La ragazza dai sette nomi – Recensione

img_8011Un libro che WOW! E’ semplicemente assurdo per il solo fatto che non e’ una storia ma La storia di Hyeonseo Lee. Difficile non rimanere colpiti dalla biografia, difficile pensare che uno stato cosi’ esista ancora, difficile pensare che la situazione raccontata nel libro sia presente ancora ai giorni nostri. Ma soprattutto difficile comprendere come sia possibile che nessuno vada in aiuto di questo popolo oppresso e tagliato fuori da tutto.

Un libro a tratti sconvolgente che richiede un respiro profondo dopo ogni capitolo. A livello umano ancora adesso mi chiedo come possa essere successo e come puo’ succedere tutt’ora. Da leggere assolutamente, perche’ quello che lascia e’ un piccolo uragano interiore e una gran voglia di saperne di piu’.

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Recensione: Shantaram di Gregory David Roberts

Shantaram e’ un capolavoro. Uno di quei libri che dovrebbero essere inseriti nella lista dei libri da leggere per le vacanze estive durante il periodo delle superiori. Un libro che non racconta solo una storia, una vita. E’ un libro che ha come contorno molte storie e molte vite; a partire dall’India e le sue tante facce. Il libro racchiude un mondo di contrasti tra povertà-ricchezza, utopie-crimini, generosità-crudeltà.

Piccola nota a margine: l’autore, Gregory David Roberts, è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Scappato da un carcere di massima sicurezza, si è rifugiato in India dove ha trascorso dieci anni. Non chiamerei il libro autobiografico, ma se tanto mi da tanto…

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Il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa.
Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.
Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l’allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all’università di Melbourne, è diventato «un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina», un «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge.
Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore… A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram, un «uomo della pace di Dio», allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici…

Categoria: Bestseller
Collana: Le Tavole d’Oro 
Pagine: 1184
Tradotto da: Vincenzo Mingiardi
Prezzo: €22,00
Per acquistarlo: Shantaram.

Recensione: La danza delle falene di Poppy Adams

La danza delle falene e’ un romanzo molto complesso per la dinamica famigliare che racconta. Si sa, non esiste la famiglia del mulino bianco, ma in questo caso siamo ben lontani da ogni speranza di poter anche solo minimamente sembrarlo. Quella qui narrata è una storia che stupisce e perseguita, chiedendo di essere letta. È il racconto drammatico, tragico, di una famiglia devastata da se stessa e dal tanto, forse troppo, amore che lega ogni suo componente, rivissuto attraverso le memorie di una figlia e sorella devota.

Poppy Adams tinge la narrazione con delle sfumature di noir nella quale molte sono le cose non dette o pronunciate solo a metà e tante sono le cose che solo un epilogo inaspettato può risolvere.

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«Sono le due meno dieci e sto aspettando la mia sorellina, Vivi, dall’una e mezza».
Ginny guarda fuori dalla finestra del primo piano, una finestra di pietra ad arco, come quelle delle chiese, il viso contro le losanghe del vetro a piombo. Cerca di scorgere la sagoma di Vivian che a sessantaquattro anni, dopo un’assenza durata più di quaranta, ha deciso di tornare nella vecchia casa paterna. Per quietarsi, le ha scritto, e per stare in compagnia della sorella fino alla fine dei suoi giorni.
In tutti questi anni, Ginny non ha mai lasciato Bulburrow Court, la casa di famiglia. Come sua madre, e prima di lei i suoi genitori, ha imparato a conoscere ogni stravaganza di quell’antica dimora vittoriana rintanata fra i sinuosi declivi del Dorset: i caminetti di marmo che si ergono sotto i soffitti ornati da eleganti fregi, lo scalone di quercia che scende maestoso dalle volte imponenti, le bizzarre finestre ad arco…
In tutti questi anni, Ginny ha vissuto da persona posata qual è, senza dare nell’occhio, badando da sola a se stessa.
Ora, però, l’arrivo della sorella le procura una sottile, insopportabile inquietudine. In un remoto angolo della sua mente si è fatta strada l’idea che la presenza di Vivi l’avventuriera non rischi soltanto di turbare il suo piccolo mondo: vecchi, dolorosi ricordi e devastanti risentimenti possono riaffiorare senza che nessuna delle due riesca a ricacciarli indietro.
Ma quali sono gli oscuri segreti che si celano nel passato delle due sorelle?
Ginny e Vivian sono le ultime discendenti di piú generazioni di lepidotteristi, studiosi e cercatori di falene e farfalle. Il padre, un uomo eccentrico e testardo, era dedito solo al suo lavoro e trascorreva lunghe ore nel laboratorio nella soffitta di casa, dove a volte aveva accesso Ginny che gli faceva da piccola apprendista. Col trascorrere degli anni, l’ostinata volontà del padre di lasciare un segno nello studio della vita delle falene e delle farfalle aveva letteralmente devastato la vita della famiglia. La madre di Ginny e Vivian, trascurata dal marito, era via via precipitata nell’abisso dell’alcolismo.
Ma prima di questo dramma, già nell’infanzia di Ginny e Vivian si era aperta tra le due sorelle una crepa che nessuna delle due, nel corso degli anni, ha potuto riparare né potrà farlo ora. Una crepa che si era spalancata cinquantanove anni prima, quando Vivi era ruzzolata dalla torre campanaria e per poco non era morta.

