Il frutto della passione – recensione

Perche’ leggere il libro di Eva Giusti? Che cosa penso de ” Il frutto della Passione”.

E vorrei iniziare proprio dalla parola passione. Per la scrittura, per i piccoli momenti che rimangono indelebili, per il mare, ma soprattutto per la vita. Vissuta a grandi bocconi e quanta più possibile perché se c’e’ una cosa che Eva sa fare bene, e’ proprio vivere. 

Il suo libro e’ esattamente questo: una vita raccontata con tutta la dolcezza e tutta la forza che solo chi l’ha vissuta può effettivamente avere.

Una schiettezza a tratti disarmante, una penna che scrive come se non avesse mai fatto altro in tutta la sua vita (e forse in alcuni momenti non poteva fare altro che scrivere, scrivere, scrivere). Che cosa penso quindi del libro? Credo sia un dono, un regalo che Eva ha fatto per noi anime giovani che hanno vissuto ancora poco e che hanno cosi’ il privilegio di poter conoscere ed elevarsi

Le pagine trasudano gioia, sofferenza, amore, un po’ di follia e tanta tanta introspezione. 

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Dove trovare Eva Giusti?

Ho conosciuto la storia di Eva su Instagram, da sempre come @ilfruttodellapassione, attraverso i suoi post quotidiani che raccontavano la sua storia nell’ennesimo momento difficile che stava affrontando. Ho pianto di gioia e continuo ancora oggi ad emozionarmi con i suoi aggiornamenti dall’altra parte del mondo, da quel piccolo posto di pace e gioia chiamato (nemmeno a farlo apposta) Porto Seguro.

Penso che arrivati a questo punto non vi sorprenderete se non solo vi consiglio, ma addirittura vi esorto a leggere il suo libro (e perche’ no, anche a seguirla!). Quando si trova il bello, quello vero, bisogna condividerlo con gli altri… e questo e’ il modo di farlo. Come il miglior consiglio per un’amica cara, cosi’ vi lascio un titolo da leggere questa estate o da segnare tra i libri assolutamente da leggere.

Articoli recenti:

Guida astrologica per cuori infranti – Recensione

Quando si dice la sponsorizzazione e’ tutto. “Un caso editoriale senza precedenti”. “Il romanzo italiano venduto in 15 paesi prima della pubblicazione”. “Il libro che si candida a essere il best seller del 2015”.

Questo e’ quello che si dice di questo libro. La mia impressione invece e’ stato leggere l’ennesimo libro che non si sa per quale “caso editoriale” sia arrivato ad essere considerato il best seller del 2015. 

Manca l’intuito, l’ingegno che ti stupisce e coinvolge nella storia. I dialoghi molto elementari e banali. Se questo libro fosse una persona sarebbe il ragazzo con la quale cerchi di dimenticare l’ultima storia d’amore vera e importante. Quella persona con la quale non devi avere alcuna aspettativa perche’ e’ semplicemente un riempi-tempo tra il passato e la persona giusta che ancora deve arrivare. Ci sono andata troppo pesante? Non credo. Amo quei libri che tra le righe lasciano qualcosa, anche solo quattro parole che messe insieme riescono a dare un significato a cio’ che prima non ne aveva. Questo invece, prima ancora di girare pagina, sai gia’ come andra’ a finire la conversazione o la situazione narrata. Sai gia’ che la risposta piu’ prevedibile (ecco, si proprio quella) verra data per spiegare dei momenti un po’ troppo costruiti e poco credibili.

Detto cio’, chiudo la copertina rigida dell’ultima pagina del libro e con un po’ di amarezza lo ripongo nella mia libreria, aspettando con ansia quello nuovo da leggere!

