ storiche del Gargano.

Dopo la breve tappa siamo ripartiti in direzione Peschici. Non e’ facile descrivere il colpo d’occhio che sorprende il visitatore che arriva a Peschici: si distingue molto dagli altri paesi del Gargano quasi a ricordare i paesi delle Cicladi (fu infatti findata da popolazioni slave nel X secolo).

Dopo il pranzo abbiamo ripercorso la litoranea in senso opposto e ci siamo fermati nell’imperdibile spiaggia di Torre di Sfinale.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Bar Lido di Mannacore

PRANZO: Ristorante la Taverna (molto molto buono, prezzo medio alto)

MERENDA: Lido del Piacere, Localita’ Sfinale

CENA: La Cantina a Vieste (scongliatissi, prodotti non di qualita’ e abbiamo aspettato 1h un petto di pollo per i bambini)

Abbiamo deciso di dedicare l’ultimo giorno a Vieste: partendo dalla parte storica siamo arrivate al mercato cittadino. Per poterla visitare bastera’ perdersi tra le piccole vie che la compongono e lasciarti trasportare dai colori e dai profumi che aleggiano.

DOVE ABBIAMO MANGIATO

COLAZIONE: Bar Caffe’ Seggio ( e’ il bar nell’unica piazzetta interna del centro storico. Vista stupenda)

Leggi anche qui:

Hai a disposizione una settimana per visitare una parte della Puglia?

Se stai cercando un’alternativa valida che non sia sul Gargano ma piu’ a sud, questa guida fa per te! Una settimana tra Bari e Monopoli, attraverso le piu’ belle spiagge della costa.

Hai a disposizione due settimane per visitare la Puglia?

Puoi pensare di fare una settimana sul Gargano tra Peschici, Vieste e Mattinata; la seconda settimana scendere sulla costa da Bari a Monopoli.

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Il cammino di Matera: 170 km da Bari a Matera con Giulia

Se state pensando di fare il Cammino materano e cercate tutte le informazioni necessarie per realizzare quest’avventura straordinaria, siete QUASI nel posto giusto.
Dico quasi perche’ l’avventura l’ha fatta un’altra Giulia (ps: posso dirlo? Penso proprio di si visto che cosa ha fatto…quindi lo dico: un nome, una garanzia. Ecco, l’ho detto.)

A luglio 2021 Giulia ha affrontato il suo cammino materano e io mi sono immersa in questo viaggio insieme a lei, attraverso i percorsi, la storia, le curiosita’ e tutte le casette che l’hanno ospitata strada facendo.

Le tappe del Cammino Materano: da Bari ai Sassi unesco di Matera

Nella sua guida su thelostavocado potete trovare tutte le tappe che ha fatto da Bari ai Sassi UNESCO di Matera lungo la via Peuceta.

Che cosa troverete in questa guida?
Tappa per tappa troverete una infinita’ di curiosita’, di storia locale e di informazioni utili per dormire e (soprattutto) mangiare. Giulia racconta questo cammino a cuore in mano, mettendo tutta la sua abilita’ nella scrittura al servizio delle terre che ha pestato, passo dopo passo.

La guida completa per il cammino Materano: la lista per preparare lo zaino, i contatti utili, le vie e le tappe, dove dormire, dove mangiare e i must have per affronatre la Via Peuceta in 7 giorni.

Sono 75 pagine di guida scritte da Giulia in maniera magistrale (l’ho gia’ detto che scrive benissimo?!). Dopo questa guida il prossimo passo e’ scrivere per la Lonely Planet, ne sono sicura.

E dunque come ottenere questo preziosissimo lascito per i futuri viaggiatori della via Peuceta? Vi basta chiedere a Giulia!

Mandatele un messagino su IG o passatela a trovare sul blog thelostavocado. Sono sicurissima che una volta scoperta verrete travolti dai suoi viaggi, dalle sue mille perle e dai contenuti sempre super interessanti.

Oppure su @giulia_gribaudo_

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Viaggio in Thailandia fai da te – itinerario per due settimane

Il 18 giugno 2018 partii con il mio compagno per quella che divenne la nostra prima avventura: due settimane in giro per la Thailandia con un itinerario abbozzato prima di partire ma liberi di muoverci come volevamo grazie al nostro programma “zaino in spalla”.


Dopo quelle due settimane spesso sono stata contattata per rispondere alle più svariate domande sul mio viaggio: come ci siamo organizzati, dove siamo andati, come ci siamo spostati, quali difficoltà abbiamo incontrato, quanto abbiamo speso…insomma, quelle stesse domande che chiunque voglia partire alla volta della Thailandia potrebbe voler fare. Ho scritto qui quella che è stata la mia avventura giorno per giorno, ma ho deciso di fare una guida introduttiva per poter togliere tutti i dubbi per chi volesse partire alla volta di quella splendida terra che è la Thailandia.

