Islanda: come pianificare l’itinerario

Il primo grosso scoglio con cui mi sono dovuta confrontare e’ stato il voler vedere tutta l’islanda nel “poco” tempo a disposizione. Il paese e’ una terra immensa e anche solo le distanze da un posto all’altro, spesso, richiedono una mezza giornata di viaggio. Ecco perche’ e’ importante pianificare il viaggio sulla base dei km da fare e di che cosa si vuole assolutamente vedere.

Di seguito trovate degli itinerari divisi a seconda dei giorni a disposizione. Personalmente sono partita da questi macro itinerari per poi calarli sui miei giorni e sulle mie esigenze 🙂

1 week end a disposizione per scoprire l’Islanda

Potete godervi la magica aria che si respira a Reykjavik tra ristoranti, caffe’ e un po’ di cultura locale. Potrete pensare di godervi un paio d’ore di relax nella vicina Blue Lagoon e immergervi (magari sulla via del ritorno) nella desertica e fumante penisola di Reykjanes.

Leggi qui tutto quello che puoi fare:

Reykjavik

Reykjanes e il Blue Lagoon


3/4 giorni a disposizione per conoscere l’Islanda

L’itinerario che ti consiglio va ad integrare quello da un week end; oltre a quello consigliato sopra, avrai quindi il tempo di poter vedere il Golden Cirle. Il consiglio e’ quello di dirigerti, dopo essere atterrato a Keflavik, verso Hella per il pernottamento e dedicare una giornata a Geysir, Gullfoss e il parco nazionale di Pingvellir.

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Ti potrebbe interessare questo articolo per poter integrare il tuo viaggio:

Hella e il Golden Circle


Una settimana in Islanda, che cosa vedere

Le opzioni potrebbero essere due: raggiungere Vik oppure andare a nord. E personalmente ti consiglierei la seconda opzione, dove potrai trovare l’islanda reale piena di siti storici e di panorami diversi che vanno dai campi di lava ad ampi fiordi e calotte glaciali. A seconda di quanto siete “veloci” potrete pensare di arrivare fino ad Akureyri per poter fare una delle esperienze migliori della vostra vita: l’escursione per vedere le balene.

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Nell’articolo qui sotto puoi trovare tutto quello che c’e’ da vedere nei fiordi nord occidentali:

Olafsvik, Hellisandur e il parco nazionale di Snaefellsjokull


10 giorni o due settimane: l’itinerario perfetto per scoprire l’Islanda.

Nonostante la vastita’ del territorio, l’Islanda e’ sorprendentemente facile da percorrere: la classica Hringvegur (statale 1, anche nominata Ring Road) consente di girarla tutta toccando le attrattive principali. Si tratta di 1330km di strada quasi tutta asfaltata. Avendo tempo a disposizione, potrete aggiungere una miriade di altre avventure: oltre all’imperdibile escursione per vedere le balene, potrete perdervi nei mille sentieri, godervi i numerosi “pot” che ci sono lungo la strada, andare sul ghiacciaio piu’ grande d’europa.

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A fare da cornice a questo lungo anello ci sara’ la natura incontaminata, tra pecore brade e cavalli dalla ricca chioma; le pulcinelle di mare e le foche distese al sole.

Per poter pianificare questo tipo di viaggio ti consiglio di dare uno sguardo alla rubrica intera “Islanda“, in modo da poter definire quelle che saranno le tue attivita’ imprescindibili con il tempo che avrai a disposizione!


Se hai bisogno di aiuto per poter programmare il tuo viaggio, scrivimi nella sezione contatti.

Godafoss, Lago Myvatn, Dettifoss e i fiordi dell’est

La mattina mi sveglio come sempre alle 8 e questa volta parto pero’ per la prima cascata islandese della mia vita: Godafoss! E non sapevo ancora che sarebbe stata la prima di mille sparse su tutto il perimetro. (CLICCA QUI per leggere la tappa precedente).

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La cascata di Godafoss

Sebbene sia la piu’ piccola e meno possente di altre cascate d’Islanda, e’ sicuramente una delle piu’ belle. La cascata ha un significato importante nella storia dell’Islanda: ne corso dell’alpingi (assemblea nazionale) dell’anno 1000, colui che chiamano “l’oratore della legge” fu costretto a prendere una decisione definitiva sulla legge da adottare in Islanda. Dopo 24 ore di riflessione dichiaro’ che da quel momento il paese avrebbe abbracciato la fede cristiana. Tornando a casa, passo’ accanto alla cascata nei pressi della sua fattoria e vi getto’ dentro i simulacri delle divinita’ pagane conferendole il suo nome attuale.

