Guida astrologica per cuori infranti – Recensione

Quando si dice la sponsorizzazione e’ tutto. “Un caso editoriale senza precedenti”. “Il romanzo italiano venduto in 15 paesi prima della pubblicazione”. “Il libro che si candida a essere il best seller del 2015”.

Questo e’ quello che si dice di questo libro. La mia impressione invece e’ stato leggere l’ennesimo libro che non si sa per quale “caso editoriale” sia arrivato ad essere considerato il best seller del 2015. 

Manca l’intuito, l’ingegno che ti stupisce e coinvolge nella storia. I dialoghi molto elementari e banali. Se questo libro fosse una persona sarebbe il ragazzo con la quale cerchi di dimenticare l’ultima storia d’amore vera e importante. Quella persona con la quale non devi avere alcuna aspettativa perche’ e’ semplicemente un riempi-tempo tra il passato e la persona giusta che ancora deve arrivare. Ci sono andata troppo pesante? Non credo. Amo quei libri che tra le righe lasciano qualcosa, anche solo quattro parole che messe insieme riescono a dare un significato a cio’ che prima non ne aveva. Questo invece, prima ancora di girare pagina, sai gia’ come andra’ a finire la conversazione o la situazione narrata. Sai gia’ che la risposta piu’ prevedibile (ecco, si proprio quella) verra data per spiegare dei momenti un po’ troppo costruiti e poco credibili.

Detto cio’, chiudo la copertina rigida dell’ultima pagina del libro e con un po’ di amarezza lo ripongo nella mia libreria, aspettando con ansia quello nuovo da leggere!

Wonder- Recensione

La scrittura di un bambino di 10 anni l’avrebbe potuto rendere banale. Potrebbe sembrare un libretto adatto a tutte le eta’. E invece non e’ cosi’. Lo spessore dell’argomento viene sottolineato ancora di piu’ dalla purezza e ingenuita’ con la quale un bambino di 10 anni affronta la vita e gli ostacoli che si interpongono sul suo cammino.È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. E’ una storia che di per se non e’ tragica, perche’ sono i vari personaggi che raccontano dal loro punto di vista un anno della loro vita. Il pesante, se cosi’ vogliamo chiamarlo, e’ proprio il come viene affrontato questo periodo dai vari personaggi. Le difficolta’, i giudizi della gente, le mentalita’ arenate all’apparenza rendono la vita del protagonista un lungo percorso ad ostacoli, fatto di cadute e ginocchia sbucciate. Cuori infranti da parole leggere e taglienti come lame sottili. Il silenzio di chi affronta tutti i suoi mostri nascosto sotto una montagna di cuscini.

RJ Palacio sembra avere a cuore un altro aspetto, sintetizzato in una frase del preside: “Ci sono quasi sempre più di due punti di vista per ogni storia”, come a ricordarci che ogni ipotetica verità deve relativizzarsi, mettendosi a confronto con quella degli altri. Ma non solo, ci interroga sulle ragioni per cui la bruttezza sia in grado di sconvolgerci fino a evocare i nostri istinti più meschini e dà giustizia (e conoscenza) a una malattia che deturpa il viso ma non le facoltà intellettive.

Mr. Gwyn- Recensione

“Jasper Gwyn diceva che tutti siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto”

È semplicemente incantevole. Ti porta a ragionare al di fuori degli schemi classici. Il fatto di scrivere dei ritratti è geniale. La grande capacità sta, però, non solo nell’arte della scrittura, ma soprattutto in quella introspettiva che ti porta a fare un ritratto non banale di una persona che non conosci. Scavi nell’anima di quella persona e la spogli delle maschere che si è costruito per fronteggiare la vita. L’arte del linguaggio fisico si esprime in tutta la sua grandezza. 

È un nuovo percorso ma che, indifferentemente dal risultato, è da fare e darà luogo a una prospettiva tutta diversa e sicuramente più profonda. 

Forse inconsapevolmente ognuno di noi fa già un ritratto delle persone che gli stanno davanti senza nemmeno conoscerle. È la prima impressione, l’inconsapevolezza che rende ogni gesto importante è pieno di significato.

Quello di Baricco è sicuramente un libro che ispira e porta il mistero nella vita reale.
Una visione e una prospettiva nuova che ti porta a guardare il vicino di tram, la cassiera, la persona che cammina da sola sotto una luce diversa.