Quando andare in Thailandia

Noi siamo partiti il 18 di giugno ma questo era uno dei periodi più sconsigliati causa piogge e monsoni. Grazie al fattore fortuna abbiamo preso pioggia solamente un paio di volte quando eravamo sull’isola di Phuket. Ad ogni modo il clima migliore è tra novembre e marzo, quando ci sono meno piogge e il clima è meno afoso. In generale, sono sconsigliati i mesi di Aprile, Maggio, Settembre e Ottobre, caratterizzati da piogge torrenziali e caldo soffocante.

Quanto costa un viaggio in Thailandia?

Dipende. E’ forse questa e’ la risposta piu’ giusta perche’ in Thailandia puoi veramente pensare di fare una vacanza all’insegna del risparmio, cosi’ come puoi spendere piu’ del doppio a seconda delle zone che visiti e delle esperienze che vuoi portarti a casa. Tendenzialmente si spende sui 500 euro di volo andata e ritorno con uno scalo e questa per noi e’ stata la spesa piu’ corposa. Per il dormire e il mangiare la spesa puo’ oscillare notevolmente, ma vi faccio il mio esempio:

  • DORMIRE: abbiamo speso tendenzialmente l’equivalente di 15 euro a notte in una doppia in hotel a 3 stelle (che di hotel comunque avevano ben poco ovviamente). La situazione piu’ cara l’abbiamo trovata a Phuket dove per 4 notti abbiamo speso poco piu’ di 100 euro ma, a differenza di Bangkok e del resto dell’itinerario, la nostra disposizione era super pulita e in un contesto molto curato. In totale abbiamo speso sui 250€ per due settimane in due persone.
  • MANGIARE: Bangkok e le isole sono le zone dove pagherai di piu’ per mangiare. Ad ogni modo, e’ pieno di cibo d’asporto lungo le strade e i ristoranti sono molto economici se paragonati a quelli europei. Normalmente facevamo sempre cena al ristorante e abbiamo sempre speso dai 10€ ai 15€ (mangiando veramente in abbondanza). Se poi si va fuori dalle zone turistiche si puo’ spendere ancora meno: ad Ayutthaya abbiamo trovato un posto di fortuna dove fare cena e abbiamo speso 3€ per due curry, una bottiglia d’acqua e una birra in bottiglia.

Itinerario due settimane in Thailandia

Nello specifico abbiamo fatto:



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10 motivi per viaggiare in Italia

Siamo i primi a elogiare il nostro Bel Paese, siamo i primi a dire che un turista dovrebbe scegliere l’Italia come prima destinazione al posto di molte altre mete europee… ma poi, immancabilmente, siamo anche i primi che prendono un volo e vanno in giro per il mondo al posto di visitare tutto quello che il nostro territorio ha da offrire.

Quest’anno non abbiamo scuse: che sia una fuga di un week end, una settimana o piu’; che sia nella propria regione o in quelle limitrofe; che sia una vacanza spartana o organizzata secondo decreto… comunque vada, abbiamo 10 motivi per scegliere di rimanere in Italia!

1. I giardini

Decantati da Poeti e pittori, i giardini sono una delle meraviglie del nostro Paese. Sono 122 giardini divisi tra 12 Regioni facenti parte di Grandi Giardini Italiani, la rete d’eccellenza fondata nel 1997 dall’inglese Judith Wade.

Suddivisi tra Giardini botanici, paesaggistici, storici, orti botanici, giardini moderni e dell’arte… l’italia possiede un volere inestimabile di verde visitabile!


2. Il mare

Nel cuore del Mediterraneo, la penisola italiana vanta di 7458 chilometri di costa. C’è l’imbarazzo della scelta su dove andare. Molto dipende dai vostri gusti e dalle vostre propensioni, c’è chi sceglie il mare più bello per fare sport acquatici, chi preferisce le acque poco profonde dell’Adriatico e chi invece predilige il mare delle isole più belle d’Italia. Per aiutarvi nella scelta, qui trovate la classifica delle spiagge più belle d’Italia. 

3. I borghi storici

Sono 289 (inclusi 3 “onorari”) i piccoli centri storici inferiori ai 15 mila abitanti. La storia dei borghi è la storia d’Italia, dalle mille sfaccettature e dai mille volti, con un patrimonio artisticoculturaleeno-gastronomico fra i più conosciuti e rinomati al mondo.

Leggi ” Giornata a Canfaito ed El Cito, il borgo incantanto“.

4. La montagna

Le montagne occupano il 35% del territorio italiano, suddiviso in Alpi ed Appennini. Da notare e sottolineare che tutti i 4 gruppi montuosi che superano i 4.000 metri (escluso il Bernina la cui massima cima nel nostro Paese arriva a 3.996 metri) interessano il territorio della più piccola regione italiana, la Valle d’Aosta. Le uniche due regioni che non superano i 2.000 metri sono la Sardegna, di poco visto che si arriva a 1.834 m., e la Puglia, che si ferma ai 1.152 metri del Monte Cornacchia.

Sono quindi infiniti i trekking che possono essere intrapresi su tutto il territorio, a seconda della difficolta’ e della quantità di giorni a disposizione!

