Prometto di sbagliare – Recensione

Prendete delle emozioni, prendete delle pagine bianche. Riempite ogni singolo foglio con tutto quello che provate, con tutto quello che amate della Vostra persona, con i fantastici pensieri avuti nei Suoi confronti. Con i tormenti che l’amore spesso vi ha provocato. Con l’inadeguatezza che in alcuni casi ha preso il posto di un “Ti Amo”. Un inno all’amore che provate nei confronti della persona che amate. Una poesia dei gesti, la devozione del ricordo nel momento dell’innamoramento.  Un libro che cerca il particolare ma scritto completamente fuori dagli schemi classici.

«Mi seduce l’esistenza dei giorni l’uno dopo l’altro, le mani rugose di mio padre nelle mie, il sorriso aperto di mia madre da sempre.»

Me lo sono portato avanti per qualche settimana perche’ cosi’ come e’ stato scritto fuori dagli schemi, ho voluto leggerlo fuori dagli schemi: una pillola di felicita’ quotidiana. Un nuovo modo di fare poesia, cosi’ come e’ un nuovo modo di scrivere un romanzo. Per poterlo capire bisogna semplicemente lasciarsi trasportare dalle parole, senza giudicare o pretendere di comprendere che cosa concretamente stia succedendo ai personaggi. Ho imparato un nuovo modo di amare. L’autore ha saputo domare e dare significato alle farfalle che ognuno ha nello stomaco. Da bravo addestratore ha saputo domare il turbinio di emozioni per farne una frase di senso compiuto. Una frase di pancia e non di testa, ma pur sempre una frase con il senso e la direzione verso il cuore.

Concludo con una citazione non del libro ma della famosissima poesia di Montale che credo abbia potuto ispirare la visione dell’autore del romanzo:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale. E ora che non ci sei e’ il vuoto ad ogni gradino. Eugenio Montale.

Mi sa che fuori è primavera – recensione

Mi sa che fuori e’ primavera

E quell’elefante rosa, enorme, in mezzo. Che tutti fanno finta di non vedere, ci girano intorno come in un ballo triste, danzano da una poltrona all’altra senza urtarlo mai, non lo toccano, non lo nominano, non sollevano lo sguardo. Neppure noi attorno all’elefante riusciamo a guardarci, perché gli occhi di ciascuno sono uno specchio che riflette il dolore dell’altro e si amplifica, il dolore, cresce, alla fine resta solo lui.

mi sa che fuori e' primaveraUn libro straziante, un romanzo tanto breve quanto intenso. Una storia reale, la vita di Irina prima e dopo il rapimento e la scomparsa delle figlie e il suicidio dell’ex-marito. Una donna che dal gennaio 2011, nonosante sia piegata dal dolore e dalla sofferenza,  continua ad andare avanti per le sue bambine. Quando si dice che “la speranza non muore mai” si pensa sempre che sia una cosa positiva, l’ancora di salvezza finale. In questo caso, pero’, il tutto assume una nota decisamente negativa: quella minima speranza di rivedere le tue figlie diventa logorante, diventa l’unica ragione di vita che non riesci a raggiungere. La speranza di poter rivedere il volto delle tue due figlie di 6 anni diventa un desiderio sempre piu’ grosso, come una palla di neve che cadendo si moltiplica diventando alla fine una valanga. Il libro nasce dall’esigenza di Irina di raccontare la storia per elaborare, e rendere cosi’ reale, la perdita.

Ecco, sai cosa sarebbe bellissimo? Che le persone con cui parli di te avessero la capacità di fare silenzio, di stare in ascolto, di non sentirsi in obbligo di commentare con frasi precotte e atterrite. Di accogliere, dare un posto a quel che stai dicendo.

Concita De Gregorio ha infatti scritto il libro senza fare alcuna ricerca del caso; la storia e’ il semplice racconto della mamma, redatto in forma di lettere con diversi destinatari. I toni e le parole cambiano di capitolo in capitolo a seconda delle persone alla quale sono destinate le lettere: una madre puo’ essere forte come un leone quando di mezzo c’e’ la ragione o il bene delle proprie figlie, o fragile come il petalo di un fiore quando deve riordinare i cocci di una vita frantumata in mille pezzi.