La signora Lohengrin

Semplicemente un libro di altri tempi che ti catapulta in un’epoca in cui le cose (anche quelle sentimentali) funzionavano un po’ diversamente. Puo’ parere a tratti difficile da seguire, o meglio da capire fin in fondo come i due protagonisti si possano accontentare di una storia d’amore basata su qualche incontro occasionale, ma dalla quale fa trapelare un’amore che in realtà ai giorni nostri certe coppie sposate non possiedono. In un’epoca dove era fondamentale trovare un uomo o una donna con la quale condividere la vita e mettere su famiglia prima dei 30 anni, ci si trova invece a veder “giocare” con il tempo, lasciar scorrere le cose perché’ in fondo se devono succedere prima o poi succederanno. Si puo’ prendere ispirazione da un libro di altri tempi per poter vivere anche nei giorni nostri: nella quale non si da più’ importanza ai piccoli gesti, al motivo dei vari incontri e soprattutto allo stare insieme per condividere idee, passioni o una semplice giornata di sole. Si riscopre, così, il valore che bisognerebbe dare alle persone, il cercare di conoscerle per davvero, capire ancor prima che dicano qualcosa cosa in realtà stanno pensando. Sembra probabilmente paradossale, ma la colpa e’ fondamentalmente nostra. Nonostante il poco tempo che si riesce a ritagliare per amici e amanti, spesso di quel poco ne rimane niente. Non si parla più a cuore aperto, ma sempre dietro uno vetro (magari quello di un bicchiere di vino), preferendo raccontarsi per quello che si vuole dar a vedere agli altri piuttosto che per quello che si e’ veramente.

Aristotele & Dante – Recensione

Se questo romanzo si limitasse ad una storia semplice e dei bei personaggi sarebbe un romanzo comune. Quello che lo rende straordinario è lo stile. Senza filtri. E’ come se questo romanzo fosse una lunga poesia, meravigliosa, evocativa, emozionante, ma scritta in prosa.

“We all fight our own private wars.”

Riassumere quello che succede ai due personaggi, ad Ari e Dante, dopo il momento in cui si incontrano un giorno per caso nella piscina del paese è molto difficile. Sicuramente perché il rischio spoiler è altissimo e poi perché la loro storia è un po’ come un puzzle, in cui gli eventi si incastrano uno con l’altro in continuazione. Mi dispiace per chi si aspettava una recensione piu’ descrittiva (che poi normalmente non amo descrivere il libro, ma raccontarvi che cosa mi ha suscitato perche’ sono abbastanza convinta che la caratteristica chiave dei libri sia semplicemente quello che ti lasciano).

Quello che ho amato di questo romanzo sono innanzitutto i personaggi. Complicati, fuori dalle righe e stravanganti ma del tutto onesti con se stessi. La loro è un’amicizia fatta di molte parole (quelle di Dante) ma anche di silenzi (per lo piu’ di Ari), di analisi introspettive, di piccoli e grandi gesti, di lunghe passeggiate nel deserto e qualche follia.

“I wondered what that was like, to hold someone’s hand. I bet you could sometimes find all of the mysteries of the universe in someone’s hand.”

La sovrana lettrice – recensione Storytel

Esilarante, letto con la stupenda voce di Paola Cortellesi che riesce a entrare perfettamente nel personaggio della sovrana. Un libro che racconta di come ci si possa avvicinare alla lettura e di come sia importante scegliere le letture con il tempo per una reale crescita personale. Un libro che racconta quanto sia difficile uscire dalla routine e quanto sia difficile far cambiare opinione a chi ci circonda nonostante a farlo sia la regina Elisabetta in persona.

Ho amato la schiettezza della sovrana, la testardaggine che un po’ tutti immaginiamo possa avere, ma, soprattutto, il percorso che la regina compie e che tutti abbiamo bene o male fatto prima di imparare a farci trasportare dalle letture.

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Prometto di sbagliare – Recensione

Prendete delle emozioni, prendete delle pagine bianche. Riempite ogni singolo foglio con tutto quello che provate, con tutto quello che amate della Vostra persona, con i fantastici pensieri avuti nei Suoi confronti. Con i tormenti che l’amore spesso vi ha provocato. Con l’inadeguatezza che in alcuni casi ha preso il posto di un “Ti Amo”. Un inno all’amore che provate nei confronti della persona che amate. Una poesia dei gesti, la devozione del ricordo nel momento dell’innamoramento.  Un libro che cerca il particolare ma scritto completamente fuori dagli schemi classici.

«Mi seduce l’esistenza dei giorni l’uno dopo l’altro, le mani rugose di mio padre nelle mie, il sorriso aperto di mia madre da sempre.»

Me lo sono portato avanti per qualche settimana perche’ cosi’ come e’ stato scritto fuori dagli schemi, ho voluto leggerlo fuori dagli schemi: una pillola di felicita’ quotidiana. Un nuovo modo di fare poesia, cosi’ come e’ un nuovo modo di scrivere un romanzo. Per poterlo capire bisogna semplicemente lasciarsi trasportare dalle parole, senza giudicare o pretendere di comprendere che cosa concretamente stia succedendo ai personaggi. Ho imparato un nuovo modo di amare. L’autore ha saputo domare e dare significato alle farfalle che ognuno ha nello stomaco. Da bravo addestratore ha saputo domare il turbinio di emozioni per farne una frase di senso compiuto. Una frase di pancia e non di testa, ma pur sempre una frase con il senso e la direzione verso il cuore.

Concludo con una citazione non del libro ma della famosissima poesia di Montale che credo abbia potuto ispirare la visione dell’autore del romanzo:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale. E ora che non ci sei e’ il vuoto ad ogni gradino. Eugenio Montale.