5. Le attivita’

Grazie alla conformazione dello stivale e’ possibile usufruire i tutti i panorami che la natura puo’ regalare: dal mare alle colline, alle montagne; le attività legate sono quindi innumerevoli e permettono di scegliere il tipo di vacanza ideale che si sta cercando! Qui trovi un elenco di 50 attività che puoi fare senza uscire dal Bel Paese.

6. Il cibo

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Il cibo italiano è il migliore del mondo ed infatti è il più imitato. Abbiamo un patrimonio gastronomico talmente variegato da far invidia a chiunque. L’agroalimentare italiano ha raggiunto dei primati qualitativi e di sicurezza tali da essere apprezzati in tutto il mondo!

Si puo’ anche dire che ogni regione ha un patrimonio culinario tutto suo, perche’ non pensare quindi a un bel tour gastronomico?

7. Il buon bere

Se l’Italia è una delle più importanti destinazioni turistiche del mondo, ciò non si deve solo alla presenza di un patrimonio storico-artistico inestimabile e all’incredibile varietà dei suoi paesaggi, ma anche alla ricchissima offerta enogastronomica, che viene riconosciuta ovunque come uno dei tratti distintivi del Belpaese. L’introduzione del vino nel nostro paese si deve a due popoli principalmente: i Fenici e i Greci; qui di seguito potete ripercorre (attraverso 10 itinerari da nord a sud) la gloriosa storia che hanno reso grande l’industria vinicola italiana.

8. Le colazioni

Tipicamente dolce, è il rituale più piacevole ed importante della giornata. Ricca e gustosa, conosce diverse varianti da regione a regione. Ecco quindi che dal croissant alla marmellata si passa al panino al tonno; dal cappuccino si passa alla spremuta di arancia e cosi’ via.

(Leggi ad esempio colazione a Portonovo, un’esperienza strepitosa in riva al mare).

9. La storia

La storia Italiana e’ qualcosa di ineguagliabile: lo sappiamo noi e lo sanno anche gli stranieri che ogni anno decidono di visitare l’italia per poter assaporare un pezzo di antichita’. Ogni paese, strada… ogni angolo del nostro paese ha una storia da raccontare, perche’ non decidere quindi di ascoltarne un paio?!

10. I siti Unesco

Nessun Paese ne ha tanti quanto l’Italia. Sono arrivati oggi a 55 i siti del Belpaese riconosciuti patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Distribuiti su tutto il territorio, da nord a sud isole comprese, sono il tesoro piu’ grosso di cui possiamo disporre. Qua puoi trovare tutti e 55 i siti riconosciuti fino ad oggi.

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La riviera del Conero: le piu’ belle spiagge da vedere

Quando leggete che la regione Marche e’ adatta per tutti i tipi di turismo, non e’ la solita frase che si legge per accattivare i viaggiatori creduloni. E’ una regione veramente polivalente dove si puo’ pianificare una vacanza che rispetti al 100% le proprie esigenze.

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In questo articolo parliamo delle spiagge che vi aspettano in questo stupendo territorio e che si adattano perfettamente sia per la vacanza in famiglia sia per i viaggiatori in cerca di qualcosa di un po’ piu’ selvaggio.

(Se invece avete un cane e volete giustamente condividere le vacanze con lui ci sono queste spiagge qui!)

Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona.

SPIAGGE ADATTE A TUTTI:

  1. Spiaggia di Portonovo

    81569376_789454461520444_7731166296460492800_nLa baia di Portonovo viene anche definita la Baia Verde per la sua peculirità di essere completamente immersa nella natura del Parco del Conero e lontana dalle strade più trafficate. Vi troverete in una vera e propria oasi di verde e azzuro, tra acque cristalline e panorami mozzafiato. Perfetta per una giornata di sole e mare e… buon cibo naturalmente!
  2. Spiaggia di San Michele

    Certificata Bandiera Blu 2018, la spiaggia si trova nel Comune si Sirolo. Dal centro storico di Sirolo potete raggiungere questa meravigliosa baia percorrendo a piedi il sentiero che parte dal Parco della Repubblica.
  3. Spiaggia dei Sassi Neri

    Prende il nome dalle rocce scure del suo fondale. Si raggiunge a piedi dalla spiaggia di San Michele. La spiaggia e’ a ghiaia fine, ciottoli e roccia. Si alternano tratti di spiaggia libera e tratti con stabilimenti balneari.
  4. Spiaggia del Passetto

    La spiaggia del Passetto di Ancona è la spiaggia degli anconetani, molto frequentata dai cittadini per una tintarella o un tuffo veloce, magari approfittando della pausa pranzo. La spiaggia è situata alla fine del Viale della Vittoria, nel quartiere Adriatico, dove la zona della pineta si affaccia a strapiombo sul mare. Dal bianco e maestoso Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale si scende per una grande scalinata che conduce alla spiaggia del Passetto. Se amate la “vita facile”, potrete invece utilizzare un comodo ascensore (operativo nel periodo estivo).