Schermata 2020-01-28 alle 09.38.49

Come potremmo vivere senza placare la memoria, che non vuol dire arrendersi, o dimenticare, ma lasciare che il caldo si raffreddi, che il bagnato si asciughi, che ogni cosa si trasformi e nasca un inizio da ogni fine. Che la fame si sazi per tornare a essere fame. Che il desiderio si estingua per rinascere. Che il sonno dia pace alla stanchezza per avere sonno di nuovo. Ogni minuto della vita gira attorno a qualcosa che non c’è più perché qualcos’altro possa accadere.

 

 

 

Storytel – leggere con le orecchie

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno mi sarei trovata a scaricare e poi pagare un abbonamento per poter leggere (o meglio sentir leggere) un libro?

Avversa da sempre ai Kindle perché troppo fedele alla carta e all’esperienza del tocco, oggi mi trovo a non poter fare diversamente. Dopo il parto le giornate sono diventate un susseguirsi di cambi di pannolini, di poppate, di pomeriggi con il passeggino e di tempi in cui le braccia e le mani sono occupate a cullare o semplicemente a tenere in braccio un piccolo pargolo sempre in cerca di attenzioni.

Così, a poco più di due mesi dal grande giorno, ho deciso di smetterla di guardare le vetrine della Feltrinelli e della Mondadori, di fare i giri a vuoto consapevole di non riuscire a leggere nulla. Ma soprattutto, memore di uno dei consigli di Francesca Crescentini (in arte Tegamini), in una delle poppate notturne che caratterizzano questo periodo, decido di scaricare l’applicazione di Storytel e dare un’occhiata a questo mondo che ho sempre denigrato.

Superato l’astio iniziale ho quindi scoperto un nuovo mondo con cui posso portare avanti una passione senza dover togliere tempo al mio piccolo umano del cuore.

Vi lascio con una nuova consapevolezza: mai dire mai nella vita. Ma soprattutto con un paio di domande: chissà quanto riuscirò a leggere in questo modo e se cambia la percezione del libro solo perché “ascoltato” e non letto.

Ps: se ancora non l’avete fatto, scaricate Goodreads dove potrete decidere la vostra challenge e tenere il conto dei libri letti anno per anno. Venitemi a cercare qui!

Insidebook – La mia cosa preferita sono i mostri

70956934_2336062173376784_5933078916594925568_nUn’opera d’arte in tutti i sensi, pagina dopo pagina. Merita l’acquisto anche solo per poter sfogliare e toccare le pagine: disegno dopo disegno la storia prende vita e i disegni lasciano ogni volta a bocca aperta.

Vengono trattati temi molto delicati con la giusta crudezza. Tutto in questo libro lascia senza parole. In assoluto, la miglior uscita del 2018. Qualunque altro commento priverebbe il piacere della scoperta al lettore! Quindi: meno parole e buona visione 🙂

 

https://youtu.be/bFfPkrPqpMM

La mia cosa preferita sono i mostri

Traduttore: Michele Foschini
Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 aprile 2018
Pagine: 420 p

Recensione: Shantaram di Gregory David Roberts

Shantaram e’ un capolavoro. Uno di quei libri che dovrebbero essere inseriti nella lista dei libri da leggere per le vacanze estive durante il periodo delle superiori. Un libro che non racconta solo una storia, una vita. E’ un libro che ha come contorno molte storie e molte vite; a partire dall’India e le sue tante facce. Il libro racchiude un mondo di contrasti tra povertà-ricchezza, utopie-crimini, generosità-crudeltà.

Piccola nota a margine: l’autore, Gregory David Roberts, è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Scappato da un carcere di massima sicurezza, si è rifugiato in India dove ha trascorso dieci anni. Non chiamerei il libro autobiografico, ma se tanto mi da tanto…

69785435_232702864322858_6133810685689200640_n

Il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa.
Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.
Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l’allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all’università di Melbourne, è diventato «un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina», un «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge.
Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore… A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram, un «uomo della pace di Dio», allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici…

Categoria: Bestseller
Collana: Le Tavole d’Oro 
Pagine: 1184
Tradotto da: Vincenzo Mingiardi
Prezzo: €22,00
Per acquistarlo: Shantaram.