La ragazza dai sette nomi – Recensione

img_8011Un libro che WOW! E’ semplicemente assurdo per il solo fatto che non e’ una storia ma La storia di Hyeonseo Lee. Difficile non rimanere colpiti dalla biografia, difficile pensare che uno stato cosi’ esista ancora, difficile pensare che la situazione raccontata nel libro sia presente ancora ai giorni nostri. Ma soprattutto difficile comprendere come sia possibile che nessuno vada in aiuto di questo popolo oppresso e tagliato fuori da tutto.

Un libro a tratti sconvolgente che richiede un respiro profondo dopo ogni capitolo. A livello umano ancora adesso mi chiedo come possa essere successo e come puo’ succedere tutt’ora. Da leggere assolutamente, perche’ quello che lascia e’ un piccolo uragano interiore e una gran voglia di saperne di piu’.

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La verità sul caso Harry Quebert – recensione

La verita’ sul caso Harry Quebert
di Joel Dicker (ed. Bompiani)

 

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Avete tutti presente quando un libro ti cattura, no? Quando, dopo aver letto pagina dopo pagine e aver sentito tra i tuoi polpastrelli il ruvido della carta, c’e’ solo piu’ la copertina rigida, segno che quel mondo nella quale ti rifugiavi e’ ormai giunto alla sua fine. E’ stato bello, avvincente finche’ e’ durato, ma come tutte le cose finiscono. Ecco..questo libro per me e’ stato cosi’. Sarei rimasta ancora un po’ ad Aurora, a correre sulla spiaggia, a seguire un’altra indagine. Oppure anche solo per svegliarmi e’ andare a fare colazione nell’unico bar della cittadina. Avrei voluto saperne di piu’. Cosa faranno adesso i personaggi? Come sara’ la nuova vita della casa a Goose Cove?

Semplicemente strepitoso, ha la forza di catturarti e allo stesso tempo di entrare nella tua vita con una facilita’ inquietante grazie alle innumerevoli perle di vita che di volta in volta introducono i 31 capitoli. Un thriller per nulla scontato, fino alla fine ti lascia con il dubbio e il fiato sospeso. Consigliatissimo non solo per chi divora Dan Brown e compagnia bella, ma anche per chi e’ piu’ affine ai semplici romanzi perche’ in fondo e’ un’enorme storia d’amore, racchiusa in una storia di omicidio, racchiusa in una piccola cittadina americana sorvolata da gabbiani e lambita dall’oceano.

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Mi sa che fuori è primavera – recensione

Mi sa che fuori e’ primavera

E quell’elefante rosa, enorme, in mezzo. Che tutti fanno finta di non vedere, ci girano intorno come in un ballo triste, danzano da una poltrona all’altra senza urtarlo mai, non lo toccano, non lo nominano, non sollevano lo sguardo. Neppure noi attorno all’elefante riusciamo a guardarci, perché gli occhi di ciascuno sono uno specchio che riflette il dolore dell’altro e si amplifica, il dolore, cresce, alla fine resta solo lui.

mi sa che fuori e' primaveraUn libro straziante, un romanzo tanto breve quanto intenso. Una storia reale, la vita di Irina prima e dopo il rapimento e la scomparsa delle figlie e il suicidio dell’ex-marito. Una donna che dal gennaio 2011, nonosante sia piegata dal dolore e dalla sofferenza,  continua ad andare avanti per le sue bambine. Quando si dice che “la speranza non muore mai” si pensa sempre che sia una cosa positiva, l’ancora di salvezza finale. In questo caso, pero’, il tutto assume una nota decisamente negativa: quella minima speranza di rivedere le tue figlie diventa logorante, diventa l’unica ragione di vita che non riesci a raggiungere. La speranza di poter rivedere il volto delle tue due figlie di 6 anni diventa un desiderio sempre piu’ grosso, come una palla di neve che cadendo si moltiplica diventando alla fine una valanga. Il libro nasce dall’esigenza di Irina di raccontare la storia per elaborare, e rendere cosi’ reale, la perdita.

Ecco, sai cosa sarebbe bellissimo? Che le persone con cui parli di te avessero la capacità di fare silenzio, di stare in ascolto, di non sentirsi in obbligo di commentare con frasi precotte e atterrite. Di accogliere, dare un posto a quel che stai dicendo.

Concita De Gregorio ha infatti scritto il libro senza fare alcuna ricerca del caso; la storia e’ il semplice racconto della mamma, redatto in forma di lettere con diversi destinatari. I toni e le parole cambiano di capitolo in capitolo a seconda delle persone alla quale sono destinate le lettere: una madre puo’ essere forte come un leone quando di mezzo c’e’ la ragione o il bene delle proprie figlie, o fragile come il petalo di un fiore quando deve riordinare i cocci di una vita frantumata in mille pezzi.

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Come potremmo vivere senza placare la memoria, che non vuol dire arrendersi, o dimenticare, ma lasciare che il caldo si raffreddi, che il bagnato si asciughi, che ogni cosa si trasformi e nasca un inizio da ogni fine. Che la fame si sazi per tornare a essere fame. Che il desiderio si estingua per rinascere. Che il sonno dia pace alla stanchezza per avere sonno di nuovo. Ogni minuto della vita gira attorno a qualcosa che non c’è più perché qualcos’altro possa accadere.