Wonder- Recensione

La scrittura di un bambino di 10 anni l’avrebbe potuto rendere banale. Potrebbe sembrare un libretto adatto a tutte le eta’. E invece non e’ cosi’. Lo spessore dell’argomento viene sottolineato ancora di piu’ dalla purezza e ingenuita’ con la quale un bambino di 10 anni affronta la vita e gli ostacoli che si interpongono sul suo cammino.È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. E’ una storia che di per se non e’ tragica, perche’ sono i vari personaggi che raccontano dal loro punto di vista un anno della loro vita. Il pesante, se cosi’ vogliamo chiamarlo, e’ proprio il come viene affrontato questo periodo dai vari personaggi. Le difficolta’, i giudizi della gente, le mentalita’ arenate all’apparenza rendono la vita del protagonista un lungo percorso ad ostacoli, fatto di cadute e ginocchia sbucciate. Cuori infranti da parole leggere e taglienti come lame sottili. Il silenzio di chi affronta tutti i suoi mostri nascosto sotto una montagna di cuscini.

RJ Palacio sembra avere a cuore un altro aspetto, sintetizzato in una frase del preside: “Ci sono quasi sempre più di due punti di vista per ogni storia”, come a ricordarci che ogni ipotetica verità deve relativizzarsi, mettendosi a confronto con quella degli altri. Ma non solo, ci interroga sulle ragioni per cui la bruttezza sia in grado di sconvolgerci fino a evocare i nostri istinti più meschini e dà giustizia (e conoscenza) a una malattia che deturpa il viso ma non le facoltà intellettive.

Mr. Gwyn- Recensione

“Jasper Gwyn diceva che tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto”

È semplicemente incantevole. Ti porta a ragionare al di fuori degli schemi classici. Il fatto di scrivere dei ritratti è geniale. La grande capacità sta, però, non solo nell’arte della scrittura, ma soprattutto in quella introspettiva che ti porta a fare un ritratto non banale di una persona che non conosci. Scavi nell’anima di quella persona e la spogli delle maschere che si è costruito per fronteggiare la vita. L’arte del linguaggio fisico si esprime in tutta la sua grandezza. 

È un nuovo percorso ma che, indifferentemente dal risultato, è da fare e darà luogo a una prospettiva tutta diversa e sicuramente più profonda. 

Forse inconsapevolmente ognuno di noi fa già un ritratto delle persone che gli stanno davanti senza nemmeno conoscerle. È la prima impressione, l’inconsapevolezza che rende ogni gesto importante è pieno di significato.

Quello di Baricco è sicuramente un libro che ispira e porta il mistero nella vita reale.
Una visione e una prospettiva nuova che ti porta a guardare il vicino di tram, la cassiera, la persona che cammina da sola sotto una luce diversa.

Prometto di sbagliare – Recensione

Prendete delle emozioni, prendete delle pagine bianche. Riempite ogni singolo foglio con tutto quello che provate, con tutto quello che amate della Vostra persona, con i fantastici pensieri avuti nei Suoi confronti. Con i tormenti che l’amore spesso vi ha provocato. Con l’inadeguatezza che in alcuni casi ha preso il posto di un “Ti Amo”. Un inno all’amore che provate nei confronti della persona che amate. Una poesia dei gesti, la devozione del ricordo nel momento dell’innamoramento.  Un libro che cerca il particolare ma scritto completamente fuori dagli schemi classici.

«Mi seduce l’esistenza dei giorni l’uno dopo l’altro, le mani rugose di mio padre nelle mie, il sorriso aperto di mia madre da sempre.»

Me lo sono portato avanti per qualche settimana perche’ cosi’ come e’ stato scritto fuori dagli schemi, ho voluto leggerlo fuori dagli schemi: una pillola di felicita’ quotidiana. Un nuovo modo di fare poesia, cosi’ come e’ un nuovo modo di scrivere un romanzo. Per poterlo capire bisogna semplicemente lasciarsi trasportare dalle parole, senza giudicare o pretendere di comprendere che cosa concretamente stia succedendo ai personaggi. Ho imparato un nuovo modo di amare. L’autore ha saputo domare e dare significato alle farfalle che ognuno ha nello stomaco. Da bravo addestratore ha saputo domare il turbinio di emozioni per farne una frase di senso compiuto. Una frase di pancia e non di testa, ma pur sempre una frase con il senso e la direzione verso il cuore.