ISBN: 978-88-545-0231-4
Collana: I Narratori delle Tavole
Pagine: 304
Tradotto da: Massimo Ortelio
Prezzo: €17,00

Il miracolo della presenza – Thich Nhat Hanh

Schermata 2018-07-18 alle 10.24.48Qualche settimana fa una ragazza che ho conosciuto tramite i social (la trovate su IG come @talkafterbooks ) mi ha girato un estratto di quello che stava leggendo. Uno dei tanti racconti del libro di Thich Nhat Hanh (maestro zen vietnamita, poeta e pacifista) intitolato il miracolo della presenza; una lettura molto facile perche’ sotto forma di storiella, ma che personalmente mi ha lasciato molto su cui riflettere. Ve la ripropongo qui:

In questo racconto di Tolstoj c’è un imperatore che un giorno pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande, avrebbe avuto la chiave per risolvere qualsiasi problema: Qual’è il momento migliore per intraprendere qualcosa ? Quali sono le persone più importanti con cui collaborare ? Qual è la cosa che più conta sopra tutte ? L’imperatore emanò un bando per tutto il regno annunciando una lauta ricompensa per chi avesse saputo rispondere alle tre domande. Ma le risposte che i centinaia di avventori gli diedero, non lo convinsero in nessun modo. Per la prima domanda risposero nei modi più vari. La cosa migliore era secondo alcuni la costituzione di un Consiglio di esperti, per altri era rivolgersi a maghi e indovini.

Per la seconda domanda, gli consigliarono di riporre la sua fiducia negli amministratori, un altro gli consigliò di affidarsi al clero o ai monaci. Per la terza domanda, qualcuno disse che l’attività più importante era la scienza, altri dissero l’arte militare, o la religione. Insoddisfatto, l’imperatore decise di rivolgersi a un eremita, un sant’uomo che si riteneva molto saggio, che la mattina dopo decise di andare a trovare, scalando la montagna sulla quale si era ritirato a vivere. Ma giunto al cospetto dell’eremita, questi non rispose a nessuna delle sue domande. Era intento a vangare il suo orto. “Devi essere stanco, ” disse l’imperatore, “lascia che ti aiuti”. L’eremita lo ringraziò , gli diede la vanga e si sedette per terra a riposare. L’imperatore vangò per due ore, poi mise giù l’attrezzo, e disse all’eremita: “Sono venuto per rivolgerti tre domande. Ma se non sai darmi la risposta, ti prego di dirmelo, così me ne torno a casa mia.”

E il ferito raccontò la sua storia: era un acerrimo nemico dell’imperatore, deciso ad ucciderlo, perché nell’ultima guerra l’imperatore aveva ucciso il fratello e si era impossessato dei suo beni. Sapendo che l’imperatore era andato da solo su quella montagna per consultare l’eremita, lo aveva seguito,ma nel bosco era stato affrontato dalla scorta, e anche se ferito gravemente, era riuscito a fuggire. “Volevo uccidervi, “disse l’uomo, “e invece mi avete salvato la vita ! La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili. Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre a figli e nipoti di fare altrettanto. Vi prego, concedetemi il vostro perdono.”

L’imperatore non solo lo perdonò, ma andò a cercare la sua scorta, per far ricondurre l’uomo a casa sua. E diede ordine che fosse assistito e curato. Poi, tornò a cercare l’eremita. Voleva riproporgli le tre domande per l’ultima volta. Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima aveva vangato. L’eremita si alzò e guardò l’imperatore: “Ma le tue domande hanno già avuto risposta.” “Come sarebbe ?” chiese l’imperatore.

“Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia, “rispose l’eremita, “e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, tu saresti stato aggredito da quell’uomo sulla via del ritorno. Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me. Perciò il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io, e la cosa più importante da fare era aiutarmi. Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante è quello in cui hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l’occasione di riconciliarti con lui. Per lo stesso motivo la persona più importante era lui e la cosa più importante era medicare la sua ferita. Ricorda che c’è un unico momento importante: questo.

Il presente è l’unico momento di cui siamo padroni. La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone ? La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita.”