Recensione: La danza delle falene di Poppy Adams

La danza delle falene e’ un romanzo molto complesso per la dinamica famigliare che racconta. Si sa, non esiste la famiglia del mulino bianco, ma in questo caso siamo ben lontani da ogni speranza di poter anche solo minimamente sembrarlo. Quella qui narrata è una storia che stupisce e perseguita, chiedendo di essere letta. È il racconto drammatico, tragico, di una famiglia devastata da se stessa e dal tanto, forse troppo, amore che lega ogni suo componente, rivissuto attraverso le memorie di una figlia e sorella devota.

Poppy Adams tinge la narrazione con delle sfumature di noir nella quale molte sono le cose non dette o pronunciate solo a metà e tante sono le cose che solo un epilogo inaspettato può risolvere.

69968783_494693711314041_6479663189192605696_n

«Sono le due meno dieci e sto aspettando la mia sorellina, Vivi, dall’una e mezza».
Ginny guarda fuori dalla finestra del primo piano, una finestra di pietra ad arco, come quelle delle chiese, il viso contro le losanghe del vetro a piombo. Cerca di scorgere la sagoma di Vivian che a sessantaquattro anni, dopo un’assenza durata più di quaranta, ha deciso di tornare nella vecchia casa paterna. Per quietarsi, le ha scritto, e per stare in compagnia della sorella fino alla fine dei suoi giorni.
In tutti questi anni, Ginny non ha mai lasciato Bulburrow Court, la casa di famiglia. Come sua madre, e prima di lei i suoi genitori, ha imparato a conoscere ogni stravaganza di quell’antica dimora vittoriana rintanata fra i sinuosi declivi del Dorset: i caminetti di marmo che si ergono sotto i soffitti ornati da eleganti fregi, lo scalone di quercia che scende maestoso dalle volte imponenti, le bizzarre finestre ad arco…
In tutti questi anni, Ginny ha vissuto da persona posata qual è, senza dare nell’occhio, badando da sola a se stessa.
Ora, però, l’arrivo della sorella le procura una sottile, insopportabile inquietudine. In un remoto angolo della sua mente si è fatta strada l’idea che la presenza di Vivi l’avventuriera non rischi soltanto di turbare il suo piccolo mondo: vecchi, dolorosi ricordi e devastanti risentimenti possono riaffiorare senza che nessuna delle due riesca a ricacciarli indietro.
Ma quali sono gli oscuri segreti che si celano nel passato delle due sorelle?
Ginny e Vivian sono le ultime discendenti di piú generazioni di lepidotteristi, studiosi e cercatori di falene e farfalle. Il padre, un uomo eccentrico e testardo, era dedito solo al suo lavoro e trascorreva lunghe ore nel laboratorio nella soffitta di casa, dove a volte aveva accesso Ginny che gli faceva da piccola apprendista. Col trascorrere degli anni, l’ostinata volontà del padre di lasciare un segno nello studio della vita delle falene e delle farfalle aveva letteralmente devastato la vita della famiglia. La madre di Ginny e Vivian, trascurata dal marito, era via via precipitata nell’abisso dell’alcolismo.
Ma prima di questo dramma, già nell’infanzia di Ginny e Vivian si era aperta tra le due sorelle una crepa che nessuna delle due, nel corso degli anni, ha potuto riparare né potrà farlo ora. Una crepa che si era spalancata cinquantanove anni prima, quando Vivi era ruzzolata dalla torre campanaria e per poco non era morta.

ISBN: 978-88-545-0231-4
Collana: I Narratori delle Tavole
Pagine: 304
Tradotto da: Massimo Ortelio
Prezzo: €17,00

Newsletter fine Agosto

Ok, respira… anche agosto e’ finito. Ci si avvicina sempre piu’ a “quel momento” (solo pensare alla parola parto, lo ammetto, mi fa venire i brividi 🙂 ).

Ma nonostante le ferie di molti, questo agosto si e’ rivelato bello pieno!