Concludo con una citazione non del libro ma della famosissima poesia di Montale che credo abbia potuto ispirare la visione dell’autore del romanzo:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale. E ora che non ci sei e’ il vuoto ad ogni gradino. Eugenio Montale.

Mi sa che fuori è primavera – recensione

Mi sa che fuori e’ primavera

E quell’elefante rosa, enorme, in mezzo. Che tutti fanno finta di non vedere, ci girano intorno come in un ballo triste, danzano da una poltrona all’altra senza urtarlo mai, non lo toccano, non lo nominano, non sollevano lo sguardo. Neppure noi attorno all’elefante riusciamo a guardarci, perché gli occhi di ciascuno sono uno specchio che riflette il dolore dell’altro e si amplifica, il dolore, cresce, alla fine resta solo lui.

mi sa che fuori e' primaveraUn libro straziante, un romanzo tanto breve quanto intenso. Una storia reale, la vita di Irina prima e dopo il rapimento e la scomparsa delle figlie e il suicidio dell’ex-marito. Una donna che dal gennaio 2011, nonosante sia piegata dal dolore e dalla sofferenza,  continua ad andare avanti per le sue bambine. Quando si dice che “la speranza non muore mai” si pensa sempre che sia una cosa positiva, l’ancora di salvezza finale. In questo caso, pero’, il tutto assume una nota decisamente negativa: quella minima speranza di rivedere le tue figlie diventa logorante, diventa l’unica ragione di vita che non riesci a raggiungere. La speranza di poter rivedere il volto delle tue due figlie di 6 anni diventa un desiderio sempre piu’ grosso, come una palla di neve che cadendo si moltiplica diventando alla fine una valanga. Il libro nasce dall’esigenza di Irina di raccontare la storia per elaborare, e rendere cosi’ reale, la perdita.

Ecco, sai cosa sarebbe bellissimo? Che le persone con cui parli di te avessero la capacità di fare silenzio, di stare in ascolto, di non sentirsi in obbligo di commentare con frasi precotte e atterrite. Di accogliere, dare un posto a quel che stai dicendo.

Concita De Gregorio ha infatti scritto il libro senza fare alcuna ricerca del caso; la storia e’ il semplice racconto della mamma, redatto in forma di lettere con diversi destinatari. I toni e le parole cambiano di capitolo in capitolo a seconda delle persone alla quale sono destinate le lettere: una madre puo’ essere forte come un leone quando di mezzo c’e’ la ragione o il bene delle proprie figlie, o fragile come il petalo di un fiore quando deve riordinare i cocci di una vita frantumata in mille pezzi.

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Come potremmo vivere senza placare la memoria, che non vuol dire arrendersi, o dimenticare, ma lasciare che il caldo si raffreddi, che il bagnato si asciughi, che ogni cosa si trasformi e nasca un inizio da ogni fine. Che la fame si sazi per tornare a essere fame. Che il desiderio si estingua per rinascere. Che il sonno dia pace alla stanchezza per avere sonno di nuovo. Ogni minuto della vita gira attorno a qualcosa che non c’è più perché qualcos’altro possa accadere.

 

 

 

Storytel – leggere con le orecchie

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno mi sarei trovata a scaricare e poi pagare un abbonamento per poter leggere (o meglio sentir leggere) un libro?

Avversa da sempre ai Kindle perché troppo fedele alla carta e all’esperienza del tocco, oggi mi trovo a non poter fare diversamente. Dopo il parto le giornate sono diventate un susseguirsi di cambi di pannolini, di poppate, di pomeriggi con il passeggino e di tempi in cui le braccia e le mani sono occupate a cullare o semplicemente a tenere in braccio un piccolo pargolo sempre in cerca di attenzioni.