Da Godafoss passo quindi al lago Myvatn (un insieme di pozze di fango ribollenti, bizzarre formazioni laviche e crateri vulcanici). IMG_2850

Con una piccola deviazione dalla 1 (strada 862 comunque asfaltata) arriviamo poi a Dettifoss (uso il plurale perche’ ero con una ragazza che ho caricato metre faceva autostop).

Seydisfiordur e i fiordi dell’est

Decidiamo di condividere quindi un pezzo di strada insieme, lei ha l’ostello a Seydisfiordur, quindi passiamo a Egilsstadir e arriviamo al porto nella zona dei fiordi a est. Un piccolissimo paese che mantiene tutta la sua tipicita’ con il classico odore di mare e pesce che invade la strada principale (e unica). Passiamo cosi’ la serata insieme tra una pizza surgelata e una birra, poi di corsa in tenda (in questo campeggio qui). Essendo l’unico campeggio quando sono arrivata ho avuto difficolta’ a trovare posto, mi sono infatti piazzata la tenda nel prato a ridosso quasi della strada. Ve lo sconsiglio in alta stagione perche’ sara’ un delirio! Questa e’ la prima notte che faccio sotto l’acquazzone. Un po’ e’ stato anche rilassante, al sicuro nella tenda e con il sacco a pelo che e’ stata la piu’ grande salvezza. La mattina mi sveglio come sempre presto e ad accogliere la giornata c’e’ un sottile filo di luce che passa le nuvole. Quasi a indicare qualcosa, il porto! Cammino quindi fino al porto e vedo la maestosa nave che dalla Danimarca trasporta i nuovi avventurieri fino al Seydisfiordur.

Torno alla macchina, impacchetto tenda e averi e riparto.

Decidiamo (con l’autostoppista) di fare tutto il giro dei fiordi dell’est. E se state pianificando le mete da visitare, vi consiglio vivamente di tenere in considerazione questa strada. Basta stare sulla costa (la 96 che poi si unisce e diventa di nuovo la 1), si allunga di circa 1 ora, ma il panorama vale decisamente il tempo speso.

Continuiamo quindi la strada con destinazione finale Vik. Ci fermiamo pero’ lungo il tragitto a:
Jokulsarlon ( la spiaggia con le sculture di ghiaccio ).
–  Skaftafell 
Vik

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Olafsvik, Hellissandur e il parco Nazionale di Snaefellsjokull

Olafsvik, la prima tappa verso il nord dell’Islanda.

Alle 8 mi sveglio dentro il mio sacco a pelo in macchina, nel parcheggio della piscina di Reykjavik. Dopo il sonno ristoratore decido che non mi fermero’ per il mio primo giorno in Islanda in una citta’. Sono ansiosa del verde, le terre immense, gli spettacoli che National Geographic mi ha meticolosamente illustrato negli anni. Cosi’ prendo la 1 e vado verso Nord. Da subito capisco che la strada, anche se una, puo’ essere percorsa e assaporata in miliardi di modi. La direzione e’ il nord, ma non ho ancora deciso dove di preciso. Le soste per ammirare i panorami naturali diventano sempre piu’ frequenti e dopo le varie deviazioni del caso arrivo a Olafsvik alle 19.00. Il campeggio e’ ben attrezzto e per il modico prezzo di 1100 corone (11 euro) monto la mia tendina per la prima volta sulla terra del ghiaccio e del fuoco.

Hellissandur e il parco Nazionale di Snaefellsjokull: una giornata per andare al centro della Terra

Con una sveglia biologica alle 8 (ora italiana), in islanda mi sveglio alle 6. Decido comunque che per il primo giorno posso dormire un po’ di piu’ e recuperare la notte in volo. Alle 9 (ora islandese 🙂 ) sono quindi pronta per partire.
Rif, Hellissandur (con visita alla “Cave” formatasi sotto il vulcano del famosissimo libro “Al centro della Terra”. La visita costa 35€ a persona e dopo un paio di scale a chiocciola arrivi veramente nel centro della terra. )
Consiglio poi di arrivare all’estremita del fiordo, da li si puo’ cominciare ad assaporare veramente un primo assaggio di Islanda (ho visto in lontananza delle orche che nuotavano verso il largo).
– La giornata la trascorro poi al parco nazionale dello Snaefellsjokull

CONSIGLIO: mai rimanere con meno della meta’ di benzina se non si sa dove si va. Soprattutto in questa parte dell’islanda le stazioni sono distanti magari anche 100km una dall’altra. (La benzina e’ chiamata 95oktan)

-Seguendo l’anello che costeggia il fiordo vado quindi a Hellnar (dove puoi salire sul vulcano collassato. Attorno sembra di essere su Marte) per poi arrivare in tarda serata ad Akureyri. Purtroppo non riesco a percorrere la parte dei fiordi Occidentali, con la mia macchina rischio di bucare o avere seri problemi poi con l’assicurazione dell’autonoleggio.