Libri consigliati 

Da sempre questo mese sforna un sacco di buoni suggerimenti in quanto a letture e il tempo libero fa si che ne legga piu’ del normale, anche se a dirla tutta in questo ultimo anno ho ridotto drasticamente la quantita’ di libri acquistati e letti (mea culpa, la convivenza e la casa nuova hanno avuto la precedenza su tutto).

Cosi’ questo mese vi propongo 3 libri che mi avete suggerito e ho letto tutto d’un fiato:

Per leggere la recensione, clicca qui.

68952598_398752174404526_74050145330659328_n.jpg

Non ti perdere la recensione in arrivo, seguimi sul profilo IG @giulia_gribaudo_

69095763_2419694128353735_1116861453110870016_n.jpg

Non ti perdere la recensione in arrivo, seguimi sul profilo IG @giulia_gribaudo_

I libri #TBR (to be read) 

Gli articoli piu’ cliccati del mese!

Schermata 2019-08-15 alle 10.46.02

Schermata 2019-08-15 alle 10.45.51

Come prepararsi a Settembre

Settembre e’ un po’ come il peggior lunedi’ di sempre, quindi mi dispiace ma non ho nessuna ricetta magica per farlo digerire un po’ meglio… posso pero’ condividere quello che per me funziona per non pensarci troppo!

Pianifico. Sia il mese che i prossimi 3, tendenzialmente arrivo fino alle vacanze di natale e condisco questi mesi con concerti, cose da fare o piccole fughe per visitare luoghi non troppo lontani.

Per pianificare il mese, qui di seguito trovate il planner scaricabile gratuitamente 🙂

planner settembre

PS: ogni mese pubblico il planner l’ultimo giorno del mese in corso…se volete riceverlo prima tutti gli altri, seguitemi sulla pagina IG giulia_gribaudo_ e non perdetevi l’anticipazione!!

Serie tv agosto

Peaky Blinders – viste le prime 3 stagioni, una serie a tratti lenta ma dettagliatissima. Personalmente mi ci sono voluti un paio di episodi prima di essere “presa” dal racconto, successivamente non ne potrete fare a meno. In arrivo la 5 stagione su Netflix!!

Dark – complessa, narrata su svariati piani temporali, a parer mio semplicemente geniale. Una narrazione mai scontata, coinvolgente e all’altezza delle migliori aspettative.

Chernobyl – miniserie televisiva targata HBO e disponibile su Sky. A mio parere non ha nemmeno bisogno di troppe presentazioni. Chernobyl e’ una serie che non vuole solo essere la migliore serie tv dell’anno, ma la migliore degli ultimi 10-20 anni. E’ un emozionante e drammatico viaggio lungo un momento storico che non va dimenticato. Perdersela sarebbe pura follia.

Le belle condivisioni su IG

Negli ultimi due mesi mi sono spesso chiesta se IG fosse ancora un social per cui valesse la pena dedicare del tempo. Sempre piu’ algoritmi, bot, persone che ti seguono in cambio di un follow, uno specchio che spesso ha veramente poco di reale. Poi mi sono imbattuta in alcune persone, e ci tengo a sottolineare PERSONE. Ho scoperto un modo di condivisione, un mondo da cui trarre ispirazione quotidianamente, un mondo da cui posso imparare qualcosa di buono e utile. E questo mese vi propongo:

  • @grace_theamazing per tutto quello che riguarda il mondo IG e il suo funzionamento. Una ragazza dai mille contenuti e molto da insegnare.
  • @lafamigliaconlegiaccheavento , per il mondo mamme e casa. Oltre a condividere il nome del primogenito 🙂 mi ha dato molti spunti fai da te per ristrutturare alcuni aspetti di casa (mobili, cucina, opzioni e accostamenti di colori che mai avrei pensato per le tinte). E in piu’ e’ una giovane mamma super genuina.
  • @debora.dusina scoperta grazie alla sua guida all’algoritmo di instagram, fonte di ispirazioni quotidiane.
  • #ticidevoportare di @nunziacillo , e tutto l’amore che condivide: dalla passione per le piante al cibo, al suo lavoro. Personalmente e’ una figura a cui punto per essere una persona migliore nella vita di tutti i giorni.