Così, a poco più di due mesi dal grande giorno, ho deciso di smetterla di guardare le vetrine della Feltrinelli e della Mondadori, di fare i giri a vuoto consapevole di non riuscire a leggere nulla. Ma soprattutto, memore di uno dei consigli di Francesca Crescentini (in arte Tegamini), in una delle poppate notturne che caratterizzano questo periodo, decido di scaricare l’applicazione di Storytel e dare un’occhiata a questo mondo che ho sempre denigrato.

Superato l’astio iniziale ho quindi scoperto un nuovo mondo con cui posso portare avanti una passione senza dover togliere tempo al mio piccolo umano del cuore.

Vi lascio con una nuova consapevolezza: mai dire mai nella vita. Ma soprattutto con un paio di domande: chissà quanto riuscirò a leggere in questo modo e se cambia la percezione del libro solo perché “ascoltato” e non letto.

Ps: se ancora non l’avete fatto, scaricate Goodreads dove potrete decidere la vostra challenge e tenere il conto dei libri letti anno per anno. Venitemi a cercare qui!

Insidebook – La mia cosa preferita sono i mostri

70956934_2336062173376784_5933078916594925568_nUn’opera d’arte in tutti i sensi, pagina dopo pagina. Merita l’acquisto anche solo per poter sfogliare e toccare le pagine: disegno dopo disegno la storia prende vita e i disegni lasciano ogni volta a bocca aperta.

Vengono trattati temi molto delicati con la giusta crudezza. Tutto in questo libro lascia senza parole. In assoluto, la miglior uscita del 2018. Qualunque altro commento priverebbe il piacere della scoperta al lettore! Quindi: meno parole e buona visione 🙂

 

https://youtu.be/bFfPkrPqpMM

La mia cosa preferita sono i mostri

Traduttore: Michele Foschini
Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 aprile 2018
Pagine: 420 p

Insidebook – Storie della buona notte per bambine ribelli

70592090_407729496546179_4709340694131507200_nStorie di donne che hanno cambiato il mondo. Favole di figure femminili che non hanno atteso il principe azzurro ma che, il futuro – quello che più piaceva loro – se lo sono conquistato con talento, tenacia, applicazione, studio e scelte.

Storie positive che insegnano alle nostre figlie, alle future generazioni di donne, a non sognare solo in rosa. Esempi che abbattono luoghi comuni e stereotipi; perché ogni donna – se lo desidera – può arrivare dovunque… pure sulla luna, proprio come Mae C. Yemison!

Settanta illustratrici da tutto il mondo hanno contribuito al volume. Una piccola chicca, utile a cambiare l’approccio culturale alla femminilità, alle prospettive, agli stereotipi che ingabbiano la donna e la circoscrivono a recinti che non è bene oltrepassare.

 

Storie della buonanotte per bambine ribelli.

Editore: Mondadori
Collana: Varia
Edizione: 1
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 28 febbraio 2017
Pagine: 224 p

InsideBook – Il libro della Filosofia

Mi sono approcciata a questo libro grazie all’input di Francesca Crescentini (alias Tegamini) e credo proprio che non sara’ l’ultimo! 🙂

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Tematica a parte, ci sono praticamente tutte le discipline conosciute, e’ uno dei libri che avessi avuto alle superiori sarebbe stato il mio salvavita per tutte le verifiche ed interrogazioni del caso. Semplice, ripercorre i concetti base che vengono spiegati “for dummies”.

Per ogni filosofo viene approfondita l’idea principale che contraddistingue il suo pensiero, ma si perdono per strada molte nozioni che sarebbe interessante scoprire. È un’ottima lettura per entrare nel mondo filosofico e scoprire le grandi idee che hanno rivoluzionato la nostra vita.

 

Il libro della filosofia