Come organizzare un viaggio in Islanda?

Come organizzare un viaggio in Islanda?

Viste le mille domande su ogni singolo aspetto di questo viaggio affascinante, ho deciso di mettere insieme quello che ho fatto dalla A alla Z. Io mi sono invece affidata completamente alla Lonely Planet e credo che sia un supporto veramente utile per poter girare l’Islanda (mappa delle zone e delle strade dettagliatissima).

Premetto che non ho praticamente organizzato nulla da casa. Mi sono preoccupata piu’ del materiale da portare che del viaggio da fare. Ma in fondo era la mia idea di partenza: perdermi in questa terra per vedere che cosa l’Islanda aveva da offrirmi. E in fondo ho sempre amato viaggiare in questa maniera. Una volta individuati gli “imperdibili”, poi pero’ bisogna perdersi. Ed e’ una cosa che amo fare continuamente.

I salvavita:

– una buona tenda (Quickhiker 2 )
– un gran bel sacco a pelo (i mio andava a -18 gradi e alcune notti ho avuto freddo – Ferrino)
– un materassino che isoli dal freddo della terra ultralight e confiante –> link
– abbigliamento termico (1,2,3 strato + calze da montagna)
– giacca pesante e antipioggia
– scarponcini (potete andare anche solo con questi, io ho usato i salomon mid)
– costume + asciugamano! 🙂

Ti consiglio di leggere due buone guide su come preparare lo zaino per un viaggio:

Passiamo quindi al viaggio. Non si va in Islanda se non lo si pianifica con un certo anticipo ( a meno che non abbiate veramente tanti soldi da buttare). Personalmente ho deciso di spendere nel volo (A\R Malpensa – Reykjavik = 400 euro con bagaglio in stiva) e nella macchina (normalissima utilitaria (Ka) per due settimane = 600 euro, qui il link della piattaforma che ho utilizzato), il tutto prenotato a fine Febbraio per le ultime due settimane di Giugno. Ho poi deciso di girare in tenda perche’ cosi’ invece di spendere dai 50€ in su per un letto in camerata, ho speso 10-15 euro massimo a notte. I soldi risparmiati li ho investiti in attivita’ che diversamente non mi sarei mai potuta permettere di fare. Altro aspetto: ho mangiato fuori una sola volta, e in questo caso ho risparmiato veramente tanti soldi perche’ una semplice zuppa costa l’equivalente di 20 euro e normalmente e’ difficile trovare anche solo un panino a meno di 15 – 18 euro (nei ristoranti).

Partiamo quindi dal principio.

Milano Malpensa, ore 23.30 arrivo all’aeroporto per partire con l’aereo della WOWair (compagnia di bandiera che da Giugno a Settembre garantisce voli diretti) all’1.20 di notte. Quando ho prenotato pensavo fosse uno scherzo e invece cosi’ non e’ stato.
Volo di 4 ore e mezza in cui sarebbe stato bello dormire, ma a causa dell’aria condizionata gelata ha reso il viaggio un vero e proprio inferno. Fortunatamente nel bagaglio a mano avevo almeno giacca antivento che ho usato per riscaldarmi almeno le gambe. Arrivata a Keflavik alle 3.45, sono subito andata a ritirare la macchina (compagnia Thrift, la piu’ economica che ho trovato) e mi sono immessa sulla Road 1.

PREMESSA:
In Islanda la strada principale e’ la numero 1, dalla quale poi partono le diramazioni verso l’interno. La 1 e’ sempre asfaltata, mentre le altre devono essere valutate di volta in volta. A giugno non e’ stato un problema perche’ al limite ho fatto strade non asfaltate ma che percorribile perche’ con ghiaia e poche buche. Ho avuto problemi solo nella parte dei fiordi dell’ovest.

Imboccata la 1, sono quindi uscita dalla zona dell’aeroporto in direzione Reykiavik. Arrivata nella city alle 5 ho quindi deciso di parcheggiare la macchina e dormire un paio di ore in modo da potermi godere la giornata.