SPIAGGE SELVAGGE

  1. Spiaggia delle due Sorelle

    La spiaggia delle due sorelle è chiamata in questo modo per i due scogli gemelli che emergono dalle acque di questo mare limpidissimo, che se visti da nord assomigliano a due suore poste in preghiera. Essendo raggiungibile solamente via mare, questo tratto di spiaggia bianca, a ridosso del Conero, è un gioiello di natura incontaminata, senza nessun servizio.
  2. Spiaggia del Trave

    Tra Ancona e Portonovo, qui c’è un angolo particolarmente amato dagli anconetani: il Trave, una lingua rocciosa che si allunga nel mare, il Monte Conero tuffandosi verticalmente nel mare, prosegue poi per almeno un chilometro all’interno della acque dell’Adriatico come una banchina naturale.
  3. Spiaggia di Mezzavalle

    Completamente immersa nella natura del Parco del Conero, per raggiungerla bisogna affrontare un ripido stradello (più o meno 10 minuti di cammino), ma lo scenario che troverete davanti a voi, una volta arrivati in fondo, vi ripagherà di qualsiasi fatica.

    Non troverete lettini e ombrelloni, ma solamente un piccolo bar/trattoria su una lunga spiaggia bianca: il verde selvaggio del Monte Conero dietro di voi e l’azzurro cristallino del mare di fronte ai vostri occhi.

Prima esperienza: viaggio in treno con un neonato!

Per qualcuno potrebbe essere follia, per altro qualcosa di molto simile all’ordinario. Nel mio caso, invece, è stato un viaggio che mi sentivo di riuscire a fare ma che ha comportato, comunque, una buona organizzazione alle spalle. E non vi preoccupate, è risaputo che a tutti i bambini piace il dondolamento, il mio piccolo in particolare, subisce l’effetto soporifero dei mezzi di trasporto, in auto ad esempio dorme beato, salvo traffico e semafori rossi.

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DATI TECNICI.

Tratta: Ancona- Cuneo, 3 cambi treno

Noah: 1 mese e mezzo

Bagagli: 1 valigia, zaino del cambio con portafoglio e fascia, passeggino e ovetto.

L’ORGANIZZAZIONE

Sui treni funziona un pò con il “chi prima arriva meglio alloggia”, in questo caso, meglio posiziona i bagagli, molte persone sono dell’idea che con il treno, a differenza dell’aereo, si possa trasportare tutta la casa, quindi spesso le cappelliere sono piene e quindi si è costretti a sistemare il bagaglio un pò più lontano dalla seduta, quindi preparate una piccola borsa con l’occorrente per il piccolo, da posizionare ai vostri piedi.

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L’organizzazione è stata molto semplice: per gli spostamenti ci siamo sempre mossi con il passeggino mentre in treno siamo stati nella fascia ( il passeggino in treno deve rimanere rigorosamente chiuso).Allattando a richiesta ho cercato di far coincidere il momento della poppata nella mezz’ora prima dei cambi in modo tale da non avere un bambino urlante per la stazione. Il cambio invece l’ho fatto dove possibile bei bagni adibiti alla stazione, diversamente sul treno.

Il consiglio è quello di viaggiare in due, per un semplice motivo: l’accessibilità ai treni è per lo più imbarazzante. I treni regionali hanno l’ingresso ad altezza banchina e rimangono sullo stesso piano, in modo tale da non dover sollevare e scavalcare nulla per poter salire. Con le frecce, invece, il discorso è diverso. Per poter accedere al treno ci sono sempre due o tre gradoni nemmeno troppo vicini alla banchina che richiedono quindi uno sforzo non indifferente a meno che non ti faccia accompagnare da qualcuno (come nel mio caso) che faccia da sherpa.

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Se avessi dovuto prendere invece solamente 1 treno, probabilmente mi sarei affidata agli altri gentili passeggeri che ho scoperto essere molto disponibili quando vedono una mamma con un bambino.

67ea4b08-4c4d-4436-9de0-2bef01867f0fGLI INDIMENTICABILI

  • Se vostro figlio/a prende il ciuccio ricordatevi di portarne almeno 2. Se uno vi cade a terra potete salvare il viaggio e le orecchie degli altri passeggeri con il secondo.
  • Fasciatoio portatile
  • Salviettine a non finire
  • Dei giochini (non carillon)

Thailandia: due giorni a Phuket

Siamo arrivati a Phuket con uno dei tanti voli diretti che potrete trovare da Chiang Mai. Potete prenotare prima il volo spendendo veramente poco (30€ a tratta) oppure prenotare il giorno prima per poco meno di 100€ a volo.

La costa delle Andamane, con le sue acque turchesi, e’ uno di quei classici posti da cartolina che fanno desiderare di lasciare il lavoro e vivere per sempre in infradito. E vi assicuro che appena arrivati, un pensierino l’abbiamo fatto fatto anche noi: aprire una guest house e vivere in un paradiso terrestre, perche’ no.

L’inconveniente di Phuket? Questa destinazione e’ molto conosciuta e le spiagge sono sempre piu’ affollate di viaggiatori, la vita costa mediamente molto di piu’ rispetto a qualsiasi zona della Thailandia, quindi, prima di pianificare il vostro viaggio in thailandia, considerate che due giorni sull’isola potrebbero costarvi come 4 giorni nella zona nord della penisola o un paio di giorni a Bangkok.

Abbiamo prenotato i nostri giorni a Rawai, un po’ piu’ distante da quello che e’ il centro della movida, ma da cui puoi partire per le migliori escursioni via mare. Noi abbiamo pernottato qui, una soluzione super economica ma tenuta veramente bene. La struttura ha a dispisizione degli scooter che possono essere affittati per uno o piu’ giorni… e il consiglio e’ proprio quello di girare l’isola con uno scooter.

Il primo giorno abbiamo deciso di affidarci a un barcarolo che per poco (1000 bath in due) ci ha portato tutto il giorno privatamente a fare snorkeling, a vedere le piu’ belle isole che diversamente ho sempre e solo visto in copertina. Da non perdere assolutamente e’ Coral Island e James Bond Island!

Il secondo giorno abbiamo deciso invece di addentrarci alla ricerca delle stupende spiagge di Phuket:

  • Hat Kata: spiaggia paradisiaca per gli amanti del surf.
  • Hat Karon: piu’ si va a nord piu’ le spiagge diventano belle e dorate, l’acqua e’ uno specchio turchese e le spiagge sono piu’ grandi rispetto a quelle presenti nel sud dell’isola.

71101038_2407191629387818_2529556212005994496_n.jpgLa sera abbiamo deciso di dirigerci verso Patong, una delle poche vere citta’ che possiamo realmente chiamare in questa maniera. La citta’ accoglie chiunque, si puo’ trovare Starbucks cosi’ come i migliori locali dove poter mangiare.

Siamo arrivati a Patong con il taxi e, sinceramente, e’ stata una delle cose piu’ costose: mentre a Bangkok i taxi potevano costare al massimo 300 bath per arrivare a due estremitita’ della citta; Phuket invece e’ decisamente piu’ cara, abbiamo speso infatti per la corsa di andata 500 bath e per quella di ritorno 800 bath. Un salasso. E’ considerata la citta’ del peccato, forse perche’ e’ l’unico posto dell’isola dove effettivamente ragazze provocanti si mettono in mostra, dove ci sono locali per il famoso turismo sessuale di cui spesso si sente parlare.

Sicuramente due giorni non basteranno per poter vedere tutto quello che l’isola ha da offrire, ma per noi e’ stato abbastanza per poter avere un assaggio di questa faccia della Thailandia!

Islanda: come pianificare l’itinerario

Il primo grosso scoglio con cui mi sono dovuta confrontare e’ stato il voler vedere tutta l’islanda nel “poco” tempo a disposizione. Il paese e’ una terra immensa e anche solo le distanze da un posto all’altro, spesso, richiedono una mezza giornata di viaggio. Ecco perche’ e’ importante pianificare il viaggio sulla base dei km da fare e di che cosa si vuole assolutamente vedere.

Di seguito trovate degli itinerari divisi a seconda dei giorni a disposizione. Personalmente sono partita da questi macro itinerari per poi calarli sui miei giorni e sulle mie esigenze 🙂

1 week end a disposizione per scoprire l’Islanda

Potete godervi la magica aria che si respira a Reykjavik tra ristoranti, caffe’ e un po’ di cultura locale. Potrete pensare di godervi un paio d’ore di relax nella vicina Blue Lagoon e immergervi (magari sulla via del ritorno) nella desertica e fumante penisola di Reykjanes.

Leggi qui tutto quello che puoi fare:

Reykjavik

Reykjanes e il Blue Lagoon


3/4 giorni a disposizione per conoscere l’Islanda

L’itinerario che ti consiglio va ad integrare quello da un week end; oltre a quello consigliato sopra, avrai quindi il tempo di poter vedere il Golden Cirle. Il consiglio e’ quello di dirigerti, dopo essere atterrato a Keflavik, verso Hella per il pernottamento e dedicare una giornata a Geysir, Gullfoss e il parco nazionale di Pingvellir.

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Ti potrebbe interessare questo articolo per poter integrare il tuo viaggio:

Hella e il Golden Circle


Una settimana in Islanda, che cosa vedere

Le opzioni potrebbero essere due: raggiungere Vik oppure andare a nord. E personalmente ti consiglierei la seconda opzione, dove potrai trovare l’islanda reale piena di siti storici e di panorami diversi che vanno dai campi di lava ad ampi fiordi e calotte glaciali. A seconda di quanto siete “veloci” potrete pensare di arrivare fino ad Akureyri per poter fare una delle esperienze migliori della vostra vita: l’escursione per vedere le balene.

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Nell’articolo qui sotto puoi trovare tutto quello che c’e’ da vedere nei fiordi nord occidentali:

Olafsvik, Hellisandur e il parco nazionale di Snaefellsjokull


10 giorni o due settimane: l’itinerario perfetto per scoprire l’Islanda.

Nonostante la vastita’ del territorio, l’Islanda e’ sorprendentemente facile da percorrere: la classica Hringvegur (statale 1, anche nominata Ring Road) consente di girarla tutta toccando le attrattive principali. Si tratta di 1330km di strada quasi tutta asfaltata. Avendo tempo a disposizione, potrete aggiungere una miriade di altre avventure: oltre all’imperdibile escursione per vedere le balene, potrete perdervi nei mille sentieri, godervi i numerosi “pot” che ci sono lungo la strada, andare sul ghiacciaio piu’ grande d’europa.

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A fare da cornice a questo lungo anello ci sara’ la natura incontaminata, tra pecore brade e cavalli dalla ricca chioma; le pulcinelle di mare e le foche distese al sole.

Per poter pianificare questo tipo di viaggio ti consiglio di dare uno sguardo alla rubrica intera “Islanda“, in modo da poter definire quelle che saranno le tue attivita’ imprescindibili con il tempo che avrai a disposizione!


Se hai bisogno di aiuto per poter programmare il tuo viaggio, scrivimi nella sezione contatti.

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Visitare Parigi in 4 giorni: l’itinerario perfetto!

La capitale francese ha molte attrazioni imperdibili, tanto e’ vero che appena arrivati non saprete da dove cominciare…ecco perche’ e’ bene suddividere che cosa si vuole  vedere a seconda di quanti giorni si ha a disposizione prima di atterrare in uno dei due aeroporti del paese.

Come arrivare a Parigi

Arrivare a Parigi e’ facilissimo. Ci sono due aeroporti da cui potrete atterrare: Charles de Gaulle oppure Orly. Personalmente sono atterrata da Charles de Gaulle e da li ho preso la RER (Reseau Express Regional) con direzione Chatelet – Les Halles, Notre – Dame.

Ma ci sono diverse opzioni per poter raggiungere facilmente il centro da entrambi gli aeroporti.

Charles de Gaulle

Per chi arriva al Terminal 1 o 3 Aeroport de Charles De Gaulle 1
Dal Terminal 1 la RER B è raggiungibile con la navetta gratuita CDGVAL **(tempo medio di percorrenza: 6 minuti).
Dal Terminal 3 è raggiungibile tramite un sentiero (meno di 500 metri).
РPer chi arriva al Terminal 2: stazione A̩roport Charles de Gaulle 2 TGV
I Terminali 2C, 2D, 2E e 2F sono raggiungibili a piedi e tapis roulant.
I terminali 2A e 2B sono raggiungibili a piedi, ma si consiglia di prendere il bus navetta dalla stazione RER di livello N1 5.
Il Terminal 2G è raggiungibile con navetta N2 dal terminale di gate 4 C (N2 La navetta attivo tutti i giorni dalle 5:30 alle 14, tempo di percorrenza medio di 10 minuti).

Orly

Non esiste un collegamento ferroviario diretto tra l’aeroporto di Orly e il centro di Parigi. Le soluzioni possibili sono due:

Metro leggera Orlyval + RER B

Potete prendere la metro leggera Orlyval da uno dei due terminal dell’aeroporto di Orlyfino alla stazione Antony; da qui proseguire con la RER B che porta in direzione Cité Universitaire, Denfert-Rochereau, Port Royal, Luxembourg, Saint-Michel-Notre-Dame, Châtelet-Les Halles, Gare du Nord. La RER B circola tutti i giorni, con una frequenza dai 5 ai 10 minuti. Il ticket RER B + Orlyval costa €12,20 e si può acquistare stesso in aeroporto. Il tempo di percorrenza è di circa 30 – 45 minuti.

Bus navetta ″Go C Paris″ + RER C

In alternativa, si può prendere il bus navetta Go C Paris che collega entrambi i terminal dell’aeroporto con la stazione Pont de Rungis; da qui proseguire con il treno RER C che ferma a: Bibliothèque François Mitterrand, Gare d’Austerlitz, Saint-Michel-Notre-Dame, Invalides, Champ de Mars-Tour Eiffel. La RER C circola tutti i giorni, con una frequenza di 15 minuti circa. Il ticket RER C + navetta “Go C Paris” costa €6,35 e si può acquistare stesso in aeroporto. Il tempo di percorrenza in media è di 30 minuti.

Mezzi di trasporto locali

Si dovrebbe fare in tutti i viaggi, ma a maggior ragione a Parigi: CAMMINATE. Ci sono immensi viali, vicoli in cui perdersi e quello spirito francese che puoi trovare solamente se ti perdi un po’ per le strade lontano dalle principali attrazioni. Detto cio’, potrebbe pero’ essere utile fare l’abbonamento per la metropolitana, in modo tale da poter velocizzare alcuni spostamenti e sfruttare al meglio il poco tempo che si ha per poter conoscere la citta’.

Appena arrivata a Parigi ho quindi fatto il biglietto per la metro, una soluzione che comunque risceglierei dovessi andare nuovamente a visitare la capitale.

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La Regione di Parigi (Ile de France) è divisa in 6 zone concentriche e l’area metropolitana va dalla zona 1 alla 5. L’aeroporto Charles de Gaulle e Disneyland sono nella zona 5, Orly e Versailles nella zona 4, mentre il centro di Parigi è nella zona 1, il quale si trova all’interno del Boulevard Peripherique. Le maggioranza delle linee della metro non superano la zona 1, salvo qualcuna che sconfina nella zona 2. La metro di Parigi comprende 16 linee, ciascuna delle quali ha un differente colore e numero, in modo da potersi orientare con facilità. Le linee vanno dalla 1 alla 14 più la 3bis e la 7 bis.

Di seguito potete trovare la mappa da poter scaricare gratuitamente 🙂

mappametroparigi

Per quanto riguarda i costi dei biglietti, potete trovare tutte le informazioni con i costi aggiornati a questo link.

Giorno 1.

Si inizia la giornata con la visita di una delle piu’ famose e studiate cattedrali di tutto il mondo: Notre – Dame.

Il mio consiglio personale e’ di cominciare la giornata in uno dei cafe’ dell’isola e dirigervi poi verso la vera attrazione.

La cattedrale domina infatti l’Ile de la Cite ed e’ il punto ideale da cui iniziare l’itinerario (arrivando di primo mattino eviterete, almeno in parte, la folla di turisti).

Ancora piu’ belle e assolutamente imperdibili sono le vetrate policrome della vicina Sainte-Chapelle. Una volta terminata la visita, potrete curiosare tra le boutique dell’isola e trovare un posticino dove poter gustare una delle famose baguette.

70264146_1395106780665430_5951298283828674560_nSi conclude poi la giornata dall’icona di Parigi: la Tour Eiffel. Il tramonto e’ il momento migliore per salire in cima e poter godere degli scorci illuminati dai raggi del sole prima di ammirare la ville lumiere.

Per prenotare il biglietto in anticipo, clicca qui.

 

 

Giorno 2.

Iniziate la mattinata con una bella visita al labirintico Louvre (clicca qui per prenotare i biglietti in anticipo). Mettete in conto di passare almeno tutta la mattina fino all’ora di pranzo tra quadri e sculture perche’ il palazzo ospita una collezione inestimabile di tesori che spaziano dall’antichita’ al XIX secolo. Troverete ovviamente la gioconda, cosi’ come molti dei quadri che probabilmente avete studiato alle superiori durante storia dell’arte.

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Vengono ospitate piu’ di 35’000 opere e per poter entrare dovrete fare la coda due volte: la prima per i controlli di sicurezza (ed e’ quella che nel nostro caso e’ stata piu’ lunga, circa un’ora) e poi per poter acquistare i biglietti.

Il consiglio spassionato e’ quello di arrivare anche in questo caso preparati, perche’ i quadri sono tanti e se non si vuole passare l’intera giornata bisognera’ fare una selezione di cio’ che si vuole vedere:

  • La gioconda: sala 6, 1^ piano, Ala Denon
  • La venere di Milo: sala 16, piano terra, Ala Sully
  • Galleria di Michelangelo: 1^piano, Ala Denon

Usciti dal museo camminate lungo Q. des Tuileries e dirigetevi verso le Jardin de Tuileries, 28 ettari con sentieri che si snodano tra fontane e laghetti. Le Tuilleries divennero la meta prediletta dei parigini benestanti e posto ideale per poter assaporare il vostro pranzo in tutta tranquillita’.

Proseguendo oltre i giardini troverete le Musee de l’Orangerie (clicca qui per acquistare i biglietti online), dove vengono custodite alcune opere di Monet, Cezanne, Matisse, Picasso, Renoir, Sisley, Soutine e Utrillo. Di dimensioni piu’ modeste potrete fare una visita di un paio di ore per poi dirigervi a Place de la Concorde (la piazza piu’ grande della citta’) dove Luigi XVI fu ghigliottinato nel 1793. In mezzo alla piazza svetta un obelisco di granito rosa, dono dell’Egitto alla Francia.

Per il tardo pomeriggio e poi la sera, dirigetevi verso l’estremita’ nord degli Champs- Elysees per poi salire in cima all’Arc de Triomphe. Potrete godervi la serata tra i ristoranti di haute cuisine e nei negozi di haute couture.

Giorno 3.

Come il giorno 2, iniziate la mattinata con una visita al museo: da non perdere e’ il Musee d’Orsay che grazie ai recenti lavori di restauro ha acquistato ancora piu’ splendore. Non perdetevi il panorama dall’enorme orologio in vetro e dalla terrazza dell’edificio (per acquistare i biglietti online, clicca qui).

hugo cabretPer chi se lo stesse chiedendo: si, e’ proprio l’orologio del film Hugo Cabret diretto da Scorsese!

All’interno poi ci sono numerosi capolavori come “Sur la Plage” di Manet, “Le Joueurs de Cartes” di Cezane, “La classe de danse” di Degas e molti altri.

Dirigetevi poi verso Montmartre, un dedalo di stradine che racchiude tutto il fascino fiabesco nonostante la calca di turisti che assedia quotidianamente le vie. Prima di salire sulla cima della collina dove svetta le Sacre-Coeur, il mio consiglio e’ quello di sfruttare il pomeriggio per visitare la parte bassa tra cui le Cimetiere de Montmartre. Istituito nel 1798, questo cimitero esteso su 11 ettari e’ probabilmente il piu’ famoso di Parigi. Qui si trovano, tra le tante, le tombe degli scrittori Emile Zola, Alexandre Dumas e Stendhal; del pittore Degas e di molti altri tra artisti, compositori e danzatori.

Dirigetevi poi verso la collina per la visita del Sacre Coeur. Da aprile a settembre potrete salire alla cupola fino alle 22.30, tra ottobre e marzo, invece, l’orario e’ ridotto fino alle 17.30. Ad ogni modo, il mio consiglio e’ quello di godervi la vista panoramica con il tramonto. Per poter salire la cupola dovrete affrontare una scala a chiocciola di 234 gradini, ma il panorama ne varra’ sicuramente la pena (per acquistare i biglietti online, clicca qui).

Potete concludere poi la serata cenando lungo il Boulevard che porta al Moulin Rouge. Invaso dai turisti, mantiene il suo fascino: gli spettacoli sono un tripudio di costumi, scenari, coreografie e champagne. Cerca lo spettacolo che piu’ ti interessa dal palinsesto.

Giorno 4.

Se non avete avuto modo di visitarla prima del vostro viaggio a Parigi, sicuramente questo e’ il momento buono per andare a dare una sbirciata a quello che e’ il simbolo e l’apoteosi dell’opulenza: Versaille. La sua costruzione risale alla meta’ del XVII secolo, epoca in cui Luigi XIV commissiono’ la trasformazione della palazzina di caccia del padre in un immenso castello barocco. Divenne la capitale del regno nel 1682 e lo rimase fino al 1789, anno in cui i rivoluzionari massacrarono le guardie reali e riportarono il Re e la Regina Maria Antonietta a Parigi per essere giustiziati.

Potete arrivare a Versaille direttamente con la metro RER da Rive Gauche potete prendere i treni per Versaille – Chateau. Il costo del biglietto e’ di 18€ per l’intero complesso piu’ i giardini. Per poter prenotare i vostri biglietti, potete cliccare qua. Potrete visitare non solo gli appartamenti reali, ma la galleria degli specchi (una sala da ballo lunga 75 metri), i magnifici giardini, i canali che si estendono per 5,5km e la proprieta’ di Maria Antonietta (una palazzina con villini dai tetti in legno dove era solita rifugiarsi).

Il consiglio e’ quello di prendervi la giornata intera e ritornare a Parigi nel tardo pomeriggio dove potrete andare a visitare il Centre Pompidou (resta aperto fino alle 21) dove potrete essere travolti, anche solo dall’esterno, da una ventata di arte moderna. Potrete poi cenare tra le vie de le Marais. Un tempo palude di Parigi, oggi e’ il fulcro di bar e ristoranti di tendenza, boutique di stilisti e designer, centro della comunita’ ebraica e di quella gay.

 

Puoi pensare di integrare il tuo percorso con:

  • Tour letterario a piedi sulla Rive -Gauche: un itinerario insolito tra una lettura da Shakespeare and Company e una chiacchiera con Scott Fitzgerald ai tavolini di Montparnasse per rivivere la Parigi degli anni folli.

 

Se sei in dubbio o vuoi un itinerario piu’ “personale”, scrivimi a livingandotherfunnythings@gmail.com ! Saro’ felice di aiutarti a scegliere quello piu’ idoneo ai tuoi giorni ed esigenze 🙂


Autore:

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Travel checklist – PREPARTENZA

Come tutti ben sappiamo, la parte piu’ difficile di qualsiasi viaggio non e’ partire, quanto piuttosto sapere come partire. Ma soprattutto, come fare la valigia senza dimenticarsi niente a casa?

Purtroppo per quanto siate dei maestri nel fare lo zaino o la valigia per il viaggio, succedera’ sempre di dimenticare qualcosa a casa o di aver portato qualcosa di troppo. Se vi interessa capire come evitare questo tipo di errore, correte a leggervi l’articolo
Viaggio zaino in spalla: gli errori piu’ comuni “.

Una volta capito di che cosa avete bisogno per il vostro viaggio, potrebbe essere utile stilare una checklist con quello che avete e quello che manca. Di seguito trovate la mia personale Checklist per i viaggi, che puo’ essere adattata a qualsiasi viaggio piu’ o meno lungo.

Peach and White and Black Photo Simple Fashion Flyer

Per poterla scaricare cliccate su:

travel checklist livingandotherfunnythings