69313958_502838183619283_1142929671214596096_nSe il presente e’ l’unico momento di cui siamo padroni, non dovremmo sfruttare ogni singolo minuto al meglio? Personalmente non l’ho interpretato come una sfumatura di CARPE DIEM, quanto piu’ alla possibilita’ di essere gentili verso il prossimo in questo preciso momento. Non lasciarsi scappare l’occasione di fare del bene ora, di aiutare qualcuno adesso, perche’ solo su questo abbiamo un qualche potere decisionale. E non c’e’ nulla di piu’ potente del bene, del donare e dell’allungare la mano verso qualcuno che potrebbe aver bisogno.

Nel quotidiano credo sia una sfida, alcuni gesti vengono dettati piu’ dalla routine che dall’approccio con cui vogliamo veramente agire. E come qualsiasi cosa nella vita, credo che l’importante sia sapere ed essere consci della strada che si vuole percorrere, facendo del proprio meglio per rimanere su quel sentiero.

Peace and Love

Giulia

Newsletter fine Agosto

Ok, respira… anche agosto e’ finito. Ci si avvicina sempre piu’ a “quel momento” (solo pensare alla parola parto, lo ammetto, mi fa venire i brividi 🙂 ).

Ma nonostante le ferie di molti, questo agosto si e’ rivelato bello pieno!

Libri consigliati 

Da sempre questo mese sforna un sacco di buoni suggerimenti in quanto a letture e il tempo libero fa si che ne legga piu’ del normale, anche se a dirla tutta in questo ultimo anno ho ridotto drasticamente la quantita’ di libri acquistati e letti (mea culpa, la convivenza e la casa nuova hanno avuto la precedenza su tutto).

Cosi’ questo mese vi propongo 3 libri che mi avete suggerito e ho letto tutto d’un fiato:

Per leggere la recensione, clicca qui.

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I libri #TBR (to be read) 

Gli articoli piu’ cliccati del mese!

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Come prepararsi a Settembre

Settembre e’ un po’ come il peggior lunedi’ di sempre, quindi mi dispiace ma non ho nessuna ricetta magica per farlo digerire un po’ meglio… posso pero’ condividere quello che per me funziona per non pensarci troppo!

Pianifico. Sia il mese che i prossimi 3, tendenzialmente arrivo fino alle vacanze di natale e condisco questi mesi con concerti, cose da fare o piccole fughe per visitare luoghi non troppo lontani.

Per pianificare il mese, qui di seguito trovate il planner scaricabile gratuitamente 🙂

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PS: ogni mese pubblico il planner l’ultimo giorno del mese in corso…se volete riceverlo prima tutti gli altri, seguitemi sulla pagina IG giulia_gribaudo_ e non perdetevi l’anticipazione!!

Serie tv agosto

Peaky Blinders – viste le prime 3 stagioni, una serie a tratti lenta ma dettagliatissima. Personalmente mi ci sono voluti un paio di episodi prima di essere “presa” dal racconto, successivamente non ne potrete fare a meno. In arrivo la 5 stagione su Netflix!!

Dark – complessa, narrata su svariati piani temporali, a parer mio semplicemente geniale. Una narrazione mai scontata, coinvolgente e all’altezza delle migliori aspettative.

Chernobyl – miniserie televisiva targata HBO e disponibile su Sky. A mio parere non ha nemmeno bisogno di troppe presentazioni. Chernobyl e’ una serie che non vuole solo essere la migliore serie tv dell’anno, ma la migliore degli ultimi 10-20 anni. E’ un emozionante e drammatico viaggio lungo un momento storico che non va dimenticato. Perdersela sarebbe pura follia.

Le belle condivisioni su IG

Negli ultimi due mesi mi sono spesso chiesta se IG fosse ancora un social per cui valesse la pena dedicare del tempo. Sempre piu’ algoritmi, bot, persone che ti seguono in cambio di un follow, uno specchio che spesso ha veramente poco di reale. Poi mi sono imbattuta in alcune persone, e ci tengo a sottolineare PERSONE. Ho scoperto un modo di condivisione, un mondo da cui trarre ispirazione quotidianamente, un mondo da cui posso imparare qualcosa di buono e utile. E questo mese vi propongo:

  • @grace_theamazing per tutto quello che riguarda il mondo IG e il suo funzionamento. Una ragazza dai mille contenuti e molto da insegnare.
  • @lafamigliaconlegiaccheavento , per il mondo mamme e casa. Oltre a condividere il nome del primogenito 🙂 mi ha dato molti spunti fai da te per ristrutturare alcuni aspetti di casa (mobili, cucina, opzioni e accostamenti di colori che mai avrei pensato per le tinte). E in piu’ e’ una giovane mamma super genuina.
  • @debora.dusina scoperta grazie alla sua guida all’algoritmo di instagram, fonte di ispirazioni quotidiane.
  • #ticidevoportare di @nunziacillo , e tutto l’amore che condivide: dalla passione per le piante al cibo, al suo lavoro. Personalmente e’ una figura a cui punto per essere una persona migliore nella vita di tutti